La questione sanità è all'ordine del giorno in Umbria. Il deficit da 243 milioni di euro preoccupa e non poco. La Giunta ha affrontato il tema, nella giornata di mercoledì in una riunione straordinaria, tenendo conto della situazione drammatica ma cercando di evitare il commissariamento. Nella giornata odierna, intanto, l'opposizione è tornata a farsi sentire.
“Abbiamo ereditato una situazione non sostenibile dal punto di vista economico dalla precedente amministrazione, che non ha affrontato mai il problema": con queste parole la Giunta regionale dell'Umbria ha analizzato la questione sanità, dopo aver fatto verificare la situazione da una società internazionale di revisione contabile.
Evitare il commissariamento (sarebbe la prima volta in Umbria) è l'obiettivo dell'esecutivo. Queste le possibili e inevitabili mosse per salvare il salvabile: l’innalzamento automatico delle aliquote al massimo per tutte le fasce di reddito, il superticket sanitario, il taglio dei servizi, il blocco del turn over del personale sanitario.
I numeri sulla sanità, emersi nei giorni scorsi, hanno infiammato ancor di più lo scontro politico. "Oggi siamo chiamati a compiere scelte coraggiose e soprattutto eque per la nostra comunità - ricorda la Giunta - Portare la Regione verso il commissariamento è da irresponsabili perché il prezzo da pagare sarebbe indiscriminato per la nostra comunità e porterebbe a una pressione fiscale altissima e una riduzione consistente dei servizi”.
Un dato certificato dall’agenzia KPMG ha individuato in 243,2 milioni di euro i maggiori costi operativi delle quattro aziende sanitarie umbre (l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, il Santa Maria di Terni e le Usl Umbria 1 e Umbria 2) rispetto al fondo sanitario regionale che ne garantisce la sussistenza.
Milioni di euro che scendono a 90 se si sottrae dalla cifra generale il saldo positivo della gestione accentrata. Cifre che, però, preoccupano poiché l’ultimo atto ufficiale della Direzione regionale salute e welfare sui conti della sanità riconosceva un disavanzo complessivo di 40 milioni di euro.
Il "buco" delle aziende umbre è quello maturato a fine 2024. Per l’Usl 1 il risultato è -75 milioni di euro, per l’Usl 2 -108, per l’Azienda ospedaliera di Perugia -47,9 e per quella di Terni -12,5. Numeri molto vicini a quelli emersi nei mesi passati.
"Per mesi la Giunta Proietti ha illuso gli umbri con promesse irrealizzabili, oggi la realtà è ben diversa: più tasse e nessuna soluzione concreta per la sanità. Dopo soli cento giorni di governo, il risultato è sotto gli occhi di tutti: le liste d’attesa non sono state azzerate ma raddoppiate e intanto si preparano a stangare famiglie e imprese con aumento di Irpef, bollo e Irap”. Questa la dura risposta delle opposizioni, attraverso una nota a firma di Paola Agabiti Urbani (Fratelli d’Italia), Nilo Arcudi (Tesei Presidente-Umbria civica), Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Enrico Melasecche Germini (Lega Umbria), Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza (Forza Italia), Andrea Romizi (Forza Italia) e Donatella Tesei (Lega Umbria). Nuova stilettata da parte dell'opposizione, dopo il botta e risposta tra Bori e Tesei di una settimana fa durante il Question Time.
“Di fronte al loro disastro amministrativo - evidenziano gli esponenti di opposizione - tentano la solita manovra della sinistra: agitare lo spauracchio del commissariamento per giustificare il fatto che metteranno le mani nelle tasche degli umbri. Una mossa irresponsabile e grottesca, priva di qualsiasi fondamento, utile solo a coprire la loro incapacità di governare. La verità è però chiara: non esistono i presupposti per un commissariamento, che nessuno ha mai autorizzato né autorizzerebbe".
"Sono vergognose - si legge nella nota - le mistificazioni della sinistra sui conti della sanità, volte esclusivamente a giustificare scelte che altrimenti gli umbri faticherebbero ad accettare, come i tagli dei servizi in sanità e l’aumento delle addizionali Irpef. I dati diffusi ieri dalla maggioranza sono falsati: i 240 milioni di euro vengono compensati da 153 milioni in positivo, pertanto il deficit sarebbe di 90 milioni nella peggiore ipotesi, considerato che il report fornito dagli uffici regionali competenti il 15 novembre scorso, con previsione al 30 dicembre 2024, prevedeva un disavanzo di 40 milioni, nettamente inferiore a quello degli anni precedenti".
"Quella che stiamo vedendo - concludono i consiglieri di opposizione - è la peggiore sinistra di sempre, che fa leva sui timori degli umbri nel vile tentativo di scaricare le proprie responsabilità su altri. L’atteggiamento mistificatorio dell’attuale maggioranza testimonia non solo la totale inadeguatezza ad amministrare la Regione, ma è anche una grave mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, presi in giro con menzogne presto smentite dai dati reali".