È stato riconosciuto nella mattinata di oggi, martedì 12 maggio, mentre andava a fare colazione in un bar di Vascigliano, frazione di Stroncone. Mohamed El Messaoudi, l’uomo di 42 anni accusato del tentato femminicidio avvenuto nel pomeriggio di sabato a bordo del bus di linea 622, è stato subito raggiunto dai Carabinieri. Nella zona dopo la brutale aggressione contro Fatiha El Afghani, è stato imponente il dispiegamento di forze, con tanto di reparti specializzati dell'Arma. Oggi, in tarda mattinata il procuratore capo di Terni, Antonio Laronga ha fatto il punto della situazione con la stampa.
L'azione messa in atto nei confronti della vittima è stata devastante. Fatiha si trova ricoverata al Santa Maria di Terni in condizioni gravissime e in prognosi riservata. La donna è stata "colpita con numerose martellate, almeno otto, che le hanno provocato lo sfondamento del cranio, presenta tutte le ossa del cranio fratturate, con perdita di materiale cerebrale" ha affermato il procuratore.

La vittima e l'aggressore, entrambi di nazionalità marocchina, avevano iniziato una relazione dall'ottobre 2023. Lui era arrivato in Italia a novembre dello scorso anno mentre Fatiha da più tempo e lavorava come badante nei pressi di Stroncone. Per El Messaoudi dallo scorso 4 aprile era stato disposto l'allontanamento dalla casa familiare, proprio per violenze nei confronti di Fatiha che era stata la figlia di lei a denunciare. "Misura mai violata" ha detto Laronga, almeno fino a sabato scorso. Contestualmente era scattato anche il divieto di avvicinamento alla vittima con applicazione del dispositivo elettronico di controllo. "Questo dispositivo per oltre un mese non ha dato problemi di nessun genere. Quando è stato commesso il tentato femminicidio non abbiamo avuto segnali di allarme". La memoria del dispositivo è stata acquisita ed è al vaglio degli inquirenti.
La violenza sul pullman è stata una vera e propria imboscata. "Il presunto autore è salito sul bus verosimilmente a Terni - ha spiegato il procuratore - e dopo l'ingresso della vittima (salita nella zona di Santa Lucia ndr) è partita l'aggressione con un martello che è stato acquistato ad hoc dal presunto autore". Il 42enne è quindi sceso dal mezzo e "si è disfatto sia del martello che del dispositivo elettronico di controllo. Entrambi sono stati recuperati e sottoposti a investigazioni di tipo scientifico". Il martello era "nuovissimo", probabilmente acquistato poco prima e come riferito, aveva ancora il prezzo attaccato sul manico: 3 euro e 90.
Laronga si è soffermato sul braccialetto elettronico. "Stiamo cercando di ricostruire dal 4 aprile al 9 di maggio vogliamo capire se questo strumento abbia fatto il suo dovere" ha detto in proposito. La certezza però è anche un'altra: "Se pure fosse stato funzionante al 100 per 100 la vittima non avrebbe avuto scampo perché il braccialetto ci avrebbe dato l'alert nel momento in cui la signora era salita sul bus. Non ci sarebbe stato un tempo sufficiente per le forze dell'ordine per intervenire".
"Eravamo tutti molto preoccupati perché il soggetto è potenzialmente pericoloso, era fuori nelle campagne di Stroncone da due giorni, affamato, assetato, senza mezzi di sussitenza e quindi potenzialmente capace di commettere reati predatori" ha dichiarato il procuratore capo. Quando stamattina il sospettato è stato preso, dopo essere stato riconosciuto da una barista, aveva ancora indosso gli stessi vestiti. Agli operatori che sono intervenuti è apparso "soprattutto stupito" e non ha opposto alcuna resistenza.
"La gravità del fatto ha richiesto fin da subito il massimo impegno, già la sera stessa del fatto avevamo chiara la situazione" ha sottolienato il colonnello Antonio De Rosa. "Ho apprezzato molto la partecipazione della comunità ternana" ha evidenziato Laronga ricordando che anche il braccialetto è stato consegnato spontaneamente da una residente di Stroncone. "E poi stamattina ci sono state le segnalazioni delle signore del bar. Questi sono segnali di una comunità sana. La cosa importante è che noi c'eravamo".
Il maggiore Marco Ruffini ha spiegato che nel giro di pochissimo tempo sono stati raccolti tutti gli elementi utili alle ricerche. "Il soggetto - ha detto - non era attrezzato per una fuga a lungo termine ma non potevamo escludere qualche ausilio esterno e quindi le ricerche sono state diramate in ambito nazionale. La saturazione del territorio ci ha consentito di stringere il campo intorno a Stroncone, in pochissimi minuti se non secondi siamo riusciti ad arrivare appena ci è giunta la segnalazione stamattina".
L'accusa nei confronti di El Messaoudi è di tentato femminicidio pluriaggravato dalla crudeltà nei confronti della moglie cui si aggiunge la violazione della misura del divieto di avvicinamento, ai sensi dell'articolo 387 bis del Codice Penale. Ora l'uomo si trova al carcere di Terni in attesa della convalida del fermo.