È stato rintracciato e arrestato questa mattina Mohamed El Messaoudi, il quarantatreenne accusato della brutale aggressione avvenuta sabato scorso a bordo del bus di linea 622 tra Terni e Stroncone. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe prima colpito la moglie con pugni e poi l’avrebbe ferita gravemente con un martello. La donna è tuttora ricoverata in ospedale in condizioni gravissime.
L’arresto è scattato a Vascigliano, frazione del comune di Stroncone, dove il quarantatreenne è stato individuato dai carabinieri del comando provinciale di Terni all’interno di un bar della zona. Dopo il fermo è stato accompagnato nella caserma di via Radice, dove resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La cattura è arrivata al termine di una caccia all’uomo durata diverse ore e che aveva mobilitato un vasto dispositivo dell’Arma. Decisiva, secondo quanto emerso, sarebbe stata la segnalazione partita proprio dal locale in cui l’uomo si era fermato per fare colazione prima di tentare di raggiungere la fermata dell’autobus.
Determinante per la svolta nelle indagini sarebbe stata la telefonata partita dal bar dove Mohamed El Messaoudi si era fermato poco prima dell’arresto. Come riportato in un video diffuso da Radio Tele Galileo, la barista che lo ha riconosciuto ha raccontato quei momenti ai cronisti.
“È arrivato a fare colazione in maniera tranquilla, si è seduto qui, ha fatto colazione, non era stressato, mi sembrava tranquillo, ha pagato regolarmente. Si è messo qui, dopo essere andato via ha pagato, ha chiesto un biglietto del bus che noi non avevamo, è andato verso la stazione del bus con l’intento di prenderlo. Non ha fatto in tempo perché sono arrivati i carabinieri che lo hanno arrestato”.
La donna ha poi spiegato come sia scattato il riconoscimento grazie alla fotografia circolata nelle ore precedenti sui social network e rilanciata dagli organi di informazione locali.
“Li abbiamo chiamati noi i carabinieri, lo abbiamo riconosciuto tramite la foto su Facebook messa ieri, ci abbiamo messo un po’ per riconoscerlo. Ha comprato un cappuccino, ha mangiato due paste e un panino, stava tranquillo, era pulito, vestito normalmente, non era sporco, non aveva abiti bucati”.
Le ricerche erano iniziate subito dopo la violenta aggressione consumatasi sul mezzo pubblico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica di Terni, Mohamed El Messaoudi sarebbe salito sul bus armato di martello. Dopo un acceso litigio avrebbe iniziato a insultare e minacciare la moglie, per poi passare rapidamente all’aggressione fisica. Prima i pugni, quindi i colpi sferrati con il martello alla testa e al volto della donna. Scene drammatiche avvenute davanti ai passeggeri terrorizzati, alcuni dei quali hanno immediatamente allertato i soccorsi e le forze dell’ordine.
La donna è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove resta ricoverata in condizioni molto gravi sotto stretta osservazione medica. Dopo l’aggressione il quarantatreenne si era dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce nelle campagne tra Stroncone e il territorio circostante. I carabinieri hanno immediatamente avviato una vasta operazione di ricerca con pattugliamenti nelle aree boschive, posti di controllo sulle principali arterie stradali e l’impiego di reparti specializzati.
Un dettaglio considerato particolarmente importante nell’inchiesta riguarda il braccialetto elettronico che l’uomo era obbligato a indossare proprio per precedenti episodi di violenza domestica nei confronti della stessa moglie. Il dispositivo è stato ritrovato all’interno dell’autobus subito dopo l’aggressione. Secondo gli investigatori, il quarantatreenne se ne sarebbe liberato nel tentativo di sottrarsi ai controlli.
Alle ricerche hanno partecipato anche i militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Puglia, reparto specializzato nelle operazioni in territori impervi e nella cattura di latitanti. In supporto sono intervenute unità cinofile molecolari ed elicotteri provenienti dall’aeroporto militare di Roma Urbe. Il coordinamento tra i diversi reparti ha consentito di stringere progressivamente il cerchio attorno al ricercato fino alla sua individuazione nel bar di Vascigliano.