16 Jan, 2026 - 08:35

Spoleto, femminicidio Laura Papadia: la Procura chiede il rinvio a giudizio a Romita

Spoleto, femminicidio Laura Papadia: la Procura chiede il rinvio a giudizio a Romita

Chiesto il rinvio a giudizio per Nicola Gianluca Romita da parte della Procura di Spoleto. L'uomo era stato l'autore del femminicidio della moglie, Laura Papadia, trovata senza vita, nella camera da letto della sua abitazione a Spoleto, lo scorso 26 marzo.

Spoleto, chiesto il rinvio a giudizio per Gianluca Romita: uccise la moglie Laura Papadia

La procura di Spoleto ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per Nicola Gianluca Romita che uccise Laura Papadia, lo scorso 26 marzo. L’udienza preliminare è stata fissata per il 10 febbraio davanti al gup Teresa Grano.

Stando gli inquirenti, Gianluca Romita strangolò la moglie all’interno dell’appartamento di via Portafuga, a Spoleto, dove i due vivevano. Il 48enne è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale.

I magistrati hanno individuato come parti offese il padre di Laura Papadia, Maurizio, e i due fratelli, Fabio e Alessandro, oltre all’associazione “Per Marta e per tutte”, che potranno avanzare richiesta di costituzione in giudizio come parti civili già nella fase preliminare.

Non ci fu premeditazione

Gianluca Romita uccise la moglie Laura Papadia, 36 anni, nell’appartamento in cui vivevano nel centro storico di Spoleto. Al termine dell'attività investigativa non ci fu premeditazione.

Il procuratore capo Claudio Cicchella e il sostituto Alessandro Tana, infatti, contestano l’omicidio volontario aggravato dal legame coniugale ma non la premeditazione.

Nonostante i tanti elementi emersi durante le indagini a carico di Romita, come la disponibilità di liquidità a ferie richieste e poi revocate fino all’ipotesi di un viaggio all’estero, per la Procura di Spoleto, il femminicidio di Laura Papadia avvenne al culmine di una lite di coppia e non fu basato su un'idea pregressa.

L'interrogatorio di Romita e i risultati dell'autopsia

Nicola Gianluca Romita aveva confessato il delitto. Nel corso dell’interrogatorio, dopo l'udienza di convalida svolta nel carcere di Spoleto, l'uomo avrebbe confessato: "Le ho messo le mani al collo e lei è caduta - ha confessato - poi ho usato la mantellina per strangolarla".

I litigi derivavano dal desiderio di maternità della donna e dal rifiuto dell’uomo, che aveva già due figli da precedenti relazioni, non era d’accordo. Dai racconti di amici e parenti era emerso anche che l’uomo era geloso, possessivo e con una forte propensione a controllare la vita della moglie. 

La scoperta del corpo senza vita di Laura Papadia, vittima del secondo femminicidio dell'anno solare 2025 in Umbria, avvenne dopo che il marito aveva minacciato di togliersi la vita gettandosi nel vuoto dal Ponte delle Torri. Fermato dalla Polizia confessò di aver ucciso la moglie. 

L’autopsia confermò che la causa della morte è stato lo strozzamento, avvenuto, secondo le dichiarazioni di Romita, con l’uso di una mantella.  Dall'autopsia sulla salma di Laura Papadia era emerso che la vittima non era incinta

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Emanuele Landi
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