Le avrebbe incontrata con una promessa di lavoro e, poi, avrebbe abusato sessualmente di lei per tutta la notte. Questo il drammatico riassunto di una notte da brividi, avvenuta il 19 luglio, per cui nel tardo pomeriggio di ieri, è stato eseguito un fermo dalla Polizia di Stato di Perugia, nei confronti di un 45enne afgano. La vittima dello stupro, una 21enne di origini asiatiche, avrebbe riportato anche alcune ferite ed ecchimosi.
Un nuovo caso di stupro nel centro di Perugia, dopo quello dello scorso ottobre. I fatti risalirebbero allo scorso 19 luglio, quando un appuntamento all'apparenza innocente si è trasformato in un vero e proprio incubo per una giovane 21enne, originaria della Mongolia.
L'uomo, di nazionalità afgana, classe 1980, dopo aver conosciuto la ragazza la sera prima, le avrebbe dato appuntamento, facendole credere che stava per aprire un nuovo ristorante (che era ancora "in costruzione") invitandola a visitare il cantiere, magari per un lavoro futuro che le avrebbe potuto offrire.
La giovane avrebbe accettato di visionare l'immobile, anche perché il posto indicato era sulla stessa strada che avrebbe dovuto percorrere per andare a casa. Così facendo, l'uomo ha condotto la ragazza in questo edificio, dove, poi, sarebbe avvenuta la violenza.
La ragazza, tranquillizzata anche dai modi del suo interlocutore, l'avrebbe seguito in questo locale (tipo bar) in disuso ma con ancora alcuni tavoli e sedie, situato nel centro storico di Perugia.
Quando la ragazza, dopo aver iniziato la conversazione, ha tentato di uscire dall'edificio si è accorta che la porta era stata chiusa a chiave e il 45enne, a quel punto, avrebbe avvicinato a palpeggiarla.
Nonostante i tentativi di divincolarsi e di scappare, l'uomo avrebbe afferrato la ragazza e sbattuta a terra, impedendole di gridare, coprendole la bocca con le mani e costringendola ad avere più rapporti sessuali durante la notte.
La ragazza, nonostante la violenza subita, sarebbe riuscita ad attivare la telecamera del suo cellulare, riprendendo alcune fasi dell'aggressione, prima di potersi liberare e darsi alla fuga al mattino, quando l'uomo si è addormentato.
Dopo qualche giorno, ancora sotto shock per l'accaduto, la vittima ha sporto denuncia alle autorità, presentandosi poi presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove le hanno diagnosticato lesioni guaribili entro un mese.
A seguito della querela sporta, è partito un lungo lavoro di indagini da parte del personale della Squadra Mobile: l'uomo sarebbe stato incastrato dalla corrispondenza del suo Dna con quello del materiale biologico trovato nell’ex bar dismesso e sui vestiti della ragazza.
Un altro caso di violenza sessuale che è emerso in Umbria. Nonostante la massima riservatezza nel lavoro delle indagini, dopo che nella giornata di ieri i fatti sono emersi attraverso un quotidiano, la Polizia ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo nei confronti dell'indagato che, non aveva in città un radicamento stabile, per evitare che potesse darsi alla fuga.
Nel tardo pomeriggio del 3 agosto, il personale della squadra mobile ha rintracciato il cittadino afgano e lo ha condotto presso la casa circondariale di Perugia Capanne, in attesa dell'udienza di convalida. L'uomo è ritenuto responsabile dei delitti di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali pluriaggravate nei confronti della 21enne.