Quanti mondi può svelare la lettura di un libro? Molti, non c'è dubbio. E se poi questi libri vengono letti da chi si trova ristretto in carcere, quell'apertura assume un significato ancora più potente. È così che a Orvieto è nata un'iniziativa che ha lo scopo di arricchire la biblioteca presente all'interno del Istituto penitenziario cittadino. Si chiama 'Dona un libro, apri una porta' ed è promossa dalla Nuova Biblioteca Pubblica “L. Fumi” di Orvieto in favore della Casa di reclusione di Orvieto.
L’iniziativa rientra nell’ambito della convenzione sottoscritta tra il Comune di Orvieto la Direzione del penitenziario finalizzata a promuovere l’accesso alla cultura, alla lettura e alla formazione all’interno del contesto detentivo. La campagna si inserisce in un progetto più ampio di riordino e valorizzazione della biblioteca interna della Casa di reclusione di Orvieto che in una prima fase ha visto il personale della biblioteca e gli educatori del carcere impegnati in un lavoro di selezione, scarto e ricollocazione dei libri già presenti nonché di riorganizzazione e riallestimento degli spazi.
"La possibilità di scegliere un buon libro da leggere – spiegano dalla biblioteca comunale – è un invito ad aprire una propria porta interiore, a riflettere, a crescere in consapevolezza e con nuova responsabilità".
La lettura, è noto, apporta innumerevoli benefici alla salute. In merito sono stati pubblicati diverse ricerche da autorevoli istituzioni. Recentemente, un nuovo studio americano, ha seguito per circa 12 anni oltre 3.600 persone analizzando le loro abitudini di lettura.
Dall'analisi è emerso che chi legge vive in media quasi due anni in più rispetto a chi non lo fa. Sembra che leggere sia un toccasana per le connessioni neuronali che la lettura può fortificare. Oltre all'evidente beneficio per la salute, la lettura aiuta a diventare più empatici, perché chi legge ha più facilità nel mettersi nei panni degli altri. Infine, leggere stimola la creatività, permettendo di trovare soluzioni nuove grazie alla fantasia.
Chi vorrà partecipare alla raccolta donando uno o più libri, potrà consegnarli direttamente alla Nuova Biblioteca Pubblica “L. Fumi” di Orvieto. In alternativa si potranno acquistare i volumi presso la Libreria Giunti in Corso Cavour 85 o la Libreria Sovrappensieri in Piazza del Fanello 28 a Ciconia e lasciarli direttamente in libreria. Il personale della biblioteca comunale provvederà quindi a raccoglierli e consegnarli alla biblioteca dell’Istituto di reclusione.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 0763306450 o inviare una mail all’indirizzo [email protected].
Da pochissimo la Regione il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, hanno sottoscritto un accordo che prevede un incremento di diverse figure professionali all'interno delle carceri umbre. L'obiettivo è quello di ridurre le distanze fra chi è 'dentro' e chi è 'fuori' attraverso l'attivazione di percorsi educativi, culturali e ricreativi.
Sul piatto ci sono 92mila euro che negli auspici contribuiranno a mitigare la situazione emergenziale degli Istituti di pena umbri alle prese con problematiche complesse come il sovraffollamento, la mancanza di personale, le violenze, i suicidi e la presenza massiccia di detenuti con patologie psichiatriche o con dipendenze.
In questo contesto, il progetto di Orvieto, costituisce un esempio virtuoso di collaborazione fra popolazione detenuta e popolazione civile che si inserisce nel solco di altri progetti già attivati e in corso. Da segnalare infatti, che dall'inizio del mese di marzo cinque detenuti della Casa di reclusione di Orvieto, vengono impiegati in attività di pubblica utilità, ovvero si stanno occupando delle manutenzioni sul percorso dell'Anello della Rupe grazie al coinvolgimento di un'ampia rete di soggetti.