03 Mar, 2025 - 09:01

A Orvieto cinque detenuti impiegati per la manutenzione dell'Anello della Rupe. Gli interventi progettati dagli studenti

A Orvieto cinque detenuti impiegati per la manutenzione dell'Anello della Rupe. Gli interventi progettati dagli studenti

Ad Orvieto nei giorni scorsi sono partiti i lavori di manutenzione sul percorso dell'Anello della Rupe. La grande novità è che per la prima volta sono cinque detenuti della Casa circondariale ad occuparsene. Un progetto virtuoso che ha attivato un percorso di giustizia riparativa coinvolgendo una rete di soggetti del territorio. Gli interventi rientrano infatti nella convenzione biennale sottoscritta tra il Comune di Orvieto, la Casa di reclusione, l’associazione di promozione sociale ParteCivile e il Liceo artistico di Orvieto con l'obiettivo di coinvolgere detenuti in attività di volontariato per progetti di pubblica utilità.

Prima di iniziare con gli sfalci, si è tenuta una cerimonia che ha voluto ricordare l'importanza dell'iniziativa. Presenti l'assessora alle Politiche sociali e all’Istruzione, Alda Coppola, i rappresentanti di ParteCivile, Danilo Bellavita e Gianni Pietro Mencarelli, e gli studenti e le studentesse delle classi terze del Liceo artistico coinvolte nel progetto accompagnati dalle docenti Elisabetta Sarpano e Silvia Valentini.

I ragazzi progettano la riqualificazione e i detenuti la mettono in atto

I detenuti nelle attività di manutenzione vengono coordinati dal personale del Centro Servizi Manutentivi del Comune di Orvieto che predispone i vari step oltre ai mezzi e agli attrezzi da impiegare. Mentre a progettare gli interventi di riqualificazione ci pensano studenti e studentesse del Liceo Artistico.

All’iniziativa – così ha spiegato la docente Elisabetta Sarpano – partecipano i ragazzi che frequentano gli indirizzi di Architettura, Grafica multimediale e Arti figurative i quali, ciascuno per le proprie competenze, progetteranno la riqualificazione delle aree presenti sull’Anello della Rupe anche attraverso l’ideazione di elementi di arredo urbano e una nuova cartellonistica che valorizzerà il percorso storico, artistico, culturale e sportivo e dalla quale, attraverso un qrcode, si potrà accedere a foto e video informativi“.

Il reiserimento sociale delle persone detenute, un processo delicato

L'iniziativa di Orvieto rappresenta un esempio di come coinvolgedo trasversalmente più attori della comunità, si possa dare vita a un progetto in grado di migliorare sensibilmente le prospettive future delle persone private della libertà. I percorsi di giustizia riparativa hanno infatti il merito di accorciare le distanze che separano il mondo del carcere da quello 'fuori', ponendo attenzione anzitutto sulla relazione e responsabilizzando i condannati nel 'rimediare' alle proprie condotte lesive. Un aspetto sul quale i rappresentanti di ParteCivile Danilo Bellavita, e il referente per Orvieto, Gianni Mencarelli si sono soffermati.

La nostra associazione – hanno sottolineato – è stata costituita per organizzare e rendere efficaci diverse e complementari esperienze pluriennali di attivismo civico ed è impegnata nella difesa dei diritti della cittadinanza, dall’ambiente alla salute. Il progetto che abbiamo proposto a Orvieto, oltre che alla manutenzione e alla valorizzazione di un importante bene comune della città, ha l’obiettivo di rendere concreti i dettami dell’articolo 27 della Costituzione per cui le pene devono tendere alla rieducazione attraverso interventi di sostegno alle persone recluse e percorsi di riqualificazione lavorativa e di reinserimento sociale“.

Assessora Coppola: "Un luogo di inclusione e opportunità"

L'assessora Alda Coppola ha raccontato un episodio molto toccante. Un detenuto l'ha ringraziata personalmente "perché ci date la possibilità di sentirci utili". Parole che "sintetizzano l’obiettivo di questa iniziativa, un esempio concreto di come la comunità possa diventare un luogo di inclusione e opportunità. Il coinvolgimento delle persone detenute in attività di pubblica utilità infatti non solo contribuisce alla cura e al decoro della nostra città, ma rappresenta anche un passo significativo nel loro percorso di reinserimento sociale. Fondamentale è anche il ruolo degli studenti che con la loro creatività e impegno aggiungono valore al progetto. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e scuole, vogliamo dare forma a un modello virtuoso di cittadinanza attiva, che unisce responsabilità, formazione e cura del territorio“. 

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Sara Costanzi
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