Nuovo sviluppo nel procedimento penale relativo alla presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2025 in piazza Quaranta Martiri, a Gubbio.
La novità più rilevante è arrivata nella giornata di oggi 2 luglio, quando il GIP del Tribunale di Perugia, dottoressa Valeria Casciello, ha accolto l'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato Ubaldo Minelli nell'interesse del più giovane dei due fratelli pugliesi imputati.
Il trentasettenne lascia così il carcere per essere sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, presso un'abitazione di proprietà del padre a Nardò, in provincia di Lecce. Fino ad oggi l'uomo era detenuto nel carcere di Prato.

Con il provvedimento odierno cambia in maniera significativa la posizione cautelare dei due fratelli pugliesi coinvolti nel procedimento.
Il fratello maggiore, quarantiquattrenne, aveva già ottenuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nello scorso mese di aprile, in seguito a una decisione del Tribunale del Riesame, anch'essa conseguente a un'istanza presentata dall'avvocato Minelli.
Da oggi, quindi, entrambi gli imputati pugliesi si trovano agli arresti domiciliari presso abitazioni messe a disposizione dal padre, entrambe situate nel territorio di Nardò.
Resta invece detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano il terzo imputato, quarantaduenne residente a Gualdo Tadino.
La vicenda aveva suscitato grande attenzione nell'opinione pubblica fin dalle prime ore successive ai fatti.
Come ricostruito da noi nel settembre 2025, l'episodio sarebbe avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre in piazza Quaranta Martiri, dove una donna eugubina di 36 anni si trovava insieme a un amico quarantaseienne, anch'egli residente a Gubbio.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia e condotte dalle forze dell'ordine, portarono in tempi rapidi all'individuazione dei tre indagati e all'adozione delle misure cautelari.
La vicenda ebbe un forte impatto sulla comunità eugubina, sia per la gravità delle accuse formulate sia perché i fatti si sarebbero verificati in una delle piazze più frequentate del centro storico.
I tre imputati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, dei reati di violenza sessuale di gruppo, tentata rapina ai danni del quarantaseienne eugubino e lesioni personali nei confronti sia della donna sia dell'uomo che era con lei quella sera.
Si tratta di contestazioni che dovranno essere esaminate nel corso del processo e sulle quali il giudice sarà chiamato a pronunciarsi all'esito del rito scelto dagli imputati.
Il provvedimento cautelare disposto oggi non modifica il quadro delle accuse formulate dalla Procura, ma riguarda esclusivamente la misura restrittiva applicata al trentasettenne.
Il procedimento è attualmente celebrato con il rito abbreviato, una scelta processuale che prevede la decisione sulla base degli atti raccolti durante le indagini, salvo eventuali integrazioni probatorie ammesse dal giudice.
Nel corso dell'udienza odierna il GIP ha inoltre disposto il rinvio del procedimento al 9 settembre 2026, data fissata per la discussione finale e la successiva sentenza presso il Tribunale di Perugia.
Sarà quella l'udienza nella quale accusa e difesa esporranno le rispettive conclusioni prima della decisione del giudice.

La concessione degli arresti domiciliari al più giovane dei due fratelli rappresenta certamente il fatto nuovo più rilevante di questa fase processuale, ma non anticipa in alcun modo l'esito del giudizio.
Le misure cautelari, infatti, rispondono esclusivamente alla valutazione delle esigenze cautelari previste dalla legge – quali il pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove – e sono giuridicamente distinte dall'accertamento della responsabilità penale.
Per questo motivo il procedimento proseguirà regolarmente fino alla sentenza, che sarà chiamata a stabilire se le accuse formulate dalla Procura troveranno conferma oppure no.
Con il provvedimento adottato oggi dalla dottoressa Valeria Casciello, entrambi i fratelli pugliesi risultano dunque agli arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico, mentre il terzo imputato resta detenuto in carcere.
L'attenzione si sposta ora sull'udienza del 9 settembre, quando il Tribunale di Perugia sarà chiamato a pronunciarsi nel merito di una vicenda che, sin dall'autunno del 2025, ha profondamente colpito la città di Gubbio.