Dama è un acronimo che sta per "Disabled Advanced Medical Assistance", in altre parole, è un nuovo modello di presa in carico delle persone con disabilità che punta ad abbattere ogni tipo di barriera. Il progetto vuole rendere pienamente accessibili i percorsi diagnostico-terapeutici per le persone con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali e prenderà piede in tutto il territorio umbro così da rendere omogeneo l'approccio metologico.
Il progetto Dama si inserisce nella cornice di 'Umbria per tutti', il piano di azione regionale da oltre 14 milioni di euro avviato con la delibera n. 109/2026 per la promozione dei diritti e dell'inclusione. A spiegare nel dettaglio in cosa consiste è stata la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti che, tra le altre, ha anche la delega alle politiche per la disabilità. "Dama è un modello personalizzato e avanzato di presa in carico delle persone con disabilità all’interno dei percorsi sanitari di accesso alle cure. Un modello costruito in modo personalizzato, quasi sartoriale, sulla persona" ha affermato.
L'innovazione consiste nell'aver unito il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, con il percorso di accesso alla rete ospedaliera o a un presidio sanitario per ogni necessità di cura. "Rendere l’accesso alle cure il più possibile aderente ai bisogni della persona con disabilità – ha osservato Proietti - significa trasformare un momento difficile, segnato dal dolore o dalla necessità di un intervento sanitario, in un’esperienza di cura attenta, non traumatica, ma realmente rispettosa delle caratteristiche della persona".
La direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, è entrata nel dettaglio specificando che il modello Dama renderà le cure esistenti "più flessibili e personalizzate" allo scopo di "ridurre le barriere d’accesso alle cure grazie a percorsi personalizzati in day hospital, ambulatorio e in emergenza-urgenza". Alla base c'è il paradigma 'All in one time' che intende raggruppare sotto un unico accesso tutti gli esami e le valutazioni necessarie, riducendo il numero di accessi e lo stress per il paziente e per chi lo assiste. "In Umbria – ha concluso Donetti - abbiamo un’incidenza di persone con disabilità superiore alla media, l'8,7% rispetto alla media nazionale del 5%, abbiamo quindi un bisogno ancora maggiore di dare una risposta integrata e multidisciplinare con un sistema unico e integrato".
Il progetto Dama intende garantire un’accoglienza su misura, modulata su tempi e esigenze specifiche dei pazienti attraverso una personalizzazione che sia in grado di rispondere quanto più precisamente possibile alle necessità di cura. Tra le azioni previste, ad esempio, il coordinando più specialisti in un unico accesso o, ancora, prevedere sedazioni per esami non invasivi.
Il progetto di vita inteso come superamento del mero assistenzialismo medico, è la visione su cui si fonda Dama, amplificando tale principio nell'ambito di un più ampio piano co-progettato con la persona. In quest'ottica anche il personale sanitario adotterà nuove linee di indirizzo che mettono al centro il lavoro in equipe e una presa in carico multidisciplinare supportata dal case manager. Ancora in questo senso, si farà più stretta l'integrazione tra ospedale e territorio coinvolgendo il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, i punti unici di accesso delle case di comunità e le centrali operative territoriali.
Infine, il ruolo del terzo settore sarà determinante per assicurare una cura globale e anche per risolvere quello che viene chiamato "silenzio assistenziale", ovvero la mancata risposta ai bisogni di salute per mancanza di strumenti adeguati. Per far sì che tutto questo diventi possibile, la Regione metterà in campo investimenti mirati per lo sviluppo delle competenze attraverso un piano formativo specifico accreditato ecm. Parallelamente verranno valorizzate la comunicazione e l’uso di indicatori di processo e di esito per valutare l'efficacia reale dei percorsi stessi.