I musei dell'Umbria sono luoghi della cultura vivi, vivaci e in grado di attrarre un numero crescente di visitatori. Questo quanto emerge dal bilancio del 2025 tracciato dal direttore dei Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali dell'Umbria, Costantino D'Orazio. I musei regionali, ha affermato, non solo godono di ottima salute ma rappresentano soprattutto "un volano sicuro per la cultura e il turismo della regione, grazie alle iniziative di rete che mettono a sistema i luoghi e creano sinergie positive con gli Enti locali e le associazioni del territorio".
Se il trend si consolida positivamente in tutti i siti del circuito regionale, a brillare di più nel corso del 2025 sono state la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia e la Rocca Albornoz di Spoleto. La prima si è confermata tra i 30 musei nazionali più visitati d'Italia su un totale di circa 500. La seconda è stata invece il secondo luogo nazionale della cultura con più visitatori, con un totale di oltre 47mila ingressi di cui più di 3.500 solo dal 26 dicembre al 6 gennaio.
Bene anche per i luoghi della cultura situati fuori dai centri urbani, come il parco archeologico di Carsulae a Terni e la Villa del Colle del Cardinale a Perugia mentre per il Parco archeologico del Teatro romano di Gubbio si è registrato un aumento di ben due cifre.
Che cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti? Secondo D'Orazio a fare da traino sono state le grandi mostre che hanno messo in moto partnership prestigiose con alcuni dei musei più noti del mondo: il risultato è che in Umbria sono arrivati prestiti eccezionali. Così è stato per la mostra sul Cantico delle Creature alla GNU, per le proposte intorno al patrimonio artistico umbro come 'Segni di speranza dal sisma' alla Rocca di Spoleto, per i progetti di fotografia come con Gianni Berengo Gardin e il percorso nei luoghi francescani di Luigi Spina. Per arrivare all'arte di Mimmo Paladino che, tuttora in corso, ha unito tre delle principali sedi museali nazionali della regione: la GNU, la Rocca di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio.
A conferma, come sempre, ci sono i numeri. LA GNU per il secondo anno consecutivo ha superato i 135mila ingressi contro i 90mila del periodo pre-Covid. Le domeniche ad ingresso gratuito hanno fatto registrare il tutto esaurito anche nel mese di agosto che ha visto superare quota 18mila ingressi. E le festività natalizie non sono state da meno: 7.800 i visitatori tra 23 dicembre e 6 gennaio, con oltre 3.800 ingressi nei soli primi sei giorni del 2026, per una media di oltre 600 ingressi al giorno. Sempre più numerosi sono poi i visitatori stranieri francesi in testa, seguiti da statunitensi e inglesi mentre dai Paesi extrauropei crescono cinesi, canadesi e brasiliani.
Nel corso del 2025 gli ingressi all'area arecheologica di Carsulae sono quasi raddoppiati facendo segnare un +87%; +40% per la Villa del Colle del Cardinale, riaperta nel mese di marzo dopo i lavori di riqualificazione del giardino, per il Palazzo Ducale e per il Teatro romano di Gubbio, i quali, soltanto nel ponte dell’Immacolata, hanno registrato, rispettivamente, 984 e 809 ingressi.
Se il 2025 per i musei regionali è stato un anno di conferme e sorpese, si preparano ora grandi sfide. Questo sarà infatti l'anno del Giubileo francescano con l'ottocentesimo anniversario dalla morte del Poverello che si prospetta tra gli eventi nazionali - e non solo - di maggiore portata. Un appuntamento che vedrà sul fronte artistico la grande mostra 'Giotto e San Francesco' con la prevendita dei biglietti che partirà da febbraio.