In Umbria la sanità sempre più al centro della rivoluzione digitale con il nuovo Centro regionale per l’Intelligenza artificiale. La delibera è arrivata dalla Regione con l'obiettivo di costituire un organismo tecnico-scientifico di garanzia volto a governare l’integrazione delle tecnologie più avanzate nel servizio sanitario regionale. Il Centro interverrà su più fronti garantendo tempi più brevi per le diagnosi e nuovi percorsi di cura. L'obiettivo è l'incremento dell'equità delle cure, ridefininendo l'erogazione dell'assitenza e promuovendo l'integrazione tra dati per garantire trattamenti e medicinali a beneficio dei pazienti.
Il nuovo Centro funzionerà come un grande regista, essendo in grado di processare e far dialogare fra loro una enorme mole di dati. Il percorso sarà articolato attorno a quattro pilastri fondamentali. Si parte dalla validazione e dalla HTA (Health Technology Assessment - Valutazione delle tecnologie sanitarie), ovvero dalla valutazione multidimensionale di software e algoritmi prima della loro introduzione clinica. Il secondo step riguarda la governance dei dati a cui è garantita la massima sicurezza nel rispetto sia della normativa europea sulla protezione dei dati personali ovvero il Gdpr del 2018 che dell’attuale AI Act che norma le applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Cruciale sarà poi il monitoraggio dei dati, per evitare duplicazioni e favorire lo scambio di buone pratiche tra le aziende sanitarie. Infine il Centro favorirà l’interoperabilità tra Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e le piattaforme di telemedicina.
Per garantire il miglior funzionamento al nuovo Centro verrà istituito un Board multidisciplinare, composto da figure provenienti dall'ambito clinico, tecnico e giuridico. Un team composto da medici legali, esperti clinico e di privacy, ingegneri biomedici, data scientist e risk manager. In questo modo verrà assicurata una supervisione umana e costante su ogni processo automatizzato.
La varie professionalità del Board saranno individuate all’interno delle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni e dell’Usl Umbria 1 e 2 e spiega una nota della Regione, ciò non comporterà spese ulteriori a carico del bilancio regionale. Ai lavori al Board prenderanno parte anche il responsabile per la transizione al digitale della Regione Umbria che svolgerà funzioni di raccordo con il Centro di competenza regionale sull’Intelligenza artificiale; il responsabile del servizio sanità digitale e innovazione, flussi informativi e mobilità sanitaria, il Dpo (Responsabile della protezione dei dati) della Regione Umbria e l’amministratore di Puntozero Scarl o un suo delegato. Verranno inoltre individuati altri professionisti a seconda degli ambiti tematici da analizzare.
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti si è soffermata sulla portata del nuovo Centro regionale legato all'IA, sottolineano come questo sia "uno dei fattori innovativi più potenti per il futuro della conoscenza".
"Grazie alla capacità di analizzare enormi quantità di dati elettronici in tempi ridotti - ha spiegato - l’intelligenza artificiale supporterà medici e pazienti nell’identificare diagnosi più puntuali e nuovi percorsi di cura. Un passo strategico importante che nasce dalla volontà di rendere l’assistenza sanitaria più efficace, accessibile ed economicamente sostenibile, garantendo allo stesso tempo che tutto questo avvenga in modo etico, sicuro e trasparente".
Ancora sul fronte dell'IA applicata alla sanità, tra le novità degli ultimi giorni anche la nuova sperimentazione per la medicina di famiglia attivata in Umbria. Da gennaio 2026 e per 12 mesi, 165 medici di medicina generale delle aziende sanitarie umbre utilizzeranno infatti una specificia piattaforma sviluppata dall'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nell'attività clinica quotidiana.
Uno strumento innovativo che, in questo caso, fornirà suggerimenti clinici non vincolanti basandosi su linee guida e percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, senza sostituirsi al giudizio del medico. Una sperimentazione che potrebbe successivamente venire estesa anche su scala nazionale.