Passata la giornata mondiale dell'acqua (22 marzo) si possono rileggere i dati emersi nei giorni precedenti per cercare di invertire il trend, non proprio positivo per l'Umbria. Dal XX rapporto sul servizio idrico integrato realizzato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, infatti, emerge che le bollette dell'acqua nel "Cuore verde dell'acqua", siano in aumento rispetto al 2023 e negli ultimi cinque anni l'aumento è circa del 30%.
Se la situazione bollette era positiva per la luce, non si può dire lo stesso per l'acqua. 634 euro è la spesa media sostenuta dalle famiglie umbre nel 2024, con un (preoccupante) +6,7% rispetto al 2023. Confrontando il dato con cinque anni prima, ossia rispetto al 2019, il costo a livello regionale è aumentato di ben il 29,7%.
I dati. emersi dal XX rapporto sul servizio idrico integrato realizzato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, propongono anche la situazione a livello provinciale: in Umbria è Terni la più cara, dato che si paga 651 euro di media contro i 618 euro di Perugia.
L'Umbria con i suoi 634 euro, purtroppo, distacca (non di poco) la media nazionale pari a 500 euro a famiglia. Il Molise è la regione che per il costo dell'acqua è la più "economica": si pagano 234 euro, dato invariato rispetto all’anno precedente.
C'è, però, chi paga di più rispetto all'Umbria, dato che la regione con la spesa più elevata per l'acqua risulta è la Toscana (748 euro), con un aumento, addirittura, all’anno precedente pari a un +2,3%. Dal 2023 al 2024, però, chi ha registrato un incremento maggiore di tutte le regioni sono l’Emilia Romagna (+8,8%) e l’Abruzzo (+8,5%).
Il rapporto, quindi, che esaminato le tariffe, per il servizio idrico integrato, applicate a tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024, ha testimoniato come nel 2024 una famiglia tipo (composta da almeno tre persone e consumi di 182 metri cubi) abbia speso in media 500 euro. Se, invece, ci si attesta su un consumo di 150 metri cubi l’anno, la spesa sarebbe di 394 euro con un risparmio di 106 euro.
Si tratta, quindi, di 19 in più rispetto a 12 mesi prima e che negli ultimi cinque anni (dal 2019 al 2024) le tariffe a livello nazionale abbiano visto aumenti pari al 23%. Chi, invece, ha accesso al bonus sociale idrico, appartenente a un nucleo familiare di tre persone e soglia Isee fino a 9.530 euro, il risparmio si attesta sui 110 euro. L'Umbria, quindi, suo malgrado ha avuto un aumento di spesa sia nell'anno corrente a livello di spesa media, sia nel lungo periodo rispetto alla media nazionale.
Il costo in bolletta, però, comprende anche i dati sugli sprechi dell'acqua. Secondo i dati Istat, nel 2022 la dispersione idrica a livello nazionale ha raggiunto il 42,4% con picchi al Sud e nelle Isole, con Basilicata e Abruzzo che "sprecano" rispettivamente il 65% e 62,5% dei volumi d'acqua. Fra i capoluoghi di provincia, in Umbria la percentuale più alta si registra a Terni (43%) mentre un valore più basso viene evidenziato a Perugia (36,6%).