15 Jun, 2026 - 21:30

Galleria Nazionale dell'Umbria: "successo straordinario" per la mostra su Giotto e San Francesco

Galleria Nazionale dell'Umbria: "successo straordinario" per la mostra su Giotto e San Francesco

Tre mesi intensi per uno degli appuntamenti artistici di maggior rilievo promossi in occasione dell'Ottavo centenario francescano. Ieri, domenica 14 giugno, si è conclusa la mostra 'Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento' ospitata alla Galleria Nazionale dell'Umbria. Il bilancio parla di un "successo straordinario" e i numeri lo confermano. Sono state 56.258 le persone che hanno visitato l'esposizione che ha ripercorso iconograficamente un periodo cruciale della pittura europea.

Grande l'afflusso anche dall'estero

La mostra è il risultato di un intenso lavoro scientifico e di rete che ha coinvolto alcune delle istituzioni culturali più prestigiose che hanno messo in campo prestiti eccezionali. A conquistare, spiegano dalla GNU, è stata la "declinazione divulgativa innovativa e coinvolgente" che "ha permesso di attrarre anche un vasto pubblico internazionale". Il richiamo dell'evento ha superato i confini nazionali e, anche in questo caso, i numeri lo raccontano. Il 15% degli ingressi è stato rappresentato da visitatori stranieri con la Francia sul podio (20,8% sul totale degli stranieri), seguita dagli Stati Uniti (16,5%), dall'Inghilterra (12.6%), dalla Germania (11,3%) e dalla Spagna (7,9%). Molto bene anche sul fronte del coinvolgimento di giovani e studenti con le visite che hanno raggiunto quota 586.

Indubbio, infine, il prestigio istituzionale. All'esposizione è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e le partnership attivate sono di grande rilievo. L'organizzazione è dei Musei nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali Umbria che ha collaborato con molti soggetti, ovvero il Comitato nazionale per le celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi, il Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Umbria, le Regione Umbria, la Custodia generale del Sacro convento di San Francesco, la Provincia Serafica dei Frati minori di Umbria e Sardegna, l'arcidiocesi di Perugia - Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria.

D'Orazio: "La Galleria Nazionale dell'Umbria ha rafforzato il proprio prestigio"

Molto soddisfatto il direttore dei Musei nazionali dell'Umbria, Costantino D'Orazio. "Non potevamo celebrare meglio - ha affermato - il ruolo fondamentale che la committenza francescana ha avuto nella storia dell'arte. Grazie allo straordinario lavoro di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi la fiducia che ci hanno riservato i partner dell'iniziativa è stata completamente ripagata con un successo di rara importanza, che ha generato un grande indotto sul territorio e ha rafforzato il prestigio della Galleria nazionale dell'Umbria, punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale per gli studi sull'arte italiana tra Duecento e Cinquecento".   

Da luglio appuntamento con Van Gogh

Una breve pausa e a luglio si aprirà un nuovo capitolo alla GNU con il maestro olandese Vincent Van Gogh. Per il terzo anno consecutivo il museo umbro propone "Un capolavoro a Perugia", iniziativa nell'ambito della quale sarà possibile ammirare 'L'Arlesiana', opera concessa in prestito dalla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma. Nelle prime due edizioni erano state esposte 'Le tre età' di Klimt e il 'Nu couché' di Modigliani.

Verrà realizzato un percorso immersivo articolato in tre parti ricche di contenuti - anche multimediali - a cui ha contribuito, con 16 opere, il Museo dell'Ottocento di Pescara-Fondazione Di Persio Pallotta con cui la GNU ha instaurato una "solida e felice collaborazione". Si tratta di testimonianze di artisti italiani contemporanei di Van Gogh che restituiscono un più ampio spaccato sul superamento della ritrattristica accademica avvenuto in quegli anni. In particolare, troveranno spazio i ritratti femminili di alcuni tra i pittori italiani che hanno avuto rapporti più stretti con la Francia negli anni dell'Impressionismo, come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini. Insomma, una nuova stagione che dopo il focus sul Medioevo si concentrerà su un altro periodo cruciale della storia dell'arte.

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Sara Costanzi
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