Al Santa Maria di Terni, nel reparto Cardiotoracovascolare, si è concluso con successo un delicato intevento al cuore. Un'operazione che presentava un alto livello di complessità, sia per la non comune conformazione anatomica del paziente, sia perché lo stesso non rispondeva più alle cure farmacolgice previste per la sua patologia.
L'intervento è consistito in una "ablazione transcatetere di fibrillazione atriale parossistica" portata a termine su un paziente con il cuore a destra anzichè a sinistra: una condizione non comune. L'uomo, spiega in proposito una nota del Santa Maria, "aveva una variante anatomica denominata 'situs viscerum inversus', per cui gli organi interni sono posizionati in maniera speculare all’interno del torace e dell’addome". Ciò significa che il cuore "normalmente posizionato a sinistra in questo caso è orientato verso destra, condizione che viene denominata comunemente destrocardia".
"Attualmente - prosegue la nota - sono rarissimi al mondo i pazienti con questa variante anatomica trattati mediante la nuova tecnica ablativa PFA". Una procedura all'avanguardia "che eroga stimoli elettrici ad elevato voltaggio determinando una lesione selettiva delle aree intorno allo sbocco delle vene polmonari". Il paziente presentava, oltre alla già citata rara condizione, "fibrillazioni atriali parossistiche-persistenti che non rispondevano al trattamento farmacologico convenzionale".
Numerosi gli specialisti al lavoro per un caso che ha visto lavorare in sinergia il team di Aritmologia diretto dal dottor Giovanni Carreras, con la collaborazione dei dottori Stefano Donzelli, Ludovico Lazzari, Giampaolo Marini e delle dottoresse Alessandra Tordini e Federica Di Meo con il contributo di due specializzandi, il dottor Alessandro Volpe e il dottor Marco Rapaccini. L'intervento è stato condotto anche con il supporto anestesiologico guidato dalla dottoressa Giulia Valletta, con l’equipe infermieristica formata dagli infermieri di sala Sonia Cameli, David Lisi e Valentina Accettoni.
Per stabilire la procedura da seguire, il paziente è stato prima sottoposto ad una accurata analisi anatomica con una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) con mezzo di contrasto che ha consentito di ottenere immagini dettagliate. L'esame, in particolare, "ha evidenziato le possibili criticità" a partire da quelle relative alla "delicata manovra di puntura del setto interatriale in condizioni di assoluta sicurezza e successivamente nell’identificare in maniera accurata le aree anatomiche interessate dalle lesioni".
Per l'intervento la squadra guidata dal dottor Carreras ha optato per "un doppio controllo ecocardiografico sia intracardiaco che transesofageo". In questo frangente è stata utilizzato la tecnologia Carto, un sistema di mappaggio elettroanatomico "che ha permesso di ricostruire virtualmente l’anatomia del paziente e di guidare in sicurezza il catetere Varipulse".
L'intervento è riuscito. Un risultato "che dimostra ancora una volta quanto la nostra azienda sia all’avanguardia anche per operazioni delicate e rare come questa, a dimostrazione che gli investimenti in formazione e strumentazioni portano a risultati concreti, che innalzano il livello delle cure" ha spiegato in proposito il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari.
Numerose le innovazioni che soltanto nell'ultimo periodo arrivano dal Santa Maria di Terni. Da poco infatti presso il nosocomio è stato inaugurato anche il nuovo percorso per la Chirurgia Pediatrica, una specialità che punta a rafforzare la presa in carico dei piccoli pazienti garantendo. Appena una settimana fa, la ricerca sulle modalità di apprendimento delle tecniche di chirurgia robotica tramite un simulatore sviluppata proprio al Santa Maria, era approdata su ben due prestigiose riviste scientifiche internazionali. A marzo, ancora sul fronte della chirurgia robotica, l'Urologia di Terni aveva brillato nell'ultimo Congresso Internazionale della Società Europea di Urologia (European Association of Urology - EAU), ricevendo l'apprezzamento degli specialisti da tutto il mondo. Tutti risultati cruciali di un più ampio e strutturato percorso in costante crescita per offrire cure innovative ai pazienti.