Domenica scorsa sono state ore di follia nel carcere di Terni. Un detenuto di origini straniere, appena trasferito, ha dato in escandescenze prendendo a devastare per sei ore di fila un'intera sezione della media sicurezza, aiutato da altri tre detenuti. L'ennesimo episodio violento che si verifica all'interno della struttura che di nuovo pone il problema del sovraffollamento. Sulla questione è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti che ha chiamato il provveditore dell’amministrazione penitenziaria dell’Umbria Liberato Guerriero per un confronto.
Il carcere di Terni da tempo fa i conti con un pesante sovraffollamento. A fronte dei 425 posti disponibili, attualmente ci sono infatti quasi 600 detenuti con conseguente affanno del personale e di alcuni servizi come l’area sanitaria e sociale. Il rischio è quello di non riuscire a garantire i servizi alla popolazione carceraria mentre gli agenti di polizia penitenziaria faticano a mantenere l'ordine in un clima di forti tensioni.
La politica si muove, ha ricordato la presidente Proietti. Recentemente anche l'assessore competente per le carceri in Umbria, Fabio Barcaioli, ha avuto un incontro con il provveditore Guerriero per affrontare i punti più critici del nodo carceri e nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro per esaminare possibili soluzioni.
Inoltre, nella mattinata di ieri al carcere di Sabbione si è svolto un incontro tra il Garante per i detenuti Giuseppe Caforio, il direttore della struttura Valerio Pappalardo, il comandante di Sabbione Vanda Falconi e il provveditore dell'amministrazione penitenziaria Guerriero.
Il punto è che quando si parla di carceri non esistono soluzioni "semplici" e se gli episodi violenti come quello di domenica riaccendono i riflettori, è altrettanto vero che l'emergenza molti istituti penitenziari, fra cui quello di Terni, la scontano tutti i giorni.
"La situazione è veramente critica" ha affermato la presidente Proietti. Il provveditore ha riferito che la violenza è esplosa in seguito all'ennesimo trasferimento di due persone all’interno di un carcere come quello di Terni già gravemente sovraffollato. "Questo - ha sottolineato la governatrice - non può essere più permesso perché va a danno della salute e della sicurezza delle persone che vivono e lavorano all’interno della struttura. L’Umbria, che per tanti anni ha ricevuto troppi trasferimenti dalla regione Toscana, ora non può essere adibita a carcere d’Italia dove vengono trasferiti detenuti da tutte le altre regioni, anche perché il sistema carcerario umbro soffre di sovraffollamento e problemi da troppi anni e il rischio di disordini e violenze è all’ordine del giorno".
Il sovraffollamento al carcere di Sabbione non è una novità. È tanto che i sindacati di Polizia Penitenziaria, il garante Caforio, il procuratore Sottani denunciano condizioni spinte oltre il limite a fronte di una grave carenza di organico.
"Abbiamo il dovere di pretendere provvedimenti rapidi per far tornare all’interno delle carceri umbre le basilari condizioni di vivibilità e sicurezza sia per gli ospiti che per chi ci lavora" ha evidenziato la presidente Proietti rassicurando sull'impegno della Regione. La governatrice ha ricordato i progetti di inclusione sociale e lavorativa riattivati all'interno degli istituti penitenziati, così come i pecorsi di giustizia riparativa e per la prevenzione delle recidive. Provvedimenti che nell'istituzione carceraria possono fare concretamente la differenza e che si collocano in sintonia con quanto enunciato dall'articolo 27 della Costituzione che prevede che le pene inflitte ai condannati tendano alla rieducazione.
L'impegno ribadito da Proietti è quello di continuare a mantenere alta l'attenzione. "Non ci fermiamo - ha concluso - ma chiediamo al Governo di arginare i continui trasferimenti verso un sistema già allo stremo".