Non è la prima volta ma forse potrebbe essere quella giusta e Terni ce la mette tutta. In ballo c'è il titolo - con annesso finanziamento fino a mezzo milione di euro - di 'Capitale italiana del libro' valevole per l'anno 2027. 31 le candidature arrivate all'indirizzo di via del Collegio Romano, sede del Ministero della Cultura, di cui sette in forma aggregata, per un totale complessivo di 92 Comuni italiani coinvolti.
Terni, che si candida per la terza volta (i dossier da Palazzo Spada erano pervenuti al Mic anche nel 2023 e nel 2025), presenta il progetto dal titolo 'Letture in Cascata' e l'asso - monumentale - nella manica è proprio l'abbinamento fra libri, letture e un paesaggio unico. Un connubio che con l'impennata del turismo outdoor che preferisce nettamente modalità "slow" per fare esperienza diretta dello spirito dei luoghi, potrebbe rivelarsi vincente.
Diversi gli aspetti che potrebbero far valutare positivamente il dossier ternano. Rispetto alla lettura Terni ha dalla sua una Biblioteca comunale attivissima che è l'epicentro anche di UmbriaLibri. Inoltre la scena dell'editoria locale è vivace e numerosi sono gli autori e le autrici del territorio che hanno raggiunto risultati significativi in termini di pubblicazioni. Va poi ricordato che quest'anno l'Umbria è la Regione ospite al Salone del Libro di Torino, una vetrina di grande prestigio per tutto il cuore verde d'Italia.
Il termine per la presentazione dei progetti era lo scorso 18 aprile. Ora che sono state rese note le città ammesse, la selezione sarà affidata a una giuria composta da cinque esperti indipendenti di riconosciuta competenza nei settori della cultura e dell’editoria che vengono nominati annualmente dal Ministero della Cultura. Entro il 30 giugno 2026 la commissione individuerà fino a un massimo di 10 progetti finalisti. A quel punto i Comuni selezionati saranno invitati a presentare i propri dossier in una audizione pubblica.
Terminata questa fase, la commissione sottoporrà quindi al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, entro il 31 luglio 2026, la proposta della città designata come Capitale italiana del libro 2027. "I progetti candidati - si legge nella nota del Mic - pongono al centro il libro e la lettura come strumenti di inclusione, innovazione e partecipazione".
Le città che si contendono il titolo di Capitale italiana del libro per il 2026 sono: Agropoli (SA); Avola (SR); Belpasso (CT); Bucchianico (CH); Caltagirone (CT) in aggregazione; Chiaromonte (PZ); Corsano (LE) in aggregazione; Fivizzano (MS); Fossacesia (CH); Gangi (PA) in aggregazione; Grottammare (AP); Iglesias (SU); Isernia, in aggregazione; Lanciano (CH); Manfredonia (FG); Monreale (PA); Nardò (LE); Nuoro; Palazzo San Gervasio (PZ) in aggregazione; Pieve di Soligo (TV); Pomigliano d'Arco (NA); Pontremoli (MS); San Salvo (CH); Sant'Andrea di Conza (AV); Sciacca (AG) in aggregazione; Sesto Calende (VA); Teramo in aggregazione; Termoli (CB); Terni; Torremaggiore (FG) e Treviso. Notevole la concentrazione di candidature presentate dalla provincia di Chieti, in Abruzzo, con ben quattro diverse città che hanno presentato il dossier. Terni invece è l'unica candidata dall'Umbria per il 2027. Lo scorso anno c'era stata già Perugia arrivata nella cinquina delle finaliste, con il Comune che proprio in questi giorni ha annunciato che si ricandiderà per il 2028.
Per il 2026 la Capitale italiana del libro è Pistoia. Il titolo viene assegnato dal 2020 e negli anni è andato a: Chiari (2020), Vibo Valentia (2021), Ivrea (2022), Genova (2023), Taurianova (2024) e Subiaco (2025). Chi si aggiudicherà titolo e fondi, avrà un anno di tempo per realizzare le attività previste nella proposta progettuale.