Un appartamento di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, è stato sgomberato su disposizione del Comune dopo che i carabinieri della compagnia locale vi hanno trovato nove persone extracomunitarie, tutte regolarmente presenti sul territorio italiano, che vivevano in condizioni igienico-sanitarie ritenute critiche. L'operazione è scattata in seguito a numerose segnalazioni dei residenti della zona, i quali avevano denunciato un insolito e continuo via vai di persone, soprattutto nelle ore notturne.
Dopo la chiamata al numero di emergenza 112, le forze dell'ordine hanno quindi effettuato un sopralluogo riscontrando la presenza di numerosi letti di fortuna e una situazione abitativa al limite della vivibilità. Per approfondire le verifiche, sono stati coinvolti anche gli ispettori dell'Usl Umbria 1 e la polizia locale di Assisi. Entrambi hanno confermato le condizioni inadeguate dell'immobile: l'appartamento versava in uno stato igienico non compatibile con un'adeguata qualità della vita.
A seguito degli accertamenti l'amministrazione comunale di Assisi ha emesso un'ordinanza di sgombero immediato e il ripristino delle condizioni originarie dell'immobile. Nel frattempo, i carabinieri hanno identificato la proprietaria della casa scoprendo che la stessa persona era anche titolare di un ristorante dove i nove extracomunitari lavoravano.
Le nuove disposizioni introdotte dal "decreto Caivano" hanno consentito alle forze dell'ordine di comminare una sanzione amministrativa alla donna, colpevole di aver affittato l'immobile in condizioni non conformi alle norme vigenti. La multa inflitta ammonta a 1.000 euro.
L'episodio riaccende il dibattito sulle condizioni di vita dei lavoratori stranieri impiegati, sempre più frequentemente, nei settori della ristorazione e dei servizi, spesso costretti ad accettare sistemazioni precarie per poter lavorare. Il caso di Assisi non è, infatti, isolato e simili operazioni vengono svolte regolarmente in altre città italiane, soprattutto in contesti urbani dove il sovraffollamento e il degrado abitativo sono problematiche diffuse.
L'introduzione del "decreto Caivano" rafforza i controlli e le sanzioni per situazioni di questo tipo, poiché ha come obiettivo il contrasto al degrado urbano e le pratiche di sfruttamento abitativo. È monitorando attentamente e in modo costante queste situazioni che si riesce ad evitare quanto più possibile che si verifichino condizioni di vita al di sotto degli standard minimi previsti dalla legge.
L'ordinanza di sgombero dell'appartamento di Assisi (Santa Maria degli Angeli) rappresenta dunque un segnale chiaro dell'impegno delle istituzioni nel contrastare situazioni di degrado e garantire condizioni di vita dignitose per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro provenienza.
Il decreto Caivano è un provvedimento adottato dal governo italiano per rafforzare la sicurezza urbana e contrastare il degrado sociale. Con particolare attenzione alla criminalità minorile e all'illegalità diffusa nelle aree degradate. Tra le principali misure introdotte vi sono un inasprimento delle pene per reati commessi da minori, l’ampliamento dei poteri di intervento delle forze dell’ordine, controlli più severi sugli affitti irregolari e sanzioni per chi favorisce condizioni abitative al di sotto degli standard minimi. Il decreto mira anche a prevenire situazioni di disagio attraverso strumenti educativi e sociali, affiancando la repressione con azioni di recupero e inclusione.
Il problema delle condizioni abitative precarie e del degrado urbano non è circoscritto alla sola Assisi. Un caso emblematico in Umbria è quello del quartiere Fontivegge di Perugia, dove un tempo si trovavano importanti istituzioni e uffici, ora sostituiti da un supercondominio abbandonato che è diventato un rifugio per spacciatori e malviventi. L'area, che fino a qualche anno fa era un quartiere tranquillo, oggi è teatro di criminalità diffusa. Con episodi di violenza e insicurezza che preoccupano i residenti.
Di fronte a questa situazione, già qualche mese fa gli abitanti della zona hanno deciso di costituire un Comitato per la Sicurezza con l'obiettivo di sensibilizzare le autorità e chiedere interventi urgenti per arginare il degrado. "Abbiamo assistito a un'escalation di crimine e spaccio. Chiediamo alle autorità di agire ma fino a ora il degrado ha solo continuato a peggiorare", dichiarava una portavoce del comitato a ottobre. Senza interventi strutturali e una strategia a lungo termine, il rischio è che la situazione continui a peggiorare, coinvolgendo anche altre zone della città.