La sanità umbra torna al centro del dibattito politico con la delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso 13 agosto. Un atto che, secondo la presidente Stefania Proietti e la direttrice regionale alla Salute Daniela Donetti, segna un cambio di rotta rispetto al passato e ribadisce la centralità del servizio pubblico. L’opposizione ha parlato di un passo verso la privatizzazione, ma dalla Regione arriva un messaggio netto: nessuna apertura al privato se non come strumento complementare e sotto il pieno controllo dell’ente pubblico.
La delibera n. 825 riguarda gli accordi contrattuali per l’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale e conferma per il 2025 gli stessi tetti di spesa previsti nel 2024 e negli anni precedenti. Un elemento che, per l’esecutivo regionale, smentisce qualsiasi ipotesi di aumento delle risorse destinate ai privati. La novità, spiegano Proietti e Donetti, è che per la prima volta i fondi vengono vincolati a obiettivi precisi stabiliti dal pubblico.
In particolare, è stato introdotto l’obbligo per le strutture accreditate di destinare almeno il 10% delle prestazioni all’ortopedia di alta complessità, settore dove la mobilità passiva pesa maggiormente sui bilanci regionali. L’obiettivo dichiarato è ridurre la fuga di pazienti verso altre regioni e garantire la presa in carico sul territorio umbro.
La Giunta parla quindi di un cambio di paradigma. Il ricorso al privato non come sostituzione del pubblico, ma come supporto residuale, regolato e mirato. “Per la prima volta dopo 5 anni di governo di centro destra, questo atto riafferma il primato del pubblico rispetto al privato. Vincolando le risorse del privato agli obiettivi regionali”, si legge nella nota congiunta.
La Regione rivendica dunque un’impostazione diversa rispetto al passato recente, quando, come ricordano, la Giunta Tesei aveva destinato 7 milioni e mezzo di euro al settore privato per abbattere le liste d’attesa. Oggi, spiegano gli attuali amministratori, l’impegno è quello di ridurre i tempi esclusivamente con la sanità pubblica e con le nuove assunzioni già programmate.
Il vero investimento, rimarca l’esecutivo, non è nell’acquisto di prestazioni esterne ma nelle risorse umane del sistema pubblico. Da qui a fine anno sono previste 711 nuove assunzioni, tra turn over e stabilizzazioni, con l’obiettivo di rafforzare reparti e servizi che negli ultimi anni hanno sofferto la carenza di personale. La strategia è quella di ridurre progressivamente il ricorso ai privati attraverso un potenziamento strutturale del pubblico. Un percorso che troverà il suo completamento nel nuovo Piano socio-sanitario regionale, attualmente in fase di redazione e aperto al confronto con gli operatori del settore.
Oltre alla conferma dei tetti di spesa sarà attivato un monitoraggio trimestrale sull’utilizzo delle risorse e sugli standard qualitativi delle prestazioni. Le aziende sanitarie territoriali avranno pertanto il compito di vigilare sul rispetto delle regole e di imporre parametri rigorosi, in modo da evitare distorsioni e garantire equità di accesso.
Alle critiche delle minoranze, che hanno accusato la Giunta di voler aprire la strada a una privatizzazione strisciante, Proietti e Donetti replicano con fermezza. La scelta di mantenere inalterati i tetti di spesa e di introdurre vincoli stringenti, sostengono, dimostra esattamente il contrario, ovvero la volontà di riportare la guida del sistema nelle mani del pubblico. “Siamo convinti che la sanità sia una questione pubblica e i soldi pubblici devono essere spesi in modo da soddisfare le esigenze dei cittadini”, affermano. E ancora: “Questo è solo il primo passo per rivedere tutto il sistema dei privati accreditati, che dovranno svolgere il loro ruolo sulla base delle effettive necessità dei cittadini umbri”.
La delibera rappresenta, nelle intenzioni della Giunta, un punto di svolta. Non una rottura con il passato, ma una ridefinizione dei rapporti tra pubblico e privato in nome della trasparenza, dell’efficienza e dell’equità.