25 May, 2026 - 16:30

Ospedale di Perugia, inaugurata la nuova Terapia Intensiva cardio toraco vascolare

Ospedale di Perugia, inaugurata la nuova Terapia Intensiva cardio toraco vascolare

È passata da otto a dodici posti letto, con tecnologie sempre più avanzate e spazi ripensati per pazienti e familiari. È questa la nuova Terapia Intensiva cardio toraco vascolare dell'ospedale di Perugia inaugurata proprio stamattina alla presenza, tra gli altri, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, dei rappresentanti delle istituzioni locali e del personale medico e sanitario. Importante anche la cifra che ha consentito di far crescere il reparto, che ammonta ad oltre un milione e 200mila euro (1.264.492,29 per la precisione) di fondi dal Pnrr.

Proietti: "Un investimento strategico per la sanità umbra"

"Un investimento strategico per la sanità umbra – così l'ha definito la governatrice ricordando come la struttura nel 2025 abbia fatto registrare "circa 400 ricoveri, confermandosi un punto di riferimento non solo per l’Umbria ma anche per pazienti provenienti da fuori regione".

Un reparto multidisciplinare e all'avanguardia "che integra emergenza-urgenza, cardiochirurgia, chirurgia toracica e chirurgia vascolare, con professionisti che lavorano insieme nella gestione di pazienti altamente complessi. La nuova dotazione tecnologica garantisce massima sicurezza anche in caso di future emergenze epidemiche e introduce soluzioni innovative per favorire la vicinanza dei familiari ai pazienti. È un nuovo modello - ha aggiunto -, che punta sull’integrazione professionale, su nuovi percorsi multidisciplinari e sul potenziamento di specialità che poche altre realtà sanitarie possono offrire. L’entusiasmo e la partecipazione di tutti i professionisti coinvolti dimostrano il valore e l’importanza di questo progetto per il futuro della sanità regionale" ha concluso.

Tutte le innovazioni

I lavori sono durati poco meno di due anni -dal 12 febbraio 2024 al 28 gennaio 2026 - e rispondono alle direttive nazionli per il riordino della rete ospedaliera in relazione all’emergenza pandemica. La struttura ha visto un restying radicale sia dal punto di vista impiantistico che tecnologico.

Ogni posto letto vede apparecchiature sanitarie avanzate con monitor collegati a una centrale di controllo per il monitoraggio continuo dei pazienti. Notevole l'aspetto dell'interconnessione con sistemi di interfono che consentono la comunicazione a distanza tra operatori. Inoltre è presente un sistema di videosorveglianza attivo su ogni postazione di degenza e collegato a monitor centralizzati. Nuovi anche gli impianti di ventilazione e trattamento dell’aria, essenziali per garantire ricambi differenziati e adeguati alle diverse attività sanitarie svolte nei vari ambienti. Infine, sono state realizzate specifiche zone filtro tra le camere e percorsi separati 'puliti' e 'sporchi'.

D'Urso: "La struttura accoglie pazienti provenienti anche da altre realtà territoriali"

Antonio D’Ursodirettore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, ha evidenziato come il potenziamento della struttura si collochi in risposta "all'aumento dell’attività chirurgica di alta specialità, in particolare cardiochirurgia, chirurgia vascolare e toracica, oltre alle procedure interventistiche cardiologiche su pazienti sempre più complessi dal punto di vista clinico e tecnico-chirurgico".

Nella struttura vengono accolti pazienti provenienti anche da fuori, persone "che, per complessità clinica, non possono essere gestiti in reparti intensivi ordinari. Nell’anno 2025 abbiamo registrato 365 ricoveri con alta intensità di cura in questa struttura e nei primi mesi del 2026, un aumento di circa 50 interventi cardiochirurgici rispetto al 2025" ha ricordato.

A marzo l'inaugurazione della nuova degenza di Neurochirurgia

Un percorso di crescita quello del nosocomio perugino dove, già all'inizio di marzo, c'era stata un'altra importante novità con l'inaugurazione della nuova area di degenza della Struttura complessa di Neurochirurgia diretta dal dottor Carlo Conti. Aumentata anche in quel caso la capacità di degenza da 14 a 20 posti letto. Il reparto inoltre è stato posizionato in prossimità della sala operatoria, creando un valore aggiunto per i professionisti che vi operano ma soprattutto per i pazienti e i loro familiari. La riorganizzazione era intervenuta anche per separare efficacemente la Neurochirugia dall'Ortopedia, che erano stati accorpate nella stessa ala durante l'emergenza Covid. 

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Sara Costanzi
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