Nella mattina di oggi, martedì 25 marzo, poco prima delle 8 si è verificato un tragico incidente lungo il breve tratto umbro dell'A1. Un operaio di 38 anni che era impegnato in alcuni lavori di manutenzione, è stato travolto e ucciso da un camion sulla carreggiata nord nei pressi di Orvieto. L'incidente è avvenuto tra Orvieto e Fabro, in direzione Firenze, all'altezza del chilometro 446.
A rendere noto l'accaduto è la Polizia Stradale di Orvieto, ma l'esatta dinamica dell'incidente rimane ancora da chiarire. L'uomo era dipendente di una ditta del posto e da quanto appreso si trovava al lavoro sulla carreggiata. È stato investito dal un mezzo pesante in transito. L'impatto è stato così violento che purtroppo non gli ha lasciato scampo.
Inutili i tentativi di soccorso. Era stato allertato anche l'elisoccorso ma è stato fatto rientrare. Il giovane è morto sul colpo e per lui non c'è stato nulla da fare. Sulla dinamica sono in corso le indagini della polizia stradale di Orvieto. Sul posto si sono porati anche il personale e i dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l'operaio e di Autostrade per l'Italia. Il traffico è rallentato ma scorre sulla corsia di sorpasso.
La società Autostrade in merito ha diffuso una nota in cui ha definito il sinisto "un incidente autonomo di un mezzo pesante, nel quale è rimasto coinvolto un operaio nelle fasi di attivazione di un cantiere per lavori di manutenzione, la cui presenza era correttamente segnalata al traffico".
L'incidente in cui ha perso la vita il giovane operaio ad Orvieto è già il terzo che si verifica sul lavoro in Italia in meno di 24 ore. Un altro operaio giovanissimo è morto stanotte a Pordenone mentre lavorava all'interno di una ditta a Maniago. Il ragazzo intorno alle 1.30 del mattino è stato colpito da una scheggia incadescente alla schiena, mentre era impegnato su una macchina per lo stampaggio. Anche lui purtroppo è morto sul colpo.
Ieri sera un operaio di 50 anni ha perso la vita in provincia di Napoli. Dipendente di una ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti, sarebbe rimasto incastrato sul nastro trasportatore all'interno dell'impianto che ora è sottoposto a sequestro per consentire lo svolgimento delle indagini.
Ieri pomeriggio a Terni si sono svolte le esequie di Sanderson Mendoza, Sandro per gli amici, il ragazzo di 26 anni che nella serata del 10 marzo scorso è rimasto coinvolto in un terribile incidente all'interno dello stabilimento dell'Ast di Terni. Sandro, dipendente della finlandese Tapojarvi, quella sera era alla guida di un mezzo adibito al trasporto delle paiole contenenti le scorie di acciaio incandescente.
Il mezzo si è incendiato, per cause che rimangono ancora da chiarire, causandogli ustioni gravissime sulla quasi totalità del corpo. Trasportato d'urgenza al Sant'Eugenio di Roma, ha lottato per sei lunghi giorni tra la vita e la morte. Si è spento, giovanissimo, dopo un intervento.
Il dolore per la morte di Sandro ha travolto tutti. La città intera si è fermata, è stato proclamato il lutto cittadino. "Un lavoro che amava" ha detto ieri il fratello di Sandro al funerale, un lavoro per cui ha perso la vita.
Al momento le indagini sono ancora in corso per fare luce sull'incidente che è costato la vita a Sandro. I sindacati chiedono maggiore sicurezza sul lavoro. Per domani sera alle 21 è in programma una fiaccolata promossa da Cgil, Cisl e Uil di Terni per dire basta alle morti sul lavoro. La partenza avverrà da Piazzale Bosco, nei pressi della stazione, per poi dirigersi verso il centro.