23 May, 2026 - 09:44

Nuovo affondo di Fiorello sul progetto Phobos in Umbria: “La Regione Umbria continua a non rispondere”

Nuovo affondo di Fiorello sul progetto Phobos in Umbria: “La Regione Umbria continua a non rispondere”

Il progetto eolico Phobos torna nuovamente al centro del dibattito nazionale e lo fa ancora una volta attraverso la voce di Fiorello, che nel corso della trasmissione di Rai Radio2 “La Pennicanza”, ha dedicato ampio spazio alla vicenda del parco eolico previsto tra Orvieto e Castel Giorgio. Per il terzo appuntamento consecutivo, infatti, lo showman siciliano ha scelto di riaccendere i riflettori sul progetto che prevede l’installazione di sette pale eoliche alte oltre 200 metri nell’area dell’Orvietano, tornando ad attaccare duramente quello che considera un intervento altamente impattante sul piano paesaggistico, ambientale e identitario.

Il progetto Phobos e il nodo delle pale da oltre 200 metri

Al centro della vicenda resta il progetto energetico destinato a sorgere tra Orvieto e Castel Giorgio, composto da sette aerogeneratori di grandi dimensioni che dovrebbero essere installati in un’area considerata particolarmente delicata dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni circolate negli ultimi mesi, le strutture previste supererebbero i 200 metri di altezza e andrebbero a modificare in maniera significativa il profilo di una zona caratterizzata da paesaggi collinari, aree agricole e scorci rurali rimasti sostanzialmente intatti nel corso dei decenni.

Proprio questo aspetto continua ad alimentare le forti contestazioni di comitati, associazioni territoriali, agricoltori e parte delle amministrazioni locali, che da settimane chiedono lo stop al progetto ritenendolo incompatibile con l’equilibrio paesaggistico dell’area.

Fiorello: “Così si uccide l’Umbria”

Nel corso della diretta radiofonica, Fiorello è tornato ad utilizzare toni particolarmente duri nei confronti del progetto, rilanciando le preoccupazioni già espresse nelle precedenti puntate. “Così si uccide l’Umbria”, ha ribadito lo showman, sottolineando ancora una volta come, a suo giudizio, il progetto rischierebbe di compromettere uno dei territori più riconoscibili e identitari dell’Italia centrale.

Già nei giorni scorsi Fiorello aveva ironizzato sulle proporzioni dell’intervento, definendo le pale eoliche previste come l’equivalente di “due grattacieli di settanta piani” collocati nel cuore di una delle aree più caratteristiche dell’Umbria.

“Nessuna risposta dalla Regione”

Uno dei passaggi centrali dell’ultima puntata de “La Pennicanza” ha riguardato il rapporto con la Regione Umbria e con la presidente Stefania Proietti, più volte chiamata in causa nel corso delle ultime settimane. Fiorello ha spiegato di aver tentato nuovamente di ottenere una presa di posizione ufficiale da parte delle istituzioni regionali senza però ricevere alcun riscontro concreto.

“La Regione Umbria ancora non ha dichiarato niente. Perché non ci smentite?”, ha detto durante la trasmissione, aggiungendo di non aver ricevuto “neanche un messaggio, nessun comunicato”.

“Sta diventando una battaglia contro i mulini a vento”

Nel corso della diretta radiofonica, Fiorello ha poi espresso amarezza anche per quella che considera una limitata attenzione da parte del sistema dell’informazione nazionale. 

“Ormai sulla questione mi espongo solo io, nessuno ne parla! Sta diventando una battaglia contro i mulini a vento”, ha dichiarato, denunciando l’assenza di approfondimenti televisivi e servizi giornalistici dedicati al progetto. “Anche dai TG ancora nessun servizio”, ha aggiunto il conduttore, lamentando il silenzio mediatico attorno a un tema che, a suo giudizio, meriterebbe un'attenzione mediatica decisamente più alta.

Tra energie rinnovabili, paesaggio e identità territoriale

Il caso Phobos continua a essere uno dei punti più sensibili del confronto tra la spinta verso le energie rinnovabili e la necessità di tutelare il territorio. Da un lato c’è l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e aumentare la produzione di energia pulita; dall’altro restano forti le perplessità legate all’impatto paesaggistico di un impianto di grandi dimensioni in un’area considerata di elevato pregio ambientale e turistico.

Lo stesso Fiorello ha più volte chiarito di non contestare il principio delle energie rinnovabili, ma di mettere in discussione modalità, collocazione e dimensioni del progetto previsto nell’Orvietano. Una posizione che ha trovato ascolto in una parte del territorio e che continua ad alimentare mobilitazioni, prese di posizione pubbliche e richieste di revisione dell’iter autorizzativo.

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Francesco Mastrodicasa
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