A Narni tira aria di festa, e qui quando si parla di "festa" il riferimento è alla Corsa all'Anello, una delle rievocazioni storiche più suggestive dell'Umbria e non solo. In città è un fermento e il ricchissimo calendario di eventi della 58esima edizione sta per prendere il via nel segno di due grandi figure, Giovanni Boccaccio e, naturalmente, San Giovenale, protettore della città.
Per Narni la Corsa all'Anello è molto più di un evento: è un appuntamenti identitario di memoria collettiva. Dal 23 aprile al 10 maggio il centro storico, come da tradizione, farà un balzo indietro di quasi nove secoli tornando idealmente al 1371, l'anno a cui si ispirano i festeggiamenti. Negli Statuta del tempo si trovano infatti già riportati i riti e la giostra equestre dedicati a San Giovenale.
Tra costumi dell'epoca, dame, cavalieri, arcieri, artigiani, popolani, taverne e atmosfere antiche, l'appuntamento nel corso dei decenni è cresciuto e si è consolidato, diventando un fortissimo attrattore nel panorama nazionale delle rievocazioni storiche in grado di richiamare visitatori da tutta Italia. La nuova edizione è stata presentata in questi giorni alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico, già sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, del sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, della presidente dell’associazione Corsa all’Anello Patrizia Nannini, del presidente del Consiglio comunale Michele Francioli e del vicepresidente dell’associazione Corsa all’Anello Marco Bontempo.
Quello rappresentato dalla Corsa all'Anello è "un Medioevo autentico - ha sottolineato De Rebotti - fondato su basi storiche, culturali e antropologiche, che rappresenta il miglior biglietto da visita con cui l’Umbria si presenta all’avvio della stagione degli eventi".
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è dedicato a Giovanni Boccaccio, nel 650esimo anniversario della morte. L'altro anniversario che ricorre quest'anno è quello dei 1650 anni dalla morte di San Giovenale, figura fondativa attorno alla quale la festa è nata e si è sviluppata.

"In una città come Narni si percepisce immediatamente la forza di una manifestazione giovane nello spirito ma radicata nella storia e nell’identità della comunità - ha affermato il sindaco Lucarelli -. Non raccontiamo solo una rievocazione, ma una visione condivisa. La scelta di Boccaccio rafforza questo percorso, restituendo un Medioevo vivo, fatto di volti e storie. Accanto a questo celebriamo anche un anniversario simbolico come quello della Porta di San Giovanni, che rafforza il legame tra tradizione civile, religiosa e comunitaria".
La scelta di quest'anno di ispirare la festa anche a Boccaccio si colloca in continuità con la volontà di espandere i propri confini. "Vogliamo rafforzare il ruolo della Corsa all’Anello - ha evidenziato Nannini - come modello di divulgazione culturale e formazione, anche attraverso strumenti come l’Università dei Rievocatori e la partecipazione a programmi europei".
Il programma è vasto con oltre cento eventi tra rievocazioni, spettacoli, incontri culturali, mostre e momenti di approfondimento. Il cuore pulsante della manifestazione sarà il centro storico animato da oltre 800 figuranti, arti e mestieri, musica e rappresentazioni. Non mancherà, naturalmente, la dimensione religiosa, con appuntamenti come l’Offerta dei Ceri, la processione in onore di San Giovenale e le Benedizioni dei Cavalieri. L'evento clou, come da tradizione, il 10 maggio al Campo de li Giochi con la giostra equestre tra i Terzieri - Santa Maria, Fraporta e Mezule - che sarà preceduta, il 9 maggio, dal grande corteo storico in notturna.

Nel suo progetto di crescita, la Corsa all'Anello rafforza anche il profilo della ricerca con il ripristino della Commissione storico-scientifica, composta da studiosi di rilievo nazionale, a garanzia del rigore delle ricostruzioni. Parallelamente, l'associazione Corsa all'Anello ha perfezionato l'iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Un passaggio, ha spiegato Bontempo, che "ci ha consentito l’ingresso nel calendario regionale delle rievocazioni storiche, uno strumento che tutela l’identità dei territori, favorisce il coordinamento tra eventi e rafforza la qualità della ricerca. Oggi possiamo guardare con maggiore credibilità ai bandi regionali, nazionali ed europei per far crescere ulteriormente il valore della manifestazione".