05 Jun, 2026 - 14:30

Maioliche eugubine, storia e futuro a Palazzo Della Porta: studiosi a confronto nel ricordo di Giovanni Colaiacovo

Maioliche eugubine, storia e futuro a Palazzo Della Porta: studiosi a confronto nel ricordo di Giovanni Colaiacovo

Una serata dedicata alla memoria, alla ricerca e alla bellezza della ceramica eugubina.

Nella suggestiva cornice di Palazzo Della Porta si è svolto il convegno inaugurale della mostra “Aspetti della maiolica italiana tra Medioevo ed Età Moderna. I ‘Par enlevage sur fond bleu’ eugubini”, appuntamento che ha riunito studiosi, appassionati e rappresentanti delle istituzioni nel nome di una delle tradizioni artistiche più prestigiose della città.

Ad aprire l'incontro sono stati i saluti del presidente del Maggio Eugubino Marco Cancellotti, che ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa e il legame storico tra il Maggio Eugubino e la figura di Giovanni Colaiacovo, collezionista e studioso la cui passione continua ancora oggi a generare occasioni di approfondimento e conoscenza.

A portare il saluto dell'Amministrazione comunale è stato il vicesindaco di Gubbio  Francesco Gagliardi, che ha evidenziato come la ceramica rappresenti uno degli elementi identitari più importanti della città e come eventi di questo livello contribuiscano a rafforzare il rapporto tra ricerca storica, patrimonio artistico e comunità locale.  

L'incontro è stato preceduto da un emozionante ricordo di Giovanni Colaiacovo affidato alle parole della figlia Carmela. Di quell'intervento, che ha restituito il ritratto umano del collezionista eugubino e della sua straordinaria capacità di individuare il valore nascosto delle opere d'arte, riferiamo separatamente in un altro servizio.

Il ricordo di Giovanni Colaiacovo

Particolarmente intensa l'introduzione di Maria Rita Silvestrelli, che ha voluto ricordare il profondo rapporto di Giovanni Colaiacovo con Gubbio, con il Maggio Eugubino e con la vita cittadina.

Attraverso immagini e testimonianze è emersa la figura di un uomo che partecipò costantemente ai momenti più significativi della comunità e che trasformò la propria passione per la ceramica in una straordinaria opera di conservazione della memoria collettiva. La collezione da lui costruita nel corso dei decenni è stata definita un vero e proprio "serbatoio di memoria", capace non solo di custodire il passato ma anche di ispirare nuovi progetti culturali.

«Una collezione è una riserva di memoria», ha osservato la studiosa, ricordando come molti dei capolavori raccolti da Colaiacovo siano stati recentemente esposti in importanti iniziative dedicate alla ceramica eugubina e alla figura di San Francesco.

Ettore Sannipoli e il mistero dei “Par enlevage”

Ettore Sannipoli, ha illustrato la storia e le caratteristiche dei cosiddetti “Par enlevage sur fond bleu”, una delle produzioni più affascinanti della bottega di Mastro Giorgio.

Lo studioso ha spiegato come questa particolare tecnica decorativa si basi sulla stesura di un fondo blu successivamente inciso per riportare alla luce il bianco dello smalto sottostante, creando raffinati motivi ornamentali destinati poi ad accogliere il celebre lustro metallico.

Sannipoli ha ripercorso le origini della tecnica, probabilmente frutto di scambi e influenze tra diversi centri ceramici italiani, soffermandosi sulle caratteristiche decorative delle opere eugubine, dove ricorrono palmette, arabeschi, intrecci geometrici e soprattutto gli amorini che animano il cavetto centrale di numerosi piatti cinquecenteschi. Un patrimonio artistico che continua ancora oggi a suscitare interesse tra studiosi e collezionisti.

Da Mondavio a Gubbio: il dialogo delle botteghe

Claudio Paolinelli ha invece proposto una suggestiva riflessione sui rapporti tra Gubbio e gli altri centri ceramici dell'antico Ducato di Urbino.

Partendo da una recente ricerca sui materiali rinvenuti presso la Rocca Roveresca di Mondavio, lo studioso ha illustrato come tecniche e motivi decorativi circolassero ampiamente tra le botteghe del territorio, dando vita a un linguaggio artistico comune.

Nel corso dell'intervento è emersa l'immagine di un Rinascimento caratterizzato da continui scambi culturali e professionali, nel quale Gubbio occupava una posizione centrale. Paolinelli ha inoltre sottolineato l'importanza della collaborazione tra studiosi e della condivisione delle conoscenze, ricordando il ruolo svolto da Ettore Sannipoli nella valorizzazione della ceramica storica.

Luca Pesante: la ceramica come strumento di conoscenza

Particolarmente apprezzato anche l'intervento di Luca Pesante, curatore dei Musei Vaticani, che ha affrontato il tema della ceramica come documento storico.

Pesante ha illustrato il lungo percorso della maiolica nell'Italia centrale, dai manufatti islamici inseriti nei campanili medievali romani fino alle prime produzioni realizzate a Roma nel XIII secolo.

Lo studioso ha insistito sul valore della memoria, precisando però che essa deve sempre trasformarsi in storia attraverso il confronto con documenti, reperti e testimonianze. In questo contesto ha ricordato come il collezionismo autentico rappresenti soprattutto uno strumento di conoscenza.

«Collezionare è conoscere», ha affermato, collegando idealmente questa riflessione alla figura di Giovanni Colaiacovo e al suo celebre “occhio assoluto”.

La mostra di Katia Baldelli

Accanto ai preziosi contributi storici e scientifici, l'esposizione offre anche uno sguardo sul presente della ceramica eugubina grazie alle opere di Katia Baldelli, dedicate alle decorazioni “Par enlevage” e ai “soprabianchi”.

Le sue creazioni non si limitano a riprodurre modelli antichi, ma reinterpretano in chiave contemporanea motivi e tecniche che affondano le radici nella tradizione rinascimentale eugubina. Un dialogo tra passato e presente che rappresenta uno degli aspetti più originali dell'iniziativa.

La mostra chiarisce infatti come la ceramica non appartenga soltanto alla storia, ma continui a essere una materia viva, capace di rinnovarsi e di parlare al pubblico contemporaneo senza perdere il legame con le proprie origini.

L'incontro di Palazzo Della Porta ha così offerto una testimonianza concreta della vitalità della cultura ceramica eugubina, nel segno della ricerca, della memoria e dell'eredità lasciata da Giovanni Colaiacovo, il collezionista che dedicò la vita a custodire e tramandare uno dei patrimoni più preziosi della città.

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Mario Farneti
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