Tragedia nella giornata del 12 aprile, duranta la “Cicloturistica del Lupo”. Un uomo di 68 anni è morto cadendo in un dirupo profondo circa sei-sette metri. A perdere la vita è stato Salvatore Cannoni, cicloamatore originario di Tavernelle, frazione di Panicale.
La seconda tappa del progetto “Pedalando l’Umbria di Francesco” si è trasformata in tragedia. Nel corso della “Cicloturistica del Lupo”, lungo la strada provinciale 240, Salvatore Cannoni, 68 anni, cicloamatore originario di Tavernelle, frazione di Panicale, per cause ancora in corso di accertamento è caduto in un dirupo, perdendo la vita.
Il fatto che l'uomo non avesse raggiunto il traguardo ha fatto scattare l’allarme tra gli organizzatori, facendo partire le ricerche. Nel tratto tra Ghigiano e Colpalombo è avvenuta la scoperta più drammatica: il corpo senza vita del ciclista giaceva in una scarpata, a circa sei metri al di sotto della carreggiata.
La scoperta sarebbe stata effettuata nel primo pomeriggio ma secondo una prima ricostruzione, la caduta fatale sarebbe avvenuta in mattinata, col corpo che è stato rinvenuto solo diverse ore più tardi.
Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Gualdo Tadino e del Radiomobile della Compagnia di Gubbio, il personale sanitario del 118, i vigili del fuoco e gli operatori Sasu per le difficili operazioni di recupero del corpo.
La procura ha aperto un fascicolo sull’accaduto e la salma è stata trasferita in ospedale, dove verrà sottoposto ad autopsia o a un approfondito esame esterno.
Va chiarito, infatti, se il ciclista abbia avuto un malore, se abbia perso il controllo della bicicletta per via di un ostacolo o di una buca o se vi siano stati altri motivi che abbiano portato alla tragedia.
Sempre durante la giornata di domenica, il personale del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è dovuto intervenire, in una zona particolarmente impervia, nel territorio di Montone, nei pressi di Rocca d’Aries per soccorrere un escursionista infortunatosi a una gamba.
Anche in questa circostanza, i tecnici del SASU hanno dovuto adottare alcune tecniche speciali e una volta raggiunto l’infortunato, hanno provveduto a prestare le prime cure, immobilizzando l’arto ferito.
In un secondo momento, l’escurisionista è stato posizionato su una barella portantina e trasportato a mano dal personale del SASU lungo un percorso particolarmente accidentato fino all’ambulanza del 118 che poi ha provveduto a trasferire l’escursionista in ospedale.