13 Jan, 2026 - 09:37

Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria l'Umbria insieme ad altre tre Regioni

Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria l'Umbria insieme ad altre tre Regioni

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento dell'Umbria e di altre tre Regioni italiane - Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, tutte amministrate dal centrosinistra - che non hanno adottato i piani relativi al dimensionamento scolastico per il prossimo anno. Il Mim, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha comunque precisato che il commissariamento riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura dei plessi. 

Il nodo: il governo regionale si batte per due autonomie in più

Che sulla questione il governo regionale e quello nazionale fossero ai ferri corti era evidente da mesi. L'Umbria si è sempre opposta alla riduzione delle autonomie scolastiche che secondo quanto previsto dal Mim sarebbero dovute passare da 139 a 130 ma, secondo quanto sempre sostenuto dall'assessore regionale all'Istruzione Fabio Barcaioli, ne servirebbero almeno due in più. Già a novembre, dopo un primo ricorso al Tar, Barcaioli aveva annunciato anche il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ma a dicembre, il Mim aveva risposto alla Regione con una nuova diffida, la seconda.

Il governo regionale aveva così deliberato due nuovi accorpamenti, uno a Gubbio e l'altro a Terni, sospendendo però l'efficacia del provvedimento fino all'esito dei ricorsi pendenti e chiedendo al Ministero, già in quella sede, il commissariamento delle deleghe, che è arrivato nella giornata di ieri.

Le ragioni del Ministero

Come ricordato dal Mim, il dimensionamento scolastico rientra nelle riforme previste dal Pnrr con l'obiettivo di adeguare la rete delle istituzioni scolastiche alla dinamica della popolazione studentesca su base regionale. L'Umbria conta circa 101mila studenti e l'opposizione al dimensionamento scolastico voluto dal Ministero, ha sempre sostenuto il governo regionale, è motivata dalla necessità di tener conto della particolare conformazione territoriale, "in gran parte montano, dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico" aveva in più occasioni ribadito Barcaioli. Il Mim invece fa i conti e spiega che senza il rispetto degli adempimenti, si mettono a rischio le risorse europee già erogate sottolineando che l'obiettivo è di consentire l'applicazione della riforma e garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico.

Sul dimensionamento in tre diverse occasioni è intervenuta anche la Corte costituzionale che ha confermato la legittimità dell'operato del Governo nazionale chiedendo cooperazione fra le istituzioni coinvolte. Anche i ricorsi al Tar presentati dalle Regioni che non si sono adeguate, sono stati respinti e ulteriori conferme della correttezza del Governo sono arrivate dal Consiglio di Stato. Ora, con l'intervento del commissariamento sarà quindi un commissario ad operare le scelte.

La replica di Proietti e Barcaioli: "Noi non tagliamo e per questo veniamo commissariati"

"La lotta dell’Umbria contro il dimensionamento scolastico, arrivato oggi sul tavolo di Palazzo Chigi, si traduce nella decisione del Governo Meloni di commissariare la Regione e, con essa, la scuola pubblica" così si legge in una nota congiunta della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti e dell'assessore regionale all'Istruzione.

"Dopo aver deliberato sette accorpamenti sui nove richiesti - proseguono -, la Regione si è fermata di fronte a un ricalcolo dei dati ministeriali che ha premiato altre Regioni con nuove autonomie senza riconoscere all’Umbria quelle cui aveva titolo, imponendo tagli che non abbiamo accettato perché ingiustificati e iniqui". La scelta, sostengono, ha tenuto conto delle esigenze del territorio: "Noi non tagliamo, e per questo veniamo commissariati".

La richiesta di confronto al Mim

Proietti e Barcaioli spiegano che da oltre un anno chiedono "un confronto con il Governo per avere spiegazioni sui numeri del dimensionamento, sui criteri applicati e sulla distribuzione delle autonomie scolastiche. Non abbiamo mai ricevuto risposta, ma solo pressioni. Nessun tavolo, nessuna disponibilità a discutere. L’unica convocazione arriva ora, non per chiarire, ma per commissariare".

A pesare, aggiungono, è che tutte le Regioni commissariate siano governate dal centrosinistra: "Nessuna Regione di destra subisce lo stesso trattamento. È evidente che si tratta di una scelta politica più che tecnica". Presidente e assessore sostengono inoltre che la riforma del Pnrr "nasceva con l’ottica di riordinare il sistema scolastico, non certo quello di praticare tagli indiscriminati". 

La promessa di presidente e assessore: "L'Umbria continuerà la sua battaglia"

Il governo dell'Umbria, promettono, continuerà nella sua battaglia in un contesto già segnato da "tagli pesanti" che ha condotto a "un impoverimento progressivo" della scuola dove "l’Italia è ultima in Europa per investimenti in istruzione con solo il 7,3% della spesa pubblica e il 3,9% del Pil".

"L’Umbria - concludono - viene colpita in modo particolarmente penalizzante ma non ci siamo piegati alla minaccia del commissariamento e ci siamo presentati davanti al ministro Giuseppe Valditara a testa alta, rivendicando il diritto dell’Umbria a non subire tagli ulteriori rispetto a quelli già imposti. Una posizione che continueremo a difendere sia sul piano giuridico, con il ricorso al Presidente della Repubblica, sia su quello politico. Il futuro della scuola merita questa battaglia".

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Sara Costanzi
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