In Umbria torna a farsi viva la paura delle baby gang. Arriva dal comprensorio perugino una storia amara che ancora una volta fa riflettere per la giovanissima età delle persone coinvolte. Un tredicenne infatti è stato denunciato a piede libero. A suo carico c’è l’accusa di rapina ai danni di un altro minorenne. Il fatto è avvenuto a giugno scorso quando la vittima si trovava in compagnia di alcuni coetanei in quella che dovrebbe essere una zona sicura: un’area giochi.

Secondo la ricostruzione fatta dall’Arma dei Carabinieri, il minore è stato avvicinato da degli sconosciuti che prima l’hanno percosso e poi gli hanno sottratto gli occhiali da sole. Subito dopo, gli aggressori si sono dati alla fuga per le vie circostanti. A sporgere denuncia è stata la madre del minore rapinato. L’attività di indagine da parte dei militari si è concentrata sulle informazioni raccolte dai presenti al momento dei fatti e sull’acquisizione delle immagini di videosorveglianza delle telecamere comunali presenti nell’area. Grazie all’incrocio delle testimonianze, i Carabinieri sono stati in grado di individuare e quindi identificare il presunto autore del reato.

Il tredicenne è stato così denunciato in stato di libertà con l’accusa di rapina alla Procura dei minorenni che ora dovrà valutare quali provvedimenti adottare a carico e a tutela del ragazzo che comunque per la legge non è imputabile, essendo minore di 14 anni.

In Umbria torna la paura baby gang

Quanto avvenuto nel perugino è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che hanno per protagonisti dei giovanissimi autori. Nel solo 2024 le cronache locali dell’Umbria hanno in più occasioni riportato fatti analoghi dove a commettere i crimini sono stati dei minorenni, che hanno spesso preso di mira coetanei altrettanto giovani.

A Spoleto, nel pomeriggio di Pasqua, un gravissimo episodio di violenza ha scosso profondamente tutta la comunità. I fatti erano stati riportati dalla collega Ilaria Bosi sulle pagine de Il Messaggero dell’Umbria. Un 17enne era stato prima accerchiato e poi aggredito brutalmente a mani nude da un gruppo di 6 o 7 ragazzini, alcuni anche più piccoli di lui. Il tutto era accaduto in pieno centro cittadino, in via delle Murelle, tra Piazza Garibaldi e Piazza della Vittoria, non distante dal Comando di Polizia. Il 17enne era riuscito a fuggire dal branco e in Piazza Garibaldi aveva chiesto aiuto a un agente della Polizia Locale. Aveva riportato traumi e lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Purtroppo, diversamente da quanto accaduto nel perugino, a Spoleto non erano presenti le videocamere di sorveglianza.

Nel mese di maggio, sempre a Spoleto si era verificata una nuova aggressione, stavolta ai danni di un 19enne che era stato preso a pugni e calci in una piazza del centro. La lite sarebbe stata ancora una volta determinata da futili motivi. Le indagini condotte dai Carabinieri di Spoleto, guidati dal capitano Teresa Messore, aveva portato all’identificazione di tre aggressori di 17 anni ritenuti i responsabili del pestaggio e denunciati a piede libero. Per la vittima si sono rese necessarie le cure del pronto soccorso, con lesioni giudicate guaribili in venti giorni.

Criminalità minorile: un fenomeno che preoccupa

Quello della criminalità minorile è un fenomeno che desta grande preoccupazione in tutto il tessuto sociale. In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024, il procuratore generale Sergio Sottani aveva presentato la sua relazione alla Corte di Cassazione di Perugia, facendo il punto sulla criminalità in Umbria.

Ne era emerso un allarmante incremento dei reati commessi da minorenni dove spiccano su tutti i reati contro l’incolumità personale, soprattutto per le lesioni personali e i furti. Chiaramente la criminalità minorile è un problema estremamente complesso, indice di un profondo e radicato disagio, per il quale non esistono risposte semplici ma è necessaria un’azione congiunta su più fronti.