Il Comune di Terni solleva un chiaro no alla proposta di modifica della legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica avanzata dalla giunta regionale. L’atto, già bocciato dal Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) dell’Umbria, torna al centro della polemica. Secondo l’assessore all’Edilizia Pubblica Giovanni Maggi, la revisione proposta dalla Regione introduce “toppe peggiori dei buchi”, modifiche basate su premesse ideologiche e non confrontate con gli enti locali.
“Noi ci atteniamo alle normative vigenti, capisco che certa cultura di sinistra preferisce trasgredire la legge, ma questo non è possibile nella pubblica amministrazione”, afferma Maggi, sottolineando i rischi di un’apertura indiscriminata verso soggetti con precedenti penali, l’azzeramento delle tempistiche di residenza e l’azzeramento delle esclusioni per occupazioni abusive.
Secondo Maggi, l’approccio della Regione comporta rischi concreti. “Per quanto attiene i reati penali, condivido il principio che non ci sia un’esclusione automatica, ma occorre valutare con grandissima attenzione quelli più odiosi come pedofilia e spaccio di droga, perché si inseriscono soggetti pericolosi in contesti particolarmente fragili”.
L’assessore evidenzia inoltre che la riduzione della residenza sul territorio a un anno penalizza chi vive da tempo a Terni, italiano o straniero che sia, mentre l’azzeramento dell’occupazione abusiva incentiva pratiche illegittime, spesso a danno di anziani e disabili. Infine, il coinvolgimento dei sindacati nelle commissioni di valutazione, secondo Maggi, crea un evidente conflitto di interessi, perché spesso sono proprio i patronati sindacali a istruire le pratiche dei partecipanti ai bandi.
La proposta regionale era stata già respinta dal CAL, con il contributo di Claudio Batini, consigliere comunale di Alternativa Popolare. “Nella prima riunione operativa dell’organismo Barcaioli aveva portato questo atto di modifica importante della normativa sulle case popolari. L’assessore regionale, convinto allora di avere la maggioranza, aveva presentato il testo in maniera superficiale e semplicistica”, ricorda Batini.
Il consigliere evidenzia come il Comune di Terni abbia votato contro, insieme ad altri amministratori di centrodestra, sottolineando la necessità di preservare criteri di legalità e tutela dei più deboli. “Ora Barcaioli ci riprova: noi contestiamo due elementi fondamentali: l’apertura ai pregiudicati e l’ammissione alle graduatorie anche a chi occupa abusivamente un’abitazione. Per noi deve avere la precedenza chi rispetta la legge”, aggiunge Batini, che invita la Regione a rivedere il testo alla luce delle osservazioni del CAL.
Secondo Batini, la proposta attuale rischia di creare disparità e ingiustizie: “Va bene che il partito di Barcaioli abbia costruito la sua rappresentanza politica portando Ilaria Salis, che teorizza le occupazioni abusive, in Parlamento europeo, ma nelle graduatorie locali non possiamo favorire chi non rispetta la legge. È fondamentale che la riforma tenga conto dei principi di equità e sicurezza sociale”.
Dal fronte regionale, l’assessore al Welfare Fabio Barcaioli ha giustificato la riforma come necessaria a rendere più inclusivo l’accesso agli alloggi popolari. L’obiettivo, spiega, è correggere le ingiustizie determinate dai requisiti di incensuratezza totale dei membri del nucleo familiare, che escludono famiglie con minori o persone con disabilità anche gravi.
“Le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari stilate dalle commissioni comunali, la più recente pubblicata dal Comune di Terni, dimostrano che è urgente procedere con la modifica della legge approvata dalla giunta Tesei, che porta all’esclusione di molte domande”, afferma Barcaioli, sottolineando l’urgenza di abbattere anche il vincolo di residenza obbligatoria per cinque anni e di consentire una valutazione più flessibile dei requisiti.
L’assessore regionale insiste sulla necessità di una legge che tenga conto delle reali necessità dei territori e delle persone, senza generare esclusioni arbitrarie e senza incentivare occupazioni abusive.
La riforma, destinata a tornare al CAL e poi in Assemblea legislativa regionale, mantiene acceso il dibattito tra enti locali e Regione. Il Comune di Terni assicura che continuerà a monitorare la situazione, evidenziando le criticità legate alla legalità e alla tutela dei soggetti più fragili.
“Vogliamo capire se la Regione ha compreso le contraddizioni interne e se il testo sarà corretto o ripresentato senza modifiche”, conclude Maggi, mentre Batini ribadisce: “È necessario garantire trasparenza e correttezza, evitando che chi ha violato le regole ottenga vantaggi indebiti. La legge deve premiare chi rispetta la legalità e favorire chi ha realmente bisogno”.
Per l'assessore Barcaioli, invece, quella attualmente in vigore è una legge farraginosa, con troppi paletti e scollegata rispetto alle reali esigenze delle famiglie che hanno necessità.
"Non è possibile- afferma in conclusioneche a fronte di un bisogno grande come quello della casae in presenza di disponibilità di alloggi da assegnare, le famiglie più bisognose vengano escluse e rimangano in situazioni precarie per ragioni burocratiche o leggi che non sanno guardare alle reali necessità dei territori e delle persone".