01 Mar, 2025 - 15:56

Violenze e minacce all'ex compagna: divieto di avvicinamento per un 22enne di Foligno

Violenze e minacce all'ex compagna: divieto di avvicinamento per un 22enne di Foligno

Il personale del commissariato di Foligno ha eseguito un'ordinanza di divieto di avvicinamento e di comunicazione con la persona offesa nei confronti di un giovane di 22 anni, ritenuto responsabile di violenza privata, minacce, lesioni personali e danneggiamento ai danni dell'ex compagna. Gli accertamenti investigativi condotti dagli agenti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, hanno confermato la veridicità del racconto della vittima, la quale aveva deciso di sporgere querela dopo essere stata ripetutamente minacciata e aggredita verbalmente dall'ex compagno.

L'intervento della magistratura e l'applicazione della misura cautelare

Le indagini condotte dagli inquirenti hanno portato alla raccolta di elementi che confermano la testimonianza della donna, fornendo alla Procura elementi ritenuti sufficienti per richiedere l’adozione di una misura cautelare nei confronti del 22enne. A seguito dell’analisi delle prove e delle circostanze emerse, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza che impone all’indagato il divieto di avvicinarsi all’abitazione della vittima e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, stabilendo inoltre un perimetro minimo di 500 metri di distanza da rispettare.

Al fine di garantire l’osservanza della misura e prevenire eventuali violazioni, è stato inoltre disposto l’impiego di un dispositivo elettronico di controllo, che permetterà alle autorità di monitorare costantemente gli spostamenti dell’indagato. Una volta emesso il provvedimento, le forze dell’ordine hanno immediatamente rintracciato il giovane e proceduto con l’esecuzione dell’ordinanza, notificandogli formalmente le restrizioni imposte e attivando i controlli necessari per il rispetto delle disposizioni stabilite dal giudice.

Dalla gelosia ossessiva alle percosse: un inquietante e crescente ciclo di violenza e controllo

Le indagini hanno fatto emergere un quadro allarmante di comportamenti ossessivi e coercitivi da parte del 22enne nei confronti della vittima, delineando una progressiva escalation di atteggiamenti persecutori e violenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe più volte manifestato una gelosia patologica, esercitando un controllo soffocante sulla donna e cercando di limitare la sua libertà personale.

Uno degli episodi in assoluto più gravi si sarebbe verificato quando l’indagato, accecato da un impeto di ira e possessività, avrebbe strappato con violenza il telefono dalle mani della vittima per esaminarne il contenuto. Dopo aver controllato i messaggi e le chiamate, avrebbe distrutto il dispositivo colpendolo ripetutamente con un martello.

Stando a quanto emerso dalle indagini, l’escalation di violenza non si sarebbe limitata agli episodi di controllo ossessivo, ma si è intensificata in un progressivo e allarmante crescendo di aggressività. In un’altra circostanza, il giovane sarebbe passato dalle minacce verbali alle percosse. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe aggredito fisicamente la vittima, colpendola con violenza e causandole lesioni che sono state poi giudicate guaribili in sette giorni. Un susseguirsi di episodi che hanno progressivamente messo in luce una condotta sempre più preoccupante, caratterizzata da un’aggressività crescente e da un comportamento sempre più pericoloso e incontrollabile.

L'insostenibile clima di paura e angoscia vissuto quotidianamente dalla vittima

Il clima di paura e angoscia vissuto dalla vittima è stato talmente opprimente da compromettere profondamente la sua vita quotidiana. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Questura, le azioni e i comportamenti inaccettabili del giovane avevano generato nella donna un insostenibile e costante stato di ansia e timore, che l'accompagnava in ogni momento della sua giornata.

Questo continuo senso di minaccia non solo le aveva sottratto ogni forma di tranquillità, ma aveva anche minato il suo equilibrio psicologico, alimentando una paura incessante e una vulnerabilità costante. Ogni giorno, l’esperienza di questa angoscia erodeva lentamente ogni speranza di ritrovare serenità. Una situazione divenuta intollerabile, che richiedeva un intervento immediato e deciso per interrompere il ciclo di paura e restituire alla vittima la sicurezza e la serenità ormai da tempo perdute.

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Francesco Mastrodicasa
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