04 Mar, 2026 - 12:40

Violenza sessuale di gruppo a Gubbio: la 36enne ricostruisce i fatti davanti al giudice nell’incidente probatorio

Violenza sessuale di gruppo a Gubbio: la 36enne ricostruisce i fatti davanti al giudice nell’incidente probatorio

Un passaggio giudiziario delicato e fondamentale per l’inchiesta sulla presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta a Gubbio nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2025.

Nella giornata di martedì 3 marzo, davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, dottoressa Natalia Giubilei, si è svolto l’incidente probatorio richiesto dal Pubblico Ministero dottoressa Laura Reale.

Nel corso dell’udienza la 36enne eugubina che ha denunciato l’aggressione ha ripercorso in aula quanto accaduto quella notte nei pressi di Piazza Quaranta Martiri, ricostruendo la dinamica dei fatti contestati ai tre indagati.

L’incidente probatorio rappresenta uno strumento previsto dal codice di procedura penale per cristallizzare in anticipo una prova, che potrà essere utilizzata nel futuro processo. In casi particolarmente sensibili, come quelli legati a reati di violenza, consente di acquisire la testimonianza della persona offesa evitando che debba ripetere più volte il racconto durante le diverse fasi del procedimento.

Tre imputati detenuti a Terni e Spoleto

L’indagine riguarda tre uomini - due di 36 anni e uno di 43 anni - attualmente detenuti nelle carceri di Terni e Spoleto.

Nei loro confronti vengono contestati, a vario titolo, i reati di violenza sessuale di gruppo, lesioni personali e tentata rapina.

Gli arresti erano scattati la mattina del 17 settembre 2025, a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Gubbio, coordinati dal capitano Pasquale Moriglia.

L’operazione aveva portato all’esecuzione delle misure cautelari dopo alcuni giorni di accertamenti investigativi successivi alla denuncia della vittima.

Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi dell’indagine, la donna sarebbe stata aggredita nella zona del parcheggio di Piazza 40 Martiri, uno dei luoghi più frequentati del centro cittadino.

Il racconto della notte dell’aggressione

La 36enne eugubina ha quindi ripercorso davanti al giudice quanto accaduto in quella notte di inizio settembre, fornendo elementi ritenuti centrali per la ricostruzione dei fatti.

Nelle ore immediatamente successive all’episodio, la donna era stata soccorsa da alcuni giovani presenti nella zona, insieme a un 46enne eugubino rimasto anch’egli ferito durante l’aggressione.

Quest’ultimo è assistito dall’avvocato Luigi Santioni.

La testimonianza resa durante l’incidente probatorio entrerà ora ufficialmente a far parte del fascicolo dell’indagine e potrà essere utilizzata nella fase dibattimentale qualora la Procura decidesse di procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

Il ruolo dei difensori e il contraddittorio tra le parti

La persona offesa è assistita dall’avvocato Francesca Pieri, che ha partecipato all’udienza per tutelare gli interessi della propria assistita.

All’incidente probatorio hanno preso parte anche i difensori degli indagati, gli avvocati Ubaldo Minelli e Chiara Brunori, garantendo il pieno contraddittorio tra le parti previsto dalla procedura penale.

L’udienza si è svolta a porte chiuse ed è durata circa due ore e mezzo, durante le quali sono state raccolte dichiarazioni considerate rilevanti per l’inchiesta.

L’obiettivo dell’incidente probatorio è proprio quello di acquisire in modo anticipato elementi probatori fondamentali, evitando che con il passare del tempo possano alterarsi o perdere efficacia.

Le parole dell’avvocato Francesca Pieri

Al termine dell’udienza, l’avvocato Francesca Pieri ha rilasciato una breve dichiarazione nel rispetto del segreto investigativo.

“Nel rispetto del segreto investigativo non è possibile entrare nel merito delle dichiarazioni rese oggi davanti al Giudice. Posso soltanto dire che l’incidente probatorio si è svolto regolarmente ed è durato circa due ore e mezzo”.

Il legale ha poi sottolineato l’impatto emotivo di questo passaggio processuale per la donna.

“Per la mia assistita è stato molto difficile ripercorrere quei momenti: rivivere quanto accaduto rappresenta sempre un passaggio estremamente delicato sotto il profilo emotivo”.

Nonostante la difficoltà, la 36enne ha affrontato l’udienza con grande determinazione.

“Nonostante ciò, ha affrontato questo momento con grande senso di responsabilità, nella consapevolezza dell’importanza dell’accertamento dei fatti”.

I prossimi sviluppi dell’inchiesta

Con la conclusione dell’incidente probatorio, il materiale raccolto entrerà ufficialmente nel fascicolo dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Nei prossimi mesi sarà proprio la Procura a dover valutare i prossimi passi dell’inchiesta, tra cui la possibile richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei tre indagati o eventuali ulteriori approfondimenti investigativi.

Nel frattempo, secondo quanto emerso nelle settimane successive all’episodio e già anticipato dal nostro giornale, la donna risulterebbe ancora profondamente provata dall’accaduto.

Il procedimento giudiziario prosegue dunque nel suo iter, con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che aveva profondamente colpito la comunità eugubina.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE