15 Mar, 2025 - 14:00

Violenza giovanile: aggressione all'autista del bus della gita dei 100 giorni. Il problema della disciplina tra i giovani

Violenza giovanile: aggressione all'autista del bus della gita dei 100 giorni. Il problema della disciplina tra i giovani

La violenza giovanile è ormai una piaga sociale sempre più evidente, con episodi che si verificano quotidianamente in tutta Italia, coinvolgendo spesso studenti, minorenni e giovani adulti. Il recente caso dell’aggressione all’autista del pullman della gita dei 100 giorni da parte di uno studente di Gubbio è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che sollevano interrogativi sulle dinamiche educative e sociali attuali.

Come riportato dal giornalista Massimo Boccucci sul giornale online VivoGubbio, il caso ha avuto grande risonanza mediatica dopo la diffusione di un video virale, che ha immortalato il momento in cui un giovane ha aggredito fisicamente l’autista, tirandolo per i capelli e colpendolo con degli schiaffi.

L'episodio si è verificato durante il viaggio di ritorno della gita per i 100 giorni a Misano Adriatico

L’episodio si è verificato durante il viaggio di ritorno dalla gita a Misano Adriatico, organizzata dagli studenti dell’Istituto Mazzatinti e del Polo Tecnico Cassata-Gattapone per celebrare i 100 giorni agli esami di maturità. Quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa si è invece trasformata in un evento drammatico, con l’intervento dei carabinieri all’arrivo del bus a Gubbio.

Secondo le ricostruzioni, tutto è iniziato quando alcuni studenti hanno chiesto di scendere a Cagli e Cantiano, invece di fare ritorno a Gubbio. L’autista, in un primo momento disponibile ad accontentarli, ha poi dovuto rifiutare la richiesta su indicazione del responsabile della sicurezza. Questo ha scatenato la rabbia di alcuni studenti, che hanno iniziato a insultarlo pesantemente e a minacciarlo, fino ad arrivare all'aggressione fisica.

L’episodio accaduto durante la gita scolastica non è un caso isolato. Negli ultimi anni, il fenomeno della violenza giovanile ha registrato un preoccupante aumento, sia nei contesti scolastici sia nei momenti di svago.

Solo pochi giorni prima, sempre a Gubbio, si erano verificati scontri tra giovani nel piazzale di un locale, con tensioni che, sebbene non abbiano portato a conseguenze gravi, rappresentano un segnale allarmante.

Molti esperti concordano sul fatto che il consumo di alcol e droghe, unito a una crescente mancanza di disciplina e valori, sia tra i principali fattori scatenanti di questi episodi. Nel caso dell’aggressione all’autista del bus, alcuni testimoni riferiscono che il giovane coinvolto fosse in evidente stato di alterazione, anche se le cause specifiche del suo comportamento dovranno essere accertate dalle indagini.

Sempre più spesso le vittime delle violenze giovanili sono persone deboli o figure autorevoli

La violenza giovanile non è solo una questione di risse tra coetanei. Sempre più spesso, le vittime sono persone più deboli o figure autorevoli, come insegnanti, autisti o forze dell’ordine. Questo dimostra un crescente disprezzo per le regole e per il rispetto dell’autorità, un problema che affonda le radici nella mancanza di una cultura della disciplina e del rispetto.

Di fronte a questa emergenza educativa e sociale, si riaccende il dibattito su un possibile ripristino del servizio militare o civile obbligatorio per ambo i sessi.

Fino al 2005, il servizio militare era un obbligo per tutti i giovani italiani, salvo esenzioni specifiche. Oggi, molti osservatori ritengono che la sospensione della leva obbligatoria abbia lasciato un vuoto che ha contribuito alla perdita di disciplina e valori fondamentali tra i giovani.

L’idea di reintrodurre un servizio obbligatorio della durata di almeno sei mesi potrebbe rappresentare una risposta concreta per contrastare il crescente problema della devianza giovanile. D'altro canto la leva obbligatoria non è stata abolita ma solo sospesa perché prevista dalla Costituzione.

I benefici del servizio civile o militare obbligatorio

  1. Disciplina e rispetto delle regole

    • L'addestramento militare o il servizio civile aiuterebbero i giovani a comprendere l'importanza della disciplina, dell’ordine e del rispetto delle autorità.
  2. Senso di responsabilità

    • Impegnarsi in un servizio obbligatorio insegnerebbe ai giovani a prendersi responsabilità per sé stessi e per la comunità, evitando il rischio di essere lasciati abbandonati a sé stessi o vittime di cattive influenze.
  3. Allontanamento da ambienti pericolosi

    • Un servizio obbligatorio allontanerebbe molti giovani dalla strada, dagli spacciatori e dall'abuso di alcol e droghe, offrendo un'alternativa costruttiva alla noia e alla disoccupazione giovanile.
  4. Sviluppo di competenze utili

    • Sia il servizio militare sia quello civile offrirebbero esperienze formative e lavorative che potrebbero tornare utili nel futuro dei giovani, favorendo l'inserimento nel mondo del lavoro.
  5. Maggiore sicurezza per la società

    • Il rispetto dell’autorità e delle regole ridurrebbe il numero di episodi di violenza gratuita, creando un ambiente sociale più sicuro per tutti.

L’aggressione all’autista del pullman dei 100 giorni e gli altri episodi di violenza giovanile non possono essere semplicemente ignorati o minimizzati. Si tratta di un problema sistemico, che richiede un intervento immediato e strutturato da parte delle istituzioni, delle scuole e delle famiglie.

Le possibili azioni concrete per contrastare il preoccupante fenomeno

Tra le possibili azioni concrete da intraprendere per contrastare questo fenomeno troviamo:

Più controlli e prevenzione

  • Maggiore presenza delle forze dell’ordine nei luoghi frequentati dai giovani, soprattutto in orari serali.

Programmi educativi nelle scuole

  • Introdurre corsi di educazione civica e rispetto delle regole fin dalla scuola primaria.

Iniziative sportive e culturali

  • Creare più opportunità per i giovani di canalizzare le loro energie in attività costruttive, come lo sport o la musica.

Sanzioni più severe per gli episodi di violenza

  • Rendere più efficaci le misure punitive per chi commette reati di violenza, con percorsi di rieducazione mirati.

Ripristino del servizio civile o militare obbligatorio per entrabi i sessi

  • Un’alternativa concreta per inculcare disciplina e senso del dovere nelle nuove generazioni.

Il verificarsi della violenza giovanile non è un problema isolato ma una emergenza sociale 

L’episodio della gita dei 100 giorni deve destare allarme per tutta la società. La violenza giovanile non è più un problema isolato, ma una vera emergenza sociale che necessita di soluzioni immediate e concrete.

Se i giovani vengono lasciati senza regole e senza riferimenti educativi, il rischio è che crescano in un contesto di devianza e anarchia, con conseguenze gravi per tutta la comunità.

Ripristinare un servizio obbligatorio, sia esso militare o civile, potrebbe rappresentare una soluzione efficace per riportare ordine, disciplina e valori tra le nuove generazioni. Un investimento per il futuro, che potrebbe rendere l’Italia una nazione più sicura e più giusta per tutti.

 
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Mario Farneti
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