La crescente difficoltà del comparto vitivinicolo umbro, alle prese con una contrazione dei consumi, un mercato sempre più competitivo e margini economici in progressiva riduzione, torna al centro del confronto tra organizzazioni agricole e istituzioni regionali. A rilanciare il tema è Confagricoltura Umbria, che ha rivolto un appello alla Regione affinché venga convocato un tavolo regionale dedicato al settore, con l'obiettivo di riunire tutti gli attori della filiera e definire una strategia comune per il futuro del vino umbro.
L'iniziativa nasce dalla volontà di riprendere il percorso di confronto avviato nel 2025 e, secondo l'organizzazione, rappresenta un passaggio ormai indispensabile per affrontare in maniera organica le numerose criticità che stanno interessando uno dei comparti più rappresentativi dell'agricoltura regionale. Dalla difficoltà di collocare i prodotti sui mercati a prezzi in grado di remunerare adeguatamente il lavoro delle imprese, fino alle sfide legate alla promozione, all'innovazione e alla valorizzazione delle denominazioni territoriali, il settore si trova oggi di fronte a una fase particolarmente delicata che richiede risposte coordinate e una visione di lungo periodo.
L'appello arriva in un momento in cui il vino continua a rappresentare uno dei principali ambasciatori dell'Umbria nel panorama nazionale e internazionale, grazie a produzioni di qualità strettamente legate ai territori, alle denominazioni di origine e alla tradizione vitivinicola regionale. Tuttavia, il contesto economico degli ultimi anni ha modificato profondamente gli equilibri del mercato, imponendo alle aziende nuove sfide sul piano della competitività e della sostenibilità economica.
Secondo Confagricoltura Umbria, il comparto sta attraversando una fase caratterizzata da una marcata contrazione dei consumi e da crescenti difficoltà commerciali, elementi che rendono sempre più complicato ottenere prezzi coerenti con il valore qualitativo delle produzioni umbre.
Una situazione che, secondo l'organizzazione, rischia di scoraggiare numerosi produttori e viticoltori, alimentando il pericolo di un progressivo abbandono delle attività agricole, soprattutto nelle realtà più piccole e nei territori dove i costi di produzione risultano particolarmente elevati rispetto ai ricavi. Alle difficoltà economiche si aggiunge inoltre una frammentazione delle iniziative promosse negli ultimi anni, spesso nate con l'intento di sostenere il settore ma sviluppate, secondo Confagricoltura, senza un adeguato coordinamento complessivo.
L'organizzazione ritiene quindi necessario ricondurre ogni progetto all'interno di una visione condivisa, capace di mettere in rete istituzioni, organizzazioni professionali, consorzi, imprese e tutti gli altri protagonisti della filiera.
È proprio per favorire questo percorso che Confagricoltura Umbria ha formalmente chiesto alla Regione la convocazione di un tavolo regionale dedicato al vino, ritenuto lo strumento più adatto per affrontare in maniera strutturata le questioni aperte.
Nel corso della riunione della Sezione regionale di prodotto vitivinicola, convocata dal presidente di sezione Filippo Antonelli, il presidente di Confagricoltura Umbria, Matteo Pennacchi, ha illustrato le motivazioni che hanno portato l'organizzazione a sollecitare il confronto istituzionale.
"Il binomio vino e territorio è l’antesignano di quella promozione integrata che rappresenta il perno indispensabile per valorizzare l’Umbria, le sue produzioni e la sua ricettività. La diffusione di rumors che evidenziano criticità senza però cercare un confronto profondo e leale tra le parti, mi ha spinto, in piena sintonia con la Sezione di prodotto, a scrivere all'assessore Meloni per chiederLe la convocazione urgente di un tavolo di settore. Sono certo che l'assessore saprà cogliere questa richiesta, con l’obiettivo di costruire il futuro del vino umbro insieme a tutti i suoi attori fondamentali".
Nel documento diffuso da Confagricoltura emerge con forza la convinzione che il futuro del comparto non possa prescindere da una stretta integrazione tra produzione vitivinicola, promozione territoriale e sviluppo turistico. Il vino viene infatti considerato uno degli strumenti più efficaci per raccontare l'identità dell'Umbria, valorizzandone contemporaneamente paesaggio, cultura, tradizioni gastronomiche e capacità di accoglienza.
Rafforzare questo legame significa investire in una promozione coordinata che metta al centro non soltanto il prodotto, ma l'intero sistema territoriale regionale.
Confagricoltura ricorda come il comparto abbia già dimostrato in passato di saper superare divisioni e frammentazioni attraverso percorsi condivisi.
L'esempio indicato è quello della nascita di Umbria Top, realtà che ha riunito i consorzi di tutela e alcuni dei principali marchi del vino regionale, favorendo la realizzazione di programmi promozionali comuni e una gestione più efficace delle risorse provenienti dalla Politica Agricola Comune e dai finanziamenti regionali.
Tra i risultati ottenuti viene ricordata anche la partecipazione unitaria al Vinitaly, considerata una delle principali vetrine internazionali dedicate al settore. Secondo Confagricoltura, proprio questa esperienza dimostra come la collaborazione possa rappresentare un valore aggiunto nella promozione delle produzioni umbre.
L'organizzazione sottolinea inoltre l'importanza del più recente progetto rappresentato dal Distretto di Qualità del Vino Umbro, iniziativa coordinata da Umbria Top e finanziata attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinate dal Ministero dell'Agricoltura.
Si tratta, viene ricordato, dell'unico progetto umbro finanziato nell'ambito di questa specifica misura nazionale. Oltre a sostenere gli investimenti delle singole imprese, il Distretto punta infatti a sviluppare iniziative comuni di promozione e valorizzazione, integrando le risorse già disponibili per il sistema vitivinicolo regionale.
Tra i temi che Confagricoltura considera prioritari figura anche quello dell'IGT Umbria e della necessità di adeguare l'offerta produttiva alle richieste di un mercato in continua evoluzione.
L'organizzazione ritiene sia arrivato il momento di aprire un confronto approfondito sulla possibile costituzione di un Consorzio di tutela dedicato all'Indicazione Geografica Tipica regionale, naturalmente qualora tutti i soggetti della filiera ne condividano l'utilità e gli obiettivi.
Nel ribadire il proprio sostegno alle imprese vitivinicole e alle strutture associative gestite dai produttori, Confagricoltura richiama anche il ruolo delle istituzioni pubbliche, chiamate ad accompagnare i processi di aggregazione e a favorire una maggiore efficacia degli strumenti di promozione. Secondo l'organizzazione, il settore avrebbe oggi bisogno anche di una valutazione trasparente delle iniziative realizzate negli ultimi anni, per comprenderne concretamente l'impatto sulla crescita delle imprese. A questo proposito Matteo Pennacchi indica gli obiettivi che dovrebbero orientare ogni futura strategia.
"Mettendo a sistema le azioni coordinate dei vari attori con le risorse a disposizione potremmo raggiungere i risultati prefissati con maggiore facilità. Il contesto è molto complesso, per questo auspichiamo un bilancio trasparente sulle iniziative svolte finora e sulla loro reale capacità di creare valore. Per quanto mi riguarda, i parametri che contano sono tre: i volumi di vino commercializzati, il valore medio di vendita e l’ampiezza dei mercati conquistati. Dobbiamo puntare alla crescita su queste tre direttrici se vogliamo dare un futuro concreto ai nostri viticoltori e produttori".