Riqualificare Villalago, restituire una funzione a uno dei complessi più suggestivi del territorio e, parallelamente, riaprire il dossier sulla Rocca Albornoziana di Piediluco, mettendo a disposizione progettualità che esistono già e che potrebbero rappresentare una base concreta da cui ripartire. È questa la prospettiva indicata dal vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, intervenuto dopo l’annuncio relativo al finanziamento del complesso di Villalago nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti 2025-2027 del Ministero della Cultura.
Ed è proprio sul futuro complessivo del patrimonio provinciale di Piediluco che Ferranti concentra l’attenzione, andando oltre il singolo intervento. Se Villalago rappresenta oggi il progetto destinato a entrare nella fase operativa grazie alle risorse ministeriali, la Rocca Albornoziana costituisce infatti un secondo tassello di una strategia più ampia, nella quale beni storici, paesaggio e attrattività turistica possono essere messi a sistema.
Il punto, per la Provincia, è non disperdere il lavoro progettuale già prodotto negli anni. Per la Rocca, infatti, esistono tre progetti elaborati nell’ambito del concorso di idee, arrivati a una valutazione e a una graduatoria, che l’amministrazione può ora mettere a disposizione come patrimonio progettuale da cui ripartire. Una disponibilità che assume un significato particolare perché consente di guardare alla riqualificazione del bene non necessariamente partendo da zero, ma valorizzando idee e soluzioni già elaborate.
Il vicepresidente della Provincia collega il percorso sul complesso di Villalago a un lavoro amministrativo avviato da tempo. L’obiettivo, spiega, è riportare in funzione una struttura che considera strategica non soltanto per il suo valore storico e architettonico, ma anche per le potenzialità che potrebbe esprimere una volta recuperata.
“E’ sempre stata una priorità per l’amministrazione provinciale negli ultimi 2 anni - dichiara il vice Presidente - la riqualificazione e la rimessa in funzione della struttura che per bellezza, storia e importanza rappresenta un bene di grande valore a livello provinciale. Il pregio architettonico, il parco, il teatro all’ aperto e la meravigliosa vista sul lago di Piediluco rappresentano un elemento di potenziamento della capacità attrattiva del nostro territorio provinciale ma anche un'opportunita di indiscutibile interesse per organizzarvi eventi di pubblico spettacolo ma anche convegni e cerimonie.” Nella visione dell’amministrazione, dunque, il recupero di Villalago non viene interpretato esclusivamente come un intervento conservativo su un bene di valore.
La prospettiva è quella di restituire al complesso una funzione concreta, capace di generare nuove occasioni di fruizione e di inserirsi nella proposta turistica e culturale dell’area di Piediluco. “Grazie ai 3 milioni del Ministero, la sua rimessa in funzione rappresenterà un'opportunita di valorizzazione turistica per il territorio e anche uno strumento che generera' nuove risorse per le finanze della Provincia”.
Ferranti ricostruisce anche il percorso seguito dalla Provincia prima di arrivare all'opportunità rappresentata dal Piano Strategico Grandi Progetti. L’amministrazione aveva infatti tentato di individuare una soluzione attraverso una manifestazione di interesse pubblico, cercando di coinvolgere soggetti privati nella valorizzazione del complesso.
“Abbiamo tentato con la manifestazione di interesse pubblico, cercando una collaborazione pubblico-privato, qundi, in assenza di concreti interessamenti o presentazioni di progetti da parte di investitori, abbiamo partecipato a questa opportunità messa in campo dal Ministero.”
Un passaggio che Ferranti considera parte integrante del percorso seguito dall’amministrazione: prima la ricerca di una possibile collaborazione con il settore privato, quindi la scelta di intercettare una diversa opportunità istituzionale per affrontare il recupero di Villalago. Nel suo intervento il vicepresidente rivolge inoltre un ringraziamento alla consigliera comunale Elena Proietti Trotti per il sostegno assicurato durante il precedente incarico presso il Ministero. “Un ringraziamento va anche alla consigliera comunale Elena Proietti Trotti che durante il suo precedente incarico al Ministero, ha sostenuto le richieste della Provincia.”
Ma è sulla Rocca Albornoziana che Ferranti apre una prospettiva ulteriore. Il bene, anch’esso di proprietà della Provincia di Terni, viene indicato come un altro elemento sul quale l’amministrazione intende continuare a lavorare. “Noi - assicura sempre Ferranti - continueremo a lavorare con impegno anche per riqualificare la Rocca Albornoziana di Piediluco che è un altro sito storico di proprietà della Provincia di Terni.”
La questione assume particolare rilievo perché, diversamente da un'ipotesi progettuale ancora da costruire, per la Rocca esiste già una base di lavoro maturata attraverso un concorso di idee. È questo uno degli elementi più significativi emersi dalle dichiarazioni del vicepresidente: la Provincia dispone infatti di tre progetti che hanno vinto il concorso di idee e che possono essere messi a disposizione per accompagnare il percorso di recupero del complesso.
“A tale proposito Ferranti ricorda che per la Rocca la Provincia può mettere a disposizione anche tre progetti che hanno vinto il concorso di idee, partendo proprio da quello classificatosi al primo posto.” È un passaggio che apre una prospettiva concreta sul futuro della Rocca. La disponibilità delle tre progettualità permette infatti di riprendere in mano un lavoro già svolto, valutando le soluzioni elaborate e partendo, come sottolineato da Ferranti, proprio dal progetto risultato primo classificato.
Il tema non è quindi soltanto quello della disponibilità di documentazione tecnica. La presenza dei tre progetti rappresenta un patrimonio di idee e di elaborazioni che la Provincia può mettere sul tavolo nel momento in cui si riaprirà concretamente il confronto sulla riqualificazione della Rocca.
La possibilità di partire dal progetto vincitore del concorso di idee consente inoltre di valorizzare un percorso già sottoposto a una selezione, senza escludere naturalmente la necessità di verificare l’attualità delle soluzioni proposte, la loro sostenibilità e la compatibilità con eventuali nuove esigenze di tutela e valorizzazione.
In questo senso, le parole di Ferranti delineano un'impostazione che guarda alla progettazione come a uno degli strumenti attraverso i quali accelerare il confronto sul futuro del bene. La Provincia, mettendo a disposizione le tre proposte, può infatti contribuire a riaprire una discussione sulla Rocca partendo da una base già esistente.
La prospettiva indicata dall’amministrazione non riguarda però singoli edifici considerati separatamente. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una rete di attrattori capace di unire il patrimonio architettonico con quello naturalistico e paesaggistico.
“Anche questo bene rimesso in funzione completerebbe uno scenario di grande pregio per lo sviluppo turistico mettendo a sistema siti di grande pregio paesaggistico come la Cascata, il lago e la Valnerina integrati con beni architettonici multifunzionali”.
È proprio il concetto di messa a sistema a rappresentare uno degli elementi centrali della prospettiva delineata da Ferranti. Piediluco, in questa visione, non dovrebbe essere valorizzato attraverso interventi isolati, ma attraverso una relazione più stretta tra il lago, il patrimonio ambientale, la vicinanza con la Cascata delle Marmore e il più ampio territorio della Valnerina.
Villalago e la Rocca Albornoziana potrebbero quindi diventare due componenti di una proposta più articolata, nella quale la qualità paesaggistica rappresenta il contesto e i beni storici costituiscono nuovi luoghi di cultura, eventi, turismo e aggregazione.
La partita che si apre, dunque, non riguarda esclusivamente il recupero fisico di edifici e complessi storici. Per la Provincia di Terni il tema è quello di trasformare il patrimonio esistente in una leva per rafforzare la capacità attrattiva dell’intero territorio.
Villalago, con il suo parco, il teatro all’aperto e la posizione affacciata sul lago, viene indicato come uno spazio potenzialmente destinato a ospitare spettacoli, convegni e cerimonie. La Rocca, allo stesso tempo, rappresenta un altro bene di proprietà provinciale sul quale l’amministrazione intende mantenere alta l’attenzione.
In questo quadro, la disponibilità dei tre progetti del concorso di idee assume un valore particolare. Non si tratta di un nuovo finanziamento annunciato, né di un nuovo progetto ancora da immaginare, ma della possibilità di rimettere a disposizione progettualità già elaborate, individuando nel progetto primo classificato un possibile punto di partenza.
Il percorso resta naturalmente da definire sotto il profilo delle risorse, delle procedure e delle successive scelte progettuali. Ma la posizione espressa da Ferranti chiarisce l’intenzione della Provincia: utilizzare tutto ciò che è già disponibile per non disperdere il lavoro svolto e mantenere aperta la prospettiva di un recupero della Rocca.
Il futuro di Piediluco passa così anche dalla capacità di collegare due dimensioni: da una parte la riqualificazione di Villalago, che entra in una nuova fase grazie all'intervento ministeriale; dall'altra la volontà di tornare a lavorare sulla Rocca Albornoziana, mettendo sul tavolo tre progetti già selezionati e partendo da quello arrivato al primo posto.
È su questa possibile continuità tra progettazione, recupero e valorizzazione che la Provincia intende costruire una parte della propria strategia per il territorio. Con un obiettivo più ampio: fare del patrimonio storico e paesaggistico di Piediluco non soltanto un elemento da conservare, ma una risorsa capace di contribuire alla crescita turistica, culturale ed economica dell’intera area.