Un cielo che diventa tela, il vento che si trasforma in spettacolo e una città che, ancora una volta, si conferma crocevia di tradizioni e creatività.
Ventomania 2026 ha celebrato i suoi 40 anni con un’edizione particolarmente ricca, capace di unire suggestione visiva, partecipazione popolare e respiro internazionale.
Tra i protagonisti anche gli Sbandieratori eugubini, che hanno portato nel cuore della manifestazione il fascino della tradizione medievale, affiancandosi allo spettacolo degli aquiloni con esibizioni che hanno impreziosito ulteriormente l’evento.
Il Parco del Teatro Romano si è trasformato per tre giorni in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove arte, cultura e divertimento si sono intrecciati in un’atmosfera unica.

La storia di Ventomania affonda le sue radici nel 1984, quando nacque la prima edizione, inizialmente informale, grazie all’intuizione dell’associazione Gubbio Fly in collaborazione con Cervia Volante.
Fin dall’inizio, il festival si distinse per la sua spontaneità e creatività, trasformando il cielo in uno spazio di espressione artistica accessibile a tutti.
Dal 1994, il testimone è passato all’Associazione Aquilonisti Eolo Gubbio, che ha saputo raccogliere e sviluppare quell’eredità, accompagnando Ventomania in un percorso di crescita costante.
“Custodire lo spirito originario e allo stesso tempo far crescere l’evento” è stata la chiave di un successo che dura da quattro decenni.
L’edizione 2026 ha confermato la vocazione internazionale della manifestazione. Sono state infatti 11 le delegazioni straniere presenti, provenienti da Polonia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Portogallo e Stati Uniti.
A queste si sono aggiunte 35 delegazioni italiane, arrivate da tutta la penisola, dal Trentino alla Sardegna.
Un mosaico di culture, tecniche e stili che ha trasformato il cielo di Gubbio in un linguaggio universale fatto di forme, colori e movimento.
Durante le tre giornate, il pubblico ha potuto assistere ai voli degli aquiloni artistici e giganti, vere e proprie opere d’arte sospese nel vento.
Ma Ventomania non è stato solo spettacolo visivo. Il programma ha offerto una vasta gamma di attività: dalla distribuzione di aquiloni per i più piccoli alla mostra fotografica Gas Gas Kite, fino alle esperienze gratuite in e-bike e ai suggestivi giardini del vento.
Non sono mancati momenti di musica, stand gastronomici e presentazioni di creazioni provenienti da tutto il mondo.
Un evento pensato per coinvolgere tutte le generazioni, in un equilibrio tra intrattenimento e cultura.

Tra gli elementi più apprezzati di questa edizione, la presenza degli Sbandieratori di Gubbio, simbolo identitario della città.
Le loro esibizioni hanno rappresentato un ponte tra passato e presente, inserendosi armoniosamente nel contesto di un festival contemporaneo e internazionale.
Le bandiere, che si sono alzate in volo accanto agli aquiloni, hanno creato un dialogo visivo potente: da una parte la leggerezza del vento, dall’altra la forza della tradizione.
Fondamentale, anche quest’anno, la collaborazione tra istituzioni e associazionismo.
L’assessore Carlotta Colaiacovo ha sottolineato il valore di questa sinergia: “Ventomania rappresenta un esempio straordinario di collaborazione tra Comune e mondo associativo, capace di dare vita a un evento che negli anni è cresciuto fino a diventare un appuntamento internazionale molto atteso”.
Sulla stessa linea il presidente dell’Associazione Eolo, Fabrizio Pierotti, che ha evidenziato il percorso compiuto: “Ogni anno organizziamo il Festival insieme al Comune di Gubbio, alla Regione Umbria e con il sostegno della Fondazione Perugia. Quest’anno siamo particolarmente felici perché abbiamo raggiunto il traguardo della 40ª edizione, e per questo ringraziamo anche Gubbio Fly da cui è nato tutto”.
Ventomania non è solo una celebrazione del passato, ma anche uno sguardo verso il futuro.
La capacità di rinnovarsi, di coinvolgere nuove generazioni e di mantenere viva una dimensione internazionale rappresenta la vera forza della manifestazione.
“Il vento cambia, ma la passione resta” potrebbe essere il motto non scritto di un evento che, a distanza di quarant’anni, continua a sorprendere.
E mentre gli aquiloni tornano a terra e le bandiere si abbassano, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre lo spettacolo: un momento di comunità, bellezza e condivisione che Gubbio, ancora una volta, ha saputo offrire al mondo.