06 Jan, 2026 - 20:00

Venite Adoremus, si è chiusa con l'arrivo dei Magi il presepe vivente di Gualdo Tadino

Venite Adoremus, si è chiusa con l'arrivo dei Magi il presepe vivente di Gualdo Tadino

Gualdo Tadino ha salutato le festività natalizie con un appuntamento che da sempre unisce fede, storia e altissima ricerca artistica. E' calato il sipario su "Venite Adoremus", il presepe vivente che ha saputo distinguersi nel panorama regionale per la sua straordinaria capacità di trasformare la rievocazione della Natività in un’opera d’arte dinamica. L’appuntamento conclusivo, segnato dal tradizionale arrivo dei Re Magi, si è concluso presso la suggestiva cornice degli orti dell’Istituto Bambin Gesù.

Organizzato con passione e rigore filologico dall’Associazione Culturale Capezza, l’evento non è una semplice rappresentazione sacra, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. Varcando la soglia degli orti, il visitatore viene proiettato nel cuore del XV secolo. L’atmosfera è resa magica dal bagliore delle fiaccole e dal crepitio dei fuochi, che illuminano un percorso curato nei minimi dettagli, dove i profumi del legno e della paglia si mescolano al freddo pungente della sera, restituendo uno spaccato di vita rinascimentale autentico e vibrante.

La particolarità che rende "Venite Adoremus" un unicum è la sua matrice pittorica. Ogni anno, i curatori scelgono un capolavoro del Rinascimento come guida estetica per scene, posture e costumi. Per questa edizione 2025/2026, l'ispirazione è giunta dalla celebre "Adorazione dei Magi" di Domenico Veneziano, capolavoro custodito presso la Gemäldegalerie di Berlino. La raffinatezza dei tessuti, la precisione dei tagli sartoriali e la disposizione dei figuranti ricalcano la luce e le proporzioni del maestro veneziano, offrendo ai presenti l'emozione di camminare all'interno di un dipinto del Quattrocento.

Un omaggio all'identità storica di Gualdo Tadino

La scelta del tema medievale-rinascimentale non è casuale, ma omaggia l’identità storica di Gualdo Tadino, intrecciando la devozione popolare con la grande eredità culturale del territorio. I costumi, realizzati con maestria artigianale, e la cura della scenografia negli orti dell’Istituto Bambin Gesù creano un contrasto armonico tra la semplicità del messaggio cristiano e lo sfarzo dell’arte quattrocentesca.

Con il passaggio dei Magi, si chiude oggi un decennale di successi per l'associazione Capezza, che ha saputo trasformare un evento cittadino in un punto di riferimento per gli amanti della storia dell'arte e delle tradizioni umbre. 

Il presepe vivente di Gualdo Tadino è giunto alla decima edizione

Il presepe vivente "Venite Adoremus" rappresenta uno degli appuntamenti più suggestivi e identitari di Gualdo Tadino, unendo in un unico evento fede, storia e altissima ricerca artistica. Giunto nel 2026 alla sua decima edizione, questo evento ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama delle rievocazioni natalizie umbre.

Le origini e l'Associazione Capezza

La storia della manifestazione è indissolubilmente legata all'Associazione Culturale "Capezza", che ne cura l'organizzazione con meticolosa dedizione. Sebbene le radici del presepe vivente gualdese affondino in tradizioni locali precedenti, la versione moderna "Venite Adoremus" ha trovato la sua fisionomia definitiva grazie all'impegno dei volontari dell'associazione, supportati dal patrocinio del Comune e della Regione Umbria. L'evento si svolge tradizionalmente negli orti dell'Istituto delle Suore del "Bambin Gesù", un luogo che per la sua conformazione naturale e storica offre la cornice ideale per un viaggio a ritroso nel tempo.

Un "presepe d'arte" Rinascimentale

Ciò che distingue "Venite Adoremus" da altre rappresentazioni simili è la sua profonda ispirazione pittorica. Ogni edizione è concepita come un "quadro vivente". Invece di limitarsi a una ricostruzione generica della Natività, gli organizzatori scelgono un capolavoro della storia dell'arte come riferimento estetico e scenografico.

  • L'edizione 2025/2026 è stata dedicata alla celebre "Adorazione dei Magi" di Domenico Veneziano, capolavoro del primo Rinascimento.
  • L'edizione precedente (2024/2025), che ha celebrato il decennale, ha reso omaggio al Perugino, portando in scena le atmosfere soffuse e le cromie tipiche del "Divin Pittore".

Il percorso si snoda tra antichi mestieri, scene di vita quotidiana e personaggi in costume d'epoca, culminando nella scena della Natività. La cura nei costumi, realizzati con tessuti pregiati che richiamano i modelli rinascimentali, ha  trasformato il centro storico di Gualdo Tadino in una pinacoteca a cielo aperto.

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Emanuele Giacometti
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