08 Apr, 2026 - 16:00

Usura in Umbria, la nuova emergenza silenziosa: colpiti impiegati e famiglie con 1.800 euro al mese

Usura in Umbria, la nuova emergenza silenziosa: colpiti impiegati e famiglie con 1.800 euro al mese

Non è la classica usura da film, quella con la pistola sul tavolo e il nucleo mafioso dietro l’angolo. È molto più silenziosa, molto più subdola, e sta divorando dall’interno la vita di impiegati pubblici, operai con la tredicesima ipotecata, famiglie che fino a ieri si consideravano “normali”. 

Fausto Cardella, presidente della Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura, lancia l’allarme senza mezzi termini: “Il fenomeno erode vite normali. Non parliamo di criminalità organizzata, ma di una illegalità quotidiana che colpisce chi ha un reddito tra 1.200 e 1.800 euro al mese”. Parole pesanti, pronunciate a margine della presentazione del premio di laurea bandito con l’Università degli Studi di Perugia e l’Università per Stranieri. Due borse da 500 euro per tesi triennali, magistrali e dottorati su usura e sovraindebitamento discusse nel 2025. Ma dietro l’iniziativa accademica si staglia un dato che dovrebbe far fermare chiunque: in Umbria ci sono 38 mila nuclei familiari in povertà relativa, con un indebitamento medio di 19.900 euro a nucleo.

L’identikit della nuova vittima: lavoratori regolari, stipendio fisso, nessuna “spia” sociale

Non è il disperato che bussa a uno strozzino di strada. È l’impiegato che deve pagare l’affitto, la bolletta del gas alle stelle, la rata della macchina rotta. È la famiglia che ha perso il lavoro secondario durante l’inflazione e ora si trova con il conto scoperto. Cardella, che guida la Fondazione da trent’anni, spiega senza giri di parole: “Fino ad ora non c’è un’usura di tipo mafioso in Umbria. Ma il rischio è reale per chi guadagna poco e spende tanto. Spesso il prestatore abusivo è un amico, un parente, un conoscente che offre un prestito ‘veloce’. Poi i tassi schizzano e la vita diventa un inferno”.

I numeri regionali disegnano un quadro preoccupante. Il reddito disponibile pro capite in Umbria si attesta intorno ai 22.500 euro, sotto la media nazionale. L’Istat, nei dati relativi al biennio 2024-2025, segnala un calo del rischio povertà ma un aumento della quota di nuclei a bassa intensità lavorativa, passata dal 5,1% al 6,5%. Tradotto: lavori precari, saltuari, che non bastano a coprire le spese correnti. E quando arriva l’emergenza - un dente da curare, la caldaia rotta, l’auto che non passa la revisione - la tentazione di accettare un prestito “amichevole” diventa fortissima. Perugia e Terni guidano la classifica dell’indebitamento familiare.

La Fondazione, nell’ultimo anno, ha erogato 120 mila euro di aiuti, di cui 57 mila solo nel ternano. Centinaia le famiglie sostenute. Ma Cardella sa che non basta: “Servono prevenzione ed educazione alla finanza sana. E bisogna rompere il muro di vergogna. Chi cade nell’usura spesso non denuncia perché ha paura di essere giudicato”.

Dalla ricerca alla prevenzione: il premio di laurea che guarda a psicologia e sociologia

Ecco perché il premio di laurea presentato ieri mattina al Rettorato dell’Università di Perugia non è una semplice borsa di studio. È un tentativo di costruire un argine culturale prima che economico. Due borse da 500 euro per tesi discusse nel 2025 (dal 1° gennaio al 31 dicembre), aperte non solo a giuristi ma anche a economisti, sociologi, psicologi. L’obiettivo: studiare l’usura e il sovraindebitamento da tutte le angolazioni possibili. Le domande scadono a fine ottobre.

Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università di Perugia, ha sottolineato con forza il ruolo dell’ateneo: “La ricerca deve illuminare ciò che resta nascosto. Usura e sovraindebitamento alimentano fragilità che troppo spesso restano nell’ombra”. E ha richiamato la Terza missione dell’università, quel legame necessario tra sapere accademico e comunità locale. Dall’altra parte Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri, ha applaudito l’apertura a discipline non giuridiche: “L’usura tocca la dignità delle persone, attraversa dinamiche sociali complesse. Promuovere legalità ed educazione finanziaria è un dovere civile”.

La commissione giudicatrice sarà composta da Cardella per la Fondazione, dalla professoressa Elena Stanghellini per UniPg e dal professor Francesco Duranti per UniStranieri. I fondi arrivano direttamente dal bilancio della Fondazione. Novità di quest’anno: l’inclusione dei dottorandi, per intercettare talenti freschi e idee innovative. “Vogliamo formare chi domani gestirà banche, associazioni o politiche pubbliche”, ha spiegato Cardella. Perché l’usura non si combatte solo con le denunce, ma anche con la consapevolezza. Un passo alla volta, partendo da chi ha uno stipendio da 1.500 euro e non sa più come arrivare a fine mese. La dignità, a volte, si salva così.

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Federico Zacaglioni
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