20 Jul, 2026 - 08:34

Università per Stranieri di Perugia, la protesta delle addette alle pulizie: "Da mesi senza stipendio", Filcams Cgil apre lo stato di agitazione

Università per Stranieri di Perugia, la protesta delle addette alle pulizie: "Da mesi senza stipendio", Filcams Cgil apre lo stato di agitazione

Cresce la tensione attorno all'appalto del servizio di pulizia dell'Università per Stranieri di Perugia. La Filcams Cgil di Perugia ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici impiegate dalla società Cps Evo Srl, denunciando il protrarsi dei ritardi nel pagamento degli stipendi e una serie di ulteriori criticità riguardanti l'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Secondo quanto riferisce l'organizzazione sindacale, le addette continuano da mesi a garantire regolarmente il servizio di pulizia e decoro degli spazi universitari, nonostante il mancato rispetto delle scadenze retributive. Una situazione che, secondo la Filcams Cgil, avrebbe ormai superato ogni limite di sostenibilità, incidendo pesantemente sulle condizioni economiche delle lavoratrici e delle loro famiglie.

Per questo motivo il sindacato ha deciso di avviare formalmente lo stato di agitazione, affiancandolo all'invio di una nuova diffida e di una messa in mora nei confronti dell'azienda appaltatrice e chiedendo, contestualmente, l'intervento dell'Università per Stranieri di Perugia affinché eserciti le proprie funzioni di vigilanza previste dalla normativa sugli appalti pubblici.

La denuncia del sindacato

Al centro della vertenza vi è il mancato pagamento delle retribuzioni relative al mese di maggio, che, secondo la Filcams Cgil, risultano ancora non corrisposte. Il sindacato evidenzia inoltre come episodi analoghi si siano già verificati nei mesi precedenti, delineando una situazione che non può più essere considerata occasionale. A fronte di tali ritardi, le lavoratrici avrebbero continuato a garantire con regolarità lo svolgimento delle proprie mansioni, assicurando il funzionamento di un servizio ritenuto essenziale per la vita dell'ateneo.

"Da mesi lavorano regolarmente per garantire la pulizia e il decoro degli spazi dell’Università per stranieri di Perugia, ma continuano a subire ritardi nel pagamento degli stipendi". Una condizione che, secondo la Filcams Cgil, rischia di compromettere la serenità economica di personale che ogni giorno contribuisce al regolare svolgimento delle attività universitarie.

"La situazione ha superato ogni limite"

A intervenire sulla vicenda è la segretaria della Filcams Cgil di Perugia, Alessandra Lecce, che sottolinea come la vertenza abbia ormai raggiunto un punto non più sostenibile.

"La situazione - ha dichiarato la segretaria Alessandra Lecce - ha ormai superato ogni limite di tollerabilità. Le retribuzioni del mese di maggio risultano ancora non corrisposte e i ritardi nei pagamenti si sono già verificati anche nei mesi precedenti, creando gravi difficoltà economiche a lavoratrici che, nonostante tutto, hanno continuato a garantire con responsabilità e professionalità un servizio essenziale per l’ateneo"

Secondo il sindacato, il protrarsi della situazione rappresenta una lesione dei diritti fondamentali delle lavoratrici, che continuano a svolgere regolarmente il proprio servizio senza ricevere nei tempi previsti il corrispettivo economico dovuto.

Diffida all'azienda e verifica sull'applicazione del contratto

Oltre alla questione degli stipendi arretrati, la Filcams Cgil riferisce di aver riscontrato ulteriori problematiche durante l'esame della documentazione relativa ai cedolini paga.

Per questo motivo il sindacato ha inviato una nuova diffida e una formale messa in mora alla società Cps Evo Srl, ricordando che il pagamento della retribuzione costituisce un obbligo inderogabile del datore di lavoro, tutelato dalla Costituzione, dal Codice civile e dal Contratto collettivo nazionale Multiservizi. Nel corso delle verifiche, spiega inoltre l'organizzazione sindacale, sarebbero emerse criticità relative all'applicazione del contratto di lavoro.

"Inoltre, nel corso delle verifiche effettuate sui cedolini paga - aggiunge l’organizzazione sindacale -, abbiamo segnalato ulteriori criticità riguardanti l’applicazione del contratto collettivo, tra cui anomalie negli inquadramenti, il mancato riconoscimento di alcuni istituti contrattuali e presunte omissioni relative agli obblighi previsti dal Ccnl, chiedendone l’immediata verifica e regolarizzazione". Secondo il sindacato, tali aspetti richiedono un'immediata verifica e, qualora accertati, una tempestiva regolarizzazione.

"Il rischio d'impresa non può essere scaricato sulle lavoratrici"

La Filcams Cgil evidenzia inoltre come le difficoltà economiche dichiarate dalla società e l'eventuale contenzioso in corso con la stazione appaltante non possano tradursi in un danno per il personale impiegato nell'appalto.

"Le difficoltà economiche dichiarate dall’azienda e il contenzioso con la stazione appaltante non possono ricadere sulle lavoratrici - sottolinea ancora Lecce -. Chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico non può diventare il soggetto sul quale scaricare il rischio d’impresa. Le lavoratrici hanno svolto il proprio lavoro e hanno diritto a ricevere integralmente e tempestivamente quanto loro spetta".

Per il sindacato il rispetto dei tempi di pagamento rappresenta un principio fondamentale nei rapporti di lavoro e costituisce un elemento essenziale anche per garantire la qualità e la continuità dei servizi affidati attraverso gli appalti pubblici.

Coinvolta anche l'Università per Stranieri

Parallelamente all'iniziativa nei confronti della società appaltatrice, la Filcams Cgil ha trasmesso la diffida anche all'Università per Stranieri di Perugia, nella sua veste di stazione appaltante.

L'organizzazione sindacale chiede all'ateneo di esercitare i poteri di controllo e vigilanza previsti dal Codice dei contratti pubblici, verificando il rispetto degli obblighi retributivi e la corretta esecuzione del servizio affidato in appalto.

Secondo il sindacato, il coinvolgimento della stazione appaltante rappresenta uno strumento previsto dalla normativa proprio per garantire la tutela dei lavoratori impiegati negli appalti pubblici e assicurare che gli obblighi contrattuali vengano rispettati.

Stato di agitazione fino alla soluzione della vertenza

La Filcams Cgil ha annunciato che lo stato di agitazione rimarrà aperto fino a quando tutte le lavoratrici non avranno ricevuto integralmente le retribuzioni maturate e non saranno fornite risposte concrete anche sulle ulteriori criticità segnalate in materia contrattuale.

L'obiettivo dichiarato è ottenere non solo il pagamento degli stipendi arretrati, ma anche il pieno rispetto delle condizioni previste dal contratto collettivo nazionale, a tutela della dignità professionale delle addette impiegate nel servizio.

"Le lavoratrici non possono continuare ad attendere - conclude Lecce -. Il rispetto dei contratti pubblici passa anche dal rispetto dei diritti di chi quei servizi li rende possibili ogni giorno. Continueremo a mettere in campo ogni iniziativa necessaria per tutelare le lavoratrici e garantire il pieno rispetto della legalità negli appalti pubblici".

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Francesco Mastrodicasa
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