L'8 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della donna. Una data simbolo in cui si impone anche una doverosa riflessione sulla tutela dei diritti delle donne e, più in generale, su una lunga serie di questioni di genere che ancora appaiono lontane dall'essere superate.
A ridosso di questa ricorrenza la Procura di Perugia ha voluto richiamare l'attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne in Umbria. Il procuratore Generale presso la Corte d'Appello del capoluogo, Sergio Sottani, con dati puntuali, ha fornito una chiara quanto allarmante e dolorosa fotografia di quella che ancora oggi "continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali e giudiziarie del Paese".
Dal cuore verde d'Italia emerge "un quadro di particolare gravità" scrive Sottani. Tre i femminicidi verificatisi in Umbria nel 2025: Eliza Feru, Laura Papadia e Stefania Terrosi, cui si è aggiunta la studentessa ternana Ilaria Sula, uccisa a Roma dall'ex fidanzato. Lo scorso anno sono stati 1.316 i procedimenti per reati rientranti nel cosiddetto 'Codice rosso', "di questi, in circa trecento casi le Procure hanno adottato idonee misure cautelari nell’immediatezza dei fatti" prosegue il procuratore.
Dal punto di vista territoriale, la Procura di Perugia ha registrato quasi 600 'Codici Rossi' "rendendo necessario un rafforzamento degli strumenti organizzativi e investigativi, tra cui un turno dedicato alle urgenze per garantire interventi tempestivi a tutela delle vittime".
Non è andata meglio a Terni e a Spoleto dove i casi di violenza "hanno fatto registrare un sensibile aumento" dove "a Terni sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni raggiungendo il numero di 380 nuovi procedimenti registrati, mentre a Spoleto, che ne ha registrati 350, si è reso necessario un incremento dell’organico dedicato, in considerazione della crescita dei procedimenti per violenza sessuale, atti persecutori e maltrattamenti".
Se è vero che le condotte di violenza contro le donne maturano nella stragrande maggioranza dei casi nel contesto delle relazioni affettive, è altrettanto vero che neanche giovani non ne sono immuni. Dove non arriva l'educazione, spesso arrivano i modelli sbagliati che la proliferazione dei social tende ad amplificare.
Sottani spiega che su questo fronte si è registrato "un aumento delle condotte violente nelle relazioni affettive tra adolescenti, spesso caratterizzate da dinamiche psicologiche e digitali". Situazioni complesse dove parallelamente all'intervento giudiziario invoca un "investimento in educazione emotiva e relazionale, considerata la specificità dei contesti e l’età dei soggetti coinvolti".
Nella relazione di Sottani non è mancato il riferimento alla realtà penitenziaria e alle donne ristrette. In Umbria esiste un'unica sezione femminile presso la casa circondariale di Capanne Perugia che ospita 73 donne su un totale di 501 reclusi presenti nella struttura. Dei 1.714 detenuti nei quattro istituti penitenziari umbri, le donne rappresentano circa il 14,5% della popolazione detenuta a livello regionale, "in linea con il dato nazionale in cui a fronte di 63.801 detenuti, quelle femminili sono 2.778".
"Sempre presso l’istituto di Capanne - prosegue il procuratore -, non sono attualmente presenti bambini nel reparto nido. La percentuale di popolazione femminile è in linea con il dato nazionale in cui a fronte di 63.801 detenuti, quelle femminili sono 2.778".
L'8 marzo, conclude Sottani, "non è soltanto un momento di celebrazione, ma anche un’occasione di consapevolezza e responsabilità collettiva". Se da un lato la repressione è necessaria, "la sola risposta penale, pur necessaria, non è sufficiente - evidenzia -: alla repressione devono affiancarsi politiche di prevenzione, formazione, sostegno alle vittime e un impegno culturale diffuso, affinché la tutela dei diritti delle donne diventi un patrimonio condiviso e concreto e finalmente attuato".