Una transizione strutturale, destinata a ridefinire il rapporto tra territorio, ambiente e sistema produttivo. L’Umbria avvia un percorso partecipativo con l’obiettivo di diventare una delle prime regioni italiane a dotarsi di una gestione del ciclo dei rifiuti interamente basata sui principi dell’economia circolare, riducendo progressivamente il ricorso alle discariche e incrementando il recupero di materia.
L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Donini dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, affiancato dalla presidente Stefania Proietti.
Il progetto regionale si inserisce in una fase di revisione complessiva del sistema, sostenuta dal disegno di legge sull’economia circolare e sulla gestione dei rifiuti, già pre-adottato dalla giunta. L’obiettivo è superare definitivamente una gestione frammentata e spesso emergenziale, per approdare a un modello integrato e programmato.
"L'Umbria finalmente esce dalla logica dell'emergenza - ha dichiarato ai microfoni dell'ANSA - ed entra in un percorso di sostenibilità che la porterà ad essere un modello nazionale nella gestione dei rifiuti". Parole che sintetizzano chiaramente la direzione politica dell’intervento: trasformare il ciclo dei rifiuti da ambito critico a leva strategica per lo sviluppo sostenibile, con ricadute non solo ambientali ma anche economiche e sociali.
Elemento qualificante del percorso è l’impostazione partecipativa. La Regione ha programmato sei incontri pubblici che si terranno tra il 29 aprile e il 15 maggio a Spoleto, Magione, Orvieto, Marsciano, Terni e San Giustino, con l’obiettivo di raccogliere contributi, osservazioni e proposte. "Senza alcun filtro incontreremo cittadini, amministrazioni, imprese e tutti i titolari di diritti e portatori di interesse che in questa partita potranno dire la loro" ha spiegato l'assessore.
Al centro della strategia regionale c’è un cambio di prospettiva: non più i rifiuti come scarto, ma come risorsa da reinserire nei cicli produttivi. Un’impostazione che riflette i principi dell’economia circolare e che punta a ridurre sprechi e impatti ambientali.
Il progetto mira a garantire – come sottolineato da De Luca – "sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale" affinché "la gestione del ciclo dei rifiuti da problema diventi risorsa per garantire prosperità e miglioramento della qualità ambientale del territorio".
Una visione che si traduce nella costruzione di un sistema capace di mettere in relazione gestione dei rifiuti, innovazione industriale e sviluppo economico, favorendo una crescente integrazione tra filiera ambientale e sistema produttivo.
A rafforzare il quadro strategico è intervenuta la presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha inquadrato il percorso in una prospettiva più ampia.
"Ci avviamo verso una nuova stagione, è riduttivo parlare di rifiuti, dobbiamo parlare di un nuovo modo di fare economia". Parole che sottolineano la portata culturale della trasformazione in atto, accompagnato da una dichiarazione di indirizzo politico: "la più ambientalista che ci sia mai stata da molti anni a oggi". E ancora, l’invito a una visione ambiziosa: “essere ambizioni per diventare i primi nell’economia circolare, primi apripista per portare tante altre regioni e province a farlo”.
Il piano regionale è sostenuto da target quantitativi definiti, costruiti a partire dai dati del 2024. L’obiettivo è ridurre significativamente il conferimento in discarica e aumentare il recupero dei materiali. Nel dettaglio, la Regione punta a:
Numeri che delineano un cambiamento significativo e che richiederanno un rafforzamento delle infrastrutture e delle politiche di gestione. “Vogliamo arrivare a fine legislatura dimezzando il flusso dei rifiuti conferiti nelle discariche”, ha detto in conclusione De Luca, escludendo al contempo ampliamenti degli impianti esistenti.
Tra gli strumenti individuati dalla Regione figura l’introduzione e il potenziamento della tariffa puntuale, considerata un meccanismo in grado di incentivare comportamenti virtuosi e rendere più equo il sistema di pagamento dei servizi.
Oltre a questo, il piano prevede un investimento sull’innovazione tecnologica dell’impiantistica, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei processi di trattamento e aumentare la capacità di recupero. La ricerca viene indicata come elemento centrale del nuovo modello, in una prospettiva che mira a rafforzare il ruolo dell’Umbria come territorio sperimentale per soluzioni avanzate nel campo dell’economia circolare.
Il percorso avviato dalla Regione si configura come un passaggio chiave per il futuro della gestione ambientale umbra. La combinazione tra pianificazione normativa, partecipazione pubblica e innovazione tecnologica rappresenta il perno su cui costruire il nuovo sistema.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare una simbiosi tra sistema produttivo e gestione dei rifiuti, riducendo l’impatto ambientale e al tempo stesso sostenendo la competitività economica del territorio.