28 Feb, 2025 - 20:00

Umbria, verso lo stop ai mezzi a motore nelle aree protette: ecco perché

Umbria, verso lo stop ai mezzi a motore nelle aree protette: ecco perché

Manca sempre meno allo stop definitivo alla circolazione dei veicoli a motore lungo le aree protette dell'Umbria: il provvedimento riguarderebbe i sentieri, le mulattiere, i viali parafuoco e le piste di esbosco e di servizio ai boschi e pascoli del "Cuore dell'Italia". La giunta regionale ha, di fatti, approvato le ulteriori modifiche, volute dall’assessore Simona Meloni, che ripristinano il divieto già contenuto nell’articolo 7 della legge regionale 28/2001, eliminato al termine della scorsa legislatura.

Simona Meloni: "Una modifica più che necessaria"

La Regione Umbria ci stava già lavorando visto che la rimozione del divieto, che aveva dato il via libera alla circolazione dei veicoli a motore - in particolare quelli a due ruote - nelle aree montane e rurali, aveva sollevato nei mesi passati una forte protesta da parte del mondo dell’associazionismo ambientalista, degli appassionati di trekking e dei cammini, ma anche di numerose amministrazioni locali.

Abbiamo approvato una modifica più che necessaria per diverse ragioni ma che vanno tutte nella stessa direzione: tutelare il bene più prezioso che ha l’Umbria, il suo patrimonio forestale e paesaggistico. Ora la modifica dovrà essere approvata dal Consiglio regionale prima di diventare effettiva”, spiega Simona Meloni, Assessore al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne, ai parchi e ai laghi, al turismo e allo sport.

La motivazione della decisione della Giunta arriva anche da un’esigenza normativa, dato che la modifica approvata dalla precedente amministrazione regionale non è risultata conforme alle previsioni europee in materia della conservazione della biodiversità. “Esiste l’importanza e l’urgenza di tutelare un patrimonio unico e irripetibile - ribadisce l'assessore Meloni - La nostra Umbria è riconosciuta a livello internazionale come Cuore Verde d’Italia, luogo unico dove le esperienze turistico-ricreative, spirituali e culturali trovano un’esaltazione grazie al contatto e l’immersione in spazi naturali di pregio assoluto”.

Inevitabile per non creare danni all'ambiente e al "Cuore dell'Italia"

Proprio Simona Meloni, nei mesi scorsi, aveva già espresso tutta la sua preoccupazione dopo la decisione della rimozione del divieto di accesso ai veicoli a motore lungo i sentieri e le mulattiere montane. L’emendamento, infatti, avrebbe avuto delle ripercussioni sul turismo lento e sostenibile dei cammini e messo a rischio la biodiversità del patrimonio forestale umbro.

Si avvia così alla chiusura una vicenda che avrebbe potuto arrecare danni all’ambiente, ma anche all’immagine della nostra regione - prosegue Meloni - Questo era un impegno che mi ero presa ancora prima di diventare assessora e d’ora in avanti la mia azione a tutela del nostro patrimonio naturale sarà ancora più forte e incisiva. Mi auguro che i tempi per l’approvazione da parte dell’Aula di Palazzo Cesaroni siano brevi”.

"Parallelamente - conclude l'assessore Meloni - intendo avviare un percorso di confronto con tutti i soggetti interessati a fruire degli spazi naturali al fine di valutare con attenzione le strade di montagna e le piste permanenti che è opportuno o meno tabellare. È infatti mia intenzione trovare il migliore equilibrio possibile fra le diverse modalità di godere delle bellezze uniche dell’Umbria”.

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Emanuele Landi
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