22 Mar, 2025 - 11:00

Umbria, a Spoleto arriva il "Telefono del vento": installazione per parlare con chi non c'è più

Umbria, a Spoleto arriva il "Telefono del vento": installazione per parlare con chi non c'è più

Il "Telefono del vento" arriva anche in Umbria. Sulla collina spoletina di Bazzano Inferiore è stata realizzata l'installazione pensata per dare voce a chi ha qualcosa da dire a una persona cara scomparsa.

Il primo caso nella regione umbra e il quinto in Italia di un'idea pensata in Giappone e già diffusa in altre parti del mondo. Il progetto è stato voluto fortemente dalla Fondazione Amen con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, 

Cos'è il Telefono del Vento?

Il "Telefono del vento" di Spoleto, come anticipato, è il primo nella Regione Umbra, ma il quinto in Italia essendo già presente in Toscana, Piemonte, Veneto, Lombardia. L'opera è una vecchia cabina telefonica collocata in un luogo tranquillo, dove è stato posizionato un telefono senza linea, simbolo di un ponte tra il visibile e l'invisibile. Sarà presente anche un libro in cui i visitatori possono lasciare messaggi e pensieri.

Il progetto ha vinto il bando, promosso lo scorso anno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, presieduta da Dario Pompili, e punta a coniugare introspezione e turismo esperienziale. La prima opera in Umbria del Telefono del vento sarà visitabile da tutti sulla collina spoletina di Bazzano Inferiore in via della Semina, 10. Il progetto, di ispirazione giapponese, è stato fortemente voluto da Stefano Andreini, presidente della Fondazione Amen con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto.

Presidente Fondazione Amen: "Il telefono ha anche una funzione sociale"

Stefano Andreini, presidente della Fondazione Amen, parlando ai microfoni dell'ANSA ha raccontato di come l'iniziativa sia nata da un'esperienza personale: "Quando avevo dieci anni mio nonno è morto improvvisamente. Sentivo il bisogno di dirgli qualcosa, ma non sapevo come. Così scrivevo lettere e le bruciavo, immaginando che in qualche modo gli arrivassero. Quando ho scoperto l'esistenza del Telefono del vento mi è tornato in mente quel bambino e ho voluto portare questa esperienza anche a Spoleto".

Luogo di raccoglimento e memoria ma il "Telefono del vento", per il presidente della Fondazione Amen, ha anche una funzione sociale: "Se qualcuno lasciasse un messaggio nel libro che esprime una richiesta d'aiuto, la nostra Fondazione è pronta ad accogliere quel bisogno. Collaboriamo con psicologi che offrono supporto gratuito, soprattutto per chi affronta un lutto o altre difficoltà emotive". "Se potessi tornare bambino e parlare di nuovo con mio nonno - conclude Andreini - gli chiederei se è soddisfatto di quello che sto facendo". 

Telefono del vento unisce turismo dell'esperienza, memoria personale ed introspezione emotiva

La Fondazione Amen, dopo aver vinto il bando promosso un anno fa dalla Fondazione Cassa di Risparmio presieduta da Dario Pompili, ha voluto puntare su un progetto di visione internazionale. L'opera unisce turismo dell’esperienza, memoria personale ed introspezione emotiva.

Il Telefono del vento, immerso in un ambiente pieno di quiete e riflessione, diventa un luogo di incontro tra chi è ancora vivo e chi è andato via. Il progetto, però, non vuole solo creare un ponte comunicativo con i propri cari defunti ma anche dare la possibilità al visitatore di crearsi uno spazio di raccogliemento per la propria intimità. Il "Telefono del vento" ha, quindi, un valore terapeutico da provare al di là della "semplice" esperienza turistica.

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Emanuele Landi
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