07 Apr, 2026 - 17:30

Sanità in Umbria, l’associazione Luca Coscioni denuncia ritardi e opacità nelle liste d’attesa: “Dati incompleti e cittadini senza tutele”

Sanità in Umbria, l’associazione Luca Coscioni denuncia ritardi e opacità nelle liste d’attesa: “Dati incompleti e cittadini senza tutele”

Liste di attesa ancora troppo lunghe, dati poco chiari e cittadini spesso lasciati senza strumenti concreti per far valere i propri diritti. Alla vigilia della Giornata mondiale della salute, l’associazione Luca Coscioni rilancia anche in Umbria la propria campagna per il rispetto dei tempi previsti dalla legge nelle prenotazioni sanitarie, chiedendo maggiore trasparenza e interventi immediati da parte della Regione.

Al centro della denuncia c’è la piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da Agenas, attiva dal giugno 2025 e nata con l’obiettivo di monitorare i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie. Secondo l’associazione, però, i dati disponibili sarebbero ancora incompleti, difficili da leggere e incapaci di restituire un quadro realmente utile ai cittadini.

La denuncia: “Dati limitati, cumulativi e poco significativi”

Secondo l’analisi dell’associazione Luca Coscioni, la piattaforma nazionale non consentirebbe di distinguere in modo chiaro i dati tra Regioni, aziende sanitarie e singole strutture ospedaliere. Un limite che renderebbe difficile comprendere dove si concentrino realmente i ritardi e quali territori risultino più in difficoltà.

"La piattaforma, attiva dal giugno 2025, fornisce dati limitati, cumulativi e poco significativi, senza distinzione tra Regioni, aziende sanitarie o strutture. Le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni sono incomplete e spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, e percentuali e valori assoluti non sempre coincidono, rendendo impossibile valutare correttamente il rispetto dei tempi previsti dalla legge".

Una criticità che, secondo l’associazione, rischia di trasformare la trasparenza in un esercizio solo apparente, lasciando cittadini e pazienti senza la possibilità di capire se il proprio territorio stia rispettando oppure no i limiti fissati dalla normativa nazionale.

I numeri: visite ed esami oltre i tempi di legge

I dati elaborati dall’associazione mostrano un quadro definito “preoccupante” sul fronte delle liste di attesa. Tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi di legge si sarebbe fermato al 41,9% per gli esami diagnostici e al 35,8% per le visite specialistiche

Di conseguenza, le violazioni dei tempi massimi previsti avrebbero riguardato il 58,1% degli esami e addirittura il 64,2% delle visite. Ancora più significativo il dato complessivo: considerando insieme tutte le prenotazioni, solo il 39,9% dei cittadini avrebbe ricevuto la prestazione sanitaria entro i limiti stabiliti dalla legge. Numeri che, secondo l’associazione, confermano una situazione strutturale di difficoltà e che rischiano di alimentare ulteriormente il ricorso alla sanità privata da parte di chi può permetterselo.

“Oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa”

Basandosi sui dati diffusi, l’associazione parla di "Oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure". Una fotografia che mette in luce non soltanto il problema organizzativo, ma anche le ricadute sociali ed economiche delle liste di attesa. Per molti cittadini, infatti, il ritardo di una visita specialistica o di un esame diagnostico può tradursi in un peggioramento delle condizioni di salute, in costi aggiuntivi o nella rinuncia stessa alle cure.

A chiedere un intervento diretto da parte delle istituzioni sono Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, e Marcello Crivellini, docente di analisi e organizzazione di sistemi sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’associazione.

"Chiediamo al Ministro della Salute e a tutti i presidenti di regione di controllare e intervenire con misure adeguate sul proprio territorio, anche di tipo sanzionatorio rispetto a situazioni in violazione di legge, nonché di attivarsi immediatamente per fornire e rendere pubblici per i cittadini i dati mancanti sulla piattaforma".

Le richieste alla Regione Umbria

L’associazione avanza richieste precise anche nei confronti della Regione Umbria. Tra le priorità indicate ci sono la pubblicazione di dati completi e dettagliati, suddivisi per Asl, struttura sanitaria e tipologia di prestazione, così da rendere immediatamente comprensibile dove si accumulano i ritardi. Altro punto ritenuto fondamentale è l’effettiva applicazione del cosiddetto “percorso di tutela”, cioè lo strumento previsto dalla normativa che consente al cittadino di ottenere comunque la prestazione entro i tempi massimi fissati dalla legge.

"La piena trasparenza dei dati, disaggregati per ASL, struttura e tipologia di prestazione, l’effettiva applicazione del percorso di tutela, che garantisca la prestazione nei tempi massimi previsti dalla legge e l’adozione di un piano operativo straordinario per ridurre i ritardi, con priorità alle prestazioni più critiche, come richiesto anche dalla mozione parlamentare del 1 aprile 2026".

Secondo l’associazione, serve inoltre un piano straordinario per ridurre le attese, intervenendo in modo prioritario sulle prestazioni più urgenti e più richieste.

Cos’è il percorso di tutela e come funziona

Per aiutare i cittadini a far valere i propri diritti, l’associazione Luca Coscioni ricorda che esiste già uno strumento previsto dalla legge. Si tratta del percorso di tutela, che può essere attivato quando una visita o un esame non vengono garantiti entro i tempi previsti dalla classe di priorità indicata nella prescrizione medica. In questi casi, il cittadino può chiedere che la prestazione venga eseguita in regime di intramoenia oppure presso un’altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket.

L’associazione ha messo a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile che consente di avviare la procedura. La richiesta deve essere indirizzata ai responsabili della struttura sanitaria, allegando la prescrizione medica, la prenotazione con la data assegnata oltre i limiti di legge e la documentazione personale.

L’obiettivo è evitare che il paziente debba sostenere privatamente il costo della prestazione o, peggio ancora, rinunciare alle cure.

L’invito ai cittadini: segnalare ritardi e inadempienze

L’associazione invita inoltre tutti i cittadini umbri che abbiano incontrato difficoltà nelle prenotazioni o ritardi eccessivi a segnalare i singoli casi. Le comunicazioni possono essere inviate all’indirizzo info@associazionelucacoscioni.it, così da permettere all’associazione di raccogliere dati, valutare eventuali azioni legali e costruire iniziative di tutela collettiva.

Il messaggio lanciato nel giorno della Giornata mondiale della salute è chiaro: la questione delle liste di attesa non riguarda soltanto l’organizzazione del sistema sanitario, ma il diritto stesso dei cittadini a ricevere cure in tempi adeguati.

In Umbria, come nel resto del Paese, il tema continua a rappresentare uno dei nodi più delicati della sanità pubblica. E proprio per questo, secondo l’associazione Luca Coscioni, servono risposte rapide, dati chiari e strumenti concreti per impedire che la distanza tra il diritto alle cure e la possibilità reale di ottenerle continui ad allargarsi.

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Francesco Mastrodicasa
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