28 Mar, 2026 - 10:15

Umbria, nodo sanità nel Patto di maggioranza: Italia Viva chiede un assessore esclusivo per il nuovo piano sanitario

Umbria, nodo sanità nel Patto di maggioranza: Italia Viva chiede un assessore esclusivo per il nuovo piano sanitario

Non solo una richiesta organizzativa, ma un passaggio politico ritenuto decisivo per il futuro della sanità umbra. Dal fronte riformista del centrosinistra arriva una richiesta chiara: nominare un assessore regionale alla sanità con impegno esclusivo, capace di presidiare con continuità e visione uno dei settori più complessi e strategici dell’azione amministrativa.

A riportare il tema al centro del confronto è il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Nicola Preiti, che riapre il dibattito all’interno del Patto per l’Umbria - sede di coordinamento della maggioranza - sollecitando un cambio di passo nella governance del comparto. Un’esigenza che si inserisce nella fase decisiva di definizione del nuovo Piano sanitario regionale, destinato a ridisegnare assetti, priorità e prospettive del sistema sanitario umbro.

Secondo i riformisti, la sanità regionale necessita oggi di una guida politica esclusiva, capace di concentrarsi pienamente su un settore che assorbe risorse, competenze e aspettative crescenti da parte dei cittadini.

Preiti riconosce come, nella fase iniziale della legislatura, la scelta della presidente della Regione di mantenere la delega alla sanità abbia rappresentato un atto di responsabilità politica, utile a garantire continuità e presidio diretto dopo il confronto elettorale. Tuttavia, sottolinea come questa fase debba ora evolvere.

"Attualmente il PSSR è in via di definizione e su di esso si gioca il futuro della sanità in Umbria. Ma bisogna stringere i tempi. La definitiva adozione del piano richiede un iter concertativo e partecipativo complesso e faticoso, fatto di incontri, confronti e approfondimenti con tutti gli stakeholder della regione: istituzionali, sociali, professionali, enti locali. Un percorso non formale, ma che auspichiamo di reale apertura per costruire insieme il prodotto migliore per l’Umbria. E, una volta approvato, sarà sostanzialmente un documento”.

Il nodo del Piano sanitario: un ritardo lungo 15 anni

Al centro del dibattito c’è infatti il Piano sanitario e sociale regionale (PSSR), documento strategico che manca in Umbria da quasi quindici anni e che oggi rappresenta uno snodo fondamentale per ridefinire l’assetto del sistema sanitario. 

Un ritardo significativo che, secondo i riformisti, impone un’accelerazione decisa. Il piano non è infatti solo uno strumento programmatorio, ma una vera e propria architettura di sistema, destinata a incidere su organizzazione dei servizi, gestione delle risorse, equilibrio territoriale e qualità dell’assistenza. La sua approvazione richiede un percorso complesso, fatto di concertazione con una pluralità di soggetti: istituzioni, professionisti sanitari, enti locali e rappresentanze sociali. Proprio per questo, viene ritenuta necessaria una figura politica dedicata, che segua meticolosamente ogni fase del processo.

Efficienza, PNRR e liste d’attesa: le priorità

La richiesta di un assessore a tempo pieno si lega anche a obiettivi concreti e immediati. Tra questi, il miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario regionale, la piena attuazione degli interventi legati al PNRR e la riduzione delle liste d’attesa.

"Per tutto ciò riteniamo necessaria e urgente la nomina di un assessore regionale dedicato alla sanità con impegno esclusivo. Questa figura, che in Umbria c’è sempre stata, rafforza la sanità, ottimizza il funzionamento dell’assessorato, con un ruolo politico ben distinto da quello tecnico, ed inoltre esenta la Presidente dalle polemiche quotidiane e le restituisce uno spazio di mediazione e decisionale al più autorevole livello politico”.

In questa prospettiva, il rafforzamento dell’assessorato non viene visto solo come una scelta organizzativa, ma come uno strumento per rendere più efficace l’azione amministrativa e più chiara la distinzione tra indirizzo politico e gestione tecnica.

La cornice normativa: possibile ampliamento della giunta

Sul piano operativo, i riformisti indicano anche una possibile soluzione per introdurre questa figura senza alterare gli equilibri politici esistenti. Il riferimento è alla legge nazionale n. 122 dell’8 agosto 2025, che consente alle Regioni con popolazione inferiore al milione di abitanti di nominare fino a due assessori aggiuntivi.

Una possibilità che, tuttavia, richiede un passaggio formale: la modifica dello Statuto regionale da parte del Consiglio. Un iter che, se avviato, potrebbe aprire a una ridefinizione dell’assetto della giunta senza incidere sugli equilibri tra le forze politiche della maggioranza.

Confronto interno su assetti e tempi delle riforme

La proposta si colloca all’interno di un quadro politico articolato, che vede il confronto tra le diverse componenti della maggioranza regionale su uno dei dossier più sensibili della legislatura. La sanità, per la sua natura trasversale e per l’impatto diretto sulla vita dei cittadini, si conferma infatti terreno centrale di discussione e indirizzo politico.

La richiesta dei riformisti punta a rilanciare il dibattito non solo sulla governance, ma anche sulle priorità di intervento e sui tempi di attuazione delle riforme. Un confronto che si preannuncia centrale nelle prossime settimane, anche alla luce delle aspettative dei cittadini e delle sfide legate alla sostenibilità del sistema sanitario.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE