24 Aug, 2026 - 20:30

Ambiente, in Umbria nasce il Nucleo P.U.M.A.: droni e sensori avanzati per la tutela del territorio

Ambiente, in Umbria nasce il Nucleo P.U.M.A.: droni e sensori avanzati per la tutela del territorio

L’occhio dell’innovazione tecnologica si alza sui cieli dell'Umbria per sorvegliare, prevenire e proteggere l'ecosistema. La Giunta regionale ha dato il via libera all'istituzione del Nucleo P.U.M.A. (Piattaforma Umbra per il Monitoraggio Ambientale), una task force operativa che sfrutterà droni e sensori avanzati per il monitoraggio del territorio umbro ad alta tecnologia. Si tratta di un'operazione congiunta volta a rivoluzionare l'approccio alle criticità ecologiche e geologiche della regione. “Passo decisivo verso una gestione moderna, digitale e sostenibile di supporto ai Comuni nelle attività di controllo”, ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, delineando i contorni di un'iniziativa che mira a mappare e difendere il patrimonio naturale con precisione chirurgica.

L’alleanza strategica tra Regione e ARPA: ottimizzazione e lotta agli sprechi

Il progetto approvato dall'esecutivo regionale nasce con un duplice obiettivo: innalzare gli standard di sicurezza ambientale e razionalizzare le spese pubbliche. Lo schema di accordo di collaborazione, siglato ai sensi della legge 241/1990 e con una validità di sei anni, mette a sistema le competenze tecniche e le dotazioni strumentali già in possesso della Regione Umbria e di ARPA Umbria. Si tratta di una convergenza istituzionale volta a eliminare la duplicazione dei costi, accentrando le operazioni in un unico polo di eccellenza. L'impiego sistematico di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR) e di tecnologie geomatiche di ultima generazione permetterà di superare i limiti fisiologici dei tradizionali sopralluoghi a terra, garantendo ispezioni veloci, sicure e una mappatura costantemente aggiornata dei siti più sensibili.

Discariche, frane e cave: i teatri operativi del nuovo monitoraggio aereo

L'orizzonte d'azione della nuova piattaforma copre i settori più critici e vulnerabili del paesaggio regionale. Il Nucleo P.U.M.A. opererà attivamente su fronti complessi come il monitoraggio delle discariche, la sorveglianza delle aree industriali e il controllo puntuale dei siti contaminati. I droni, affiancati dall'uso di laser scanner e georadar, permetteranno rilievi cartografici millimetrici e il controllo volumetrico delle attività estrattive, vigilando su cave e miniere per prevenire e sanzionare eventuali abusi. L'alta tecnologia si rivelerà fondamentale anche nella prevenzione del rischio idrogeologico, nel controllo delle frane e nella tutela delle aree naturali protette. La flotta iniziale, manovrata esclusivamente da piloti abilitati ENAC/EASA, comprende macchine di fascia professionale come i DJI Mavic 3 Enterprise e Mini 4 Pro, oltre a stazioni totali, antenne GPS e software per l'elaborazione GIS.

Un nuovo modello di resilienza territoriale grazie ai dati

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L'iniziativa, sostenuta da un impegno economico minimo di 10 mila euro annui per ente volto a garantire il costante aggiornamento dei mezzi, si inserisce nel solco degli obiettivi del DEFR 2026-2028. Il direttore generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli, ha chiarito il ruolo dell'agenzia: “Il Nucleo P.U.M.A. ci consente di integrare competenze tecniche, strumenti di rilievo e capacità di elaborazione dei dati al servizio delle attività di monitoraggio e controllo ambientale”.

Morelli ha inoltre evidenziato come queste dotazioni saranno essenziali per supportare la Protezione Civile nelle situazioni di emergenza. L'assessore Thomas De Luca ha ribadito l'importanza dei dati acquisiti per garantire “una maggiore resilienza ai rischi ambientali e una tutela più efficace per i cittadini e per l'ambiente umbro”. A margine, lo stesso De Luca ha voluto rivolgere un ringraziamento ufficiale all'ingegnere capo della Polizia Mineraria della Regione Umbria, Simone Padella, responsabile della sezione Risorse Minerarie e Vigilanza, figura centrale nella strutturazione operativa del nuovo nucleo.

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Federico Zacaglioni
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