Entra nella fase operativa in Umbria il progetto per la realizzazione di un hospice pediatrico dedicato alle cure palliative, con l’avvio delle prime verifiche su alcune strutture sanitarie territoriali individuate come possibili sedi del futuro centro.
Un passaggio che segna l’evoluzione dell’iniziativa da indirizzo programmatico a percorso concreto, inserito all’interno della pianificazione sanitaria regionale e ora orientato alla definizione degli aspetti tecnici e strutturali.
A imprimere un’accelerazione al progetto è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha ribadito la volontà di procedere nel corso dell’ultima sessione del ciclo di incontri “Per Francesco sorella è la morte”, ospitato a Santa Maria degli Angeli nell’ambito delle celebrazioni per la venerazione delle spoglie mortali di San Francesco. Un contesto istituzionale e simbolico che ha offerto l’occasione per rilanciare un’iniziativa dal forte valore sanitario e sociale, in cui il tema delle cure palliative pediatriche si lega a quello dell’accompagnamento, della dignità e della qualità della vita.
Il progetto dell’hospice pediatrico è stato formalmente inserito al punto sette della legge regionale n. 1 del 2026 dedicata all’Ottavo centenario della morte di San Francesco. Il provvedimento, consegnato dalla presidente Proietti al Sacro Convento di Assisi nel mese di febbraio, rappresenta lo strumento di riferimento per le iniziative che accompagneranno le celebrazioni francescane in Umbria.
La realizzazione dell’hospice pediatrico oncologico assume un valore strategico e simbolico, configurandosi come una delle azioni più rilevanti previste dall’atto. Non si tratta soltanto di un intervento sanitario, ma di una scelta che richiama i valori di prossimità, cura e attenzione verso i più fragili, propri della tradizione francescana.
Nel delineare gli obiettivi della struttura, la presidente Proietti ha ribadito con chiarezza l’impostazione del progetto: "L’obiettivo della struttura inserita nella legge regionale è dare vita a un centro di eccellenza per le cure palliative. La nuova realtà è concepita per sostenere bambini e famiglie attraverso un’organizzazione capace di valorizzare le reti territoriali e ospedaliere umbre”. Un modello che punta sull’integrazione tra ospedale e territorio, con una rete di servizi in grado di garantire continuità assistenziale e presa in carico globale del paziente pediatrico. L’hospice, in questa prospettiva, non sarà un’entità isolata, ma un nodo qualificato all’interno del sistema sanitario regionale.
Proietti ha inoltre evidenziato che si tratta di un intervento “organico, coerente con le strategie regionali già in atto e sostenibile dal punto di vista finanziario”. Parole che rafforzano la credibilità del progetto, inserendolo in una pianificazione sanitaria già orientata verso modelli integrati e sostenibili.
La fase attuale del progetto prevede l’analisi e la valutazione di alcune strutture ospedaliere territoriali, tra cui quella di Assisi, individuate come possibili sedi per la realizzazione del centro. Si tratta di un passaggio tecnico cruciale, che coinvolge studi architettonici e progettazioni comparative finalizzate a individuare le soluzioni più idonee.
L’obiettivo è quello di creare ambienti di cura che siano al tempo stesso funzionali, accoglienti e sostenibili, in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. La qualità degli spazi, infatti, rappresenta un elemento essenziale nella definizione di un hospice pediatrico, dove la dimensione umana e relazionale assume un peso determinante.
A entrare nel dettaglio del modello organizzativo è stato il direttore generale di Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, che ha illustrato l’impostazione operativa della futura struttura: si punta a realizzare un “presidio territoriale che, ristrutturato in una sua parte, potrebbe garantire percorsi integrati e multidisciplinari, assicurando i livelli essenziali di assistenza (Lea) attraverso un approccio che abbraccia il supporto psicologico, la dimensione spirituale, gli aspetti etici e la facilitazione logistica, prevedendo attività che spaziano dalla cura alla formazione dei caregiver, fino alla reperibilità specialistica 24 ore su 24 per i casi ad alta complessità”.
Un modello avanzato, dunque, che supera la sola dimensione clinica per abbracciare un concetto più ampio di cura, fondato sulla presa in carico globale della persona. La presenza di équipe multidisciplinari, il supporto alle famiglie e la continuità assistenziale rappresentano i pilastri di un sistema pensato per affrontare situazioni ad alta complessità.
Un ulteriore elemento qualificante del progetto riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni nella fase progettuale. Come sottolineato dallo stesso Ciotti, “per la realizzazione del progetto di restyling delle realtà esistenti sarà dato spazio ai giovani talenti attraverso l’istituzione di una borsa di studio per incentivare le proposte di futuri professionisti che potranno costruire una casa per chi non può stare a casa”.
Una scelta che introduce una dimensione culturale e formativa all’interno del progetto, promuovendo l’innovazione e valorizzando competenze emergenti nella progettazione degli spazi di cura. L’hospice pediatrico viene così concepito anche come luogo simbolico, capace di coniugare tecnica, sensibilità e visione.
Il progetto prevede una distribuzione complessa che coinvolge le due aziende sanitarie umbre, Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, e le due province, in un’ottica di equità territoriale e accessibilità dei servizi. L’obiettivo è costruire una rete capillare, in grado di rispondere in maniera efficace ai bisogni delle famiglie su tutto il territorio regionale.
Questa impostazione consente di evitare concentrazioni eccessive e di garantire una presa in carico diffusa, valorizzando le risorse già presenti e integrandole in un sistema coordinato.
La realizzazione dell’hospice pediatrico rappresenta per l’Umbria un passaggio significativo non solo sul piano sanitario, ma anche su quello sociale e culturale. Il progetto si configura come una risposta concreta a un bisogno complesso, che richiede competenze, sensibilità e una visione capace di mettere al centro la persona.
Nel segno della tradizione francescana e dentro una strategia sanitaria orientata all’integrazione, l’Umbria si prepara così a dotarsi di uno strumento fondamentale per l’accompagnamento dei bambini e delle loro famiglie. Un percorso che, partendo dalla fase di verifica e progettazione, punta a tradursi in una realtà capace di incidere profondamente sulla qualità dell’assistenza e sulla dignità della cura.