Un improvviso tremore ha scosso il primo pomeriggio della Valle Umbra. Alle ore 13.20 di oggi, mercoledì 22 luglio, i sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato un terremoto di magnitudo 3.0, scossa che era stata preceduta da un'altra alla 12.40 di magnitudo 2.1 con epicentro Sellano (provincia Perugia). L'epicentro è stato localizzato a soli 5 chilometri a sud-ovest di Campello sul Clitunno, con un ipocentro molto superficiale, individuato a una profondità di appena 7 chilometri. La scarsa profondità dell'evento ha amplificato la percezione del movimento tellurico sul territorio. Il sisma è stato infatti avvertito in modo distinto e netto dalla popolazione di un’ampia area della provincia di Perugia. Le segnalazioni principali sono giunte dai residenti di Campello sul Clitunno, Spoleto, Trevi e Foligno, oltre che da diverse frazioni limitrofe, dove molti cittadini hanno riferito un sobbalzo breve ma intenso.
Nel giro di pochi minuti sono scattati i protocolli di monitoraggio. Attraverso la piattaforma online "Hai sentito il terremoto", gestita dall'INGV, sono stati raccolti rapidamente 62 questionari inviati da 20 comuni differenti. I dati macroseismici elaborati dagli esperti collocano l'intensità dell'evento tra il II e il III grado della scala Mercalli. Si tratta di valori che indicano una percezione diffusa all'interno delle abitazioni, ma fortunatamente priva di forza distruttiva.
La Protezione Civile e le autorità locali hanno avviato immediatamente le verifiche di rito. I controlli sul territorio hanno dato esito negativo: non si registrano danni a cose o strutture storiche, né si segnalano feriti o richieste di soccorso ai Vigili del Fuoco. L’Appennino umbro si conferma un territorio dalla sismicità storicamente elevata. Quest'ultimo evento si inserisce in un quadro di frequente ma lieve attività geologica, costantemente sotto la lente d'ingrandimento e il monitoraggio degli scienziati dell'INGV.
La differenza fondamentale tra la scala Richter e la scala Mercalli risiede nel parametro di misurazione del terremoto: la prima calcola l'energia sprigionata, mentre la seconda ne valuta gli effetti visibili sul territorio.
La scala Richter (Magnitudo)
La scala Richter misura la magnitudo del sisma. Attraverso l'uso di precisi sismografi, calcola in modo oggettivo l'ampiezza delle onde sismiche e la quantità di energia rilasciata all'ipocentro. Trattandosi di una scala logaritmica, ogni incremento di un'unità (es. da magnitudo 4 a 5) corrisponde a un aumento di circa 30 volte dell'energia emessa. Essendo una grandezza puramente fisica, ogni terremoto possiede un unico valore di magnitudo. Questa misurazione strumentale non dipende dalla posizione geografica del sismografo né dalla presenza di centri abitati nelle vicinanze.
La scala Mercalli (Intensità)
Al contrario, la scala Mercalli (oggi applicata principalmente come scala MCS) determina l'intensità in base ai danni causati a persone, manufatti e ambiente. Si divide in 12 gradi espressi in numeri romani, che vanno dal grado I (scossa non avvertita) fino al grado XII (catastrofe e distruzione totale). Poiché si basa sull'osservazione degli effetti macroscopici, lo stesso sisma registra diversi gradi Mercalli a seconda del luogo. L'intensità decresce allontanandosi dall'epicentro e dipende fortemente dalla qualità costruttiva degli edifici e dalla geologia del terreno locale. Un terremoto violentissimo in un deserto disabitato avrà una magnitudo Richter molto elevata, ma un grado Mercalli pari a zero per la totale assenza di strutture e testimoni.
Confronto Diretto