12 Jun, 2026 - 18:30

Indagine Unicef sui lavoratori minorenni: Umbria terza in Italia per tasso di crescita

Indagine Unicef sui lavoratori minorenni: Umbria terza in Italia per tasso di crescita

L'11 giugno ricorre la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. In questa occasione Unicef Italia ha presentato il quarto rapporto dedicato al lavoro minorile nel Paese. 'Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro', questo il titolo del report, è riuscito a restituire una fotografia puntuale incrociando ed elaborando le informazioni provenienti da database pubblici dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) e dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).

Ne è emerso come nel nostro Paese negli ultimi sei anni (2020-2025) il numero di lavoratori fra i 15 e i 17 anni sia più che raddoppiato passando da 35.505 a 81.565. In Umbria tra 2024 e il 2025 la cifra dei lavoratori dipendenti e indipendenti minorenni in quella fascia d'età è aumentata del 6%, da 984 a 1.043, il terzo tasso di crescita più alto a livello nazionale. 

Lavora il 4,25% dei ragazzi e delle ragazze dell'Umbria 

A fronte di una percentuale di crescita importante, l'analisi mostra come nel cuore verde d'Italia ragazzi e ragazze che lavorano rappresentino il 4,25% del totale. Su una popolazione di 24.520, a lavorare sono in 1.043, un dato che si colloca fra i più bassi d'Italia.

Giovani lavoratori e lavoratrici che vanno anche incontro ad infortuni. Sul fronte degli incidenti sul lavoro, tra il 2020 e il 2024, le denunce in Umbria sono state 1.231 in totale, l'1,74% delle quali ha riguardato ragazze e ragazze, collocando la regione nella parte medio-bassa della rilevazione. Fortunatamente non si è registrato nessun infortunio mortale.

Dipendenti e lavoratori agricoli: i giovanissimi lavorano in questi settori

Ma dove lavorano i giovanissimi in Italia? Secondo l'indagine, due sono i settori in cui i lavoratori minorenni sono principalmente impiegati: il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo. In particolare, a mostrare gli incrementi maggiori sono stati i dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici), i collaboratori e i professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli.

Le regioni che impiegano più lavoratori minorenni

Rispetto alla distribuzione geografica sono tre le regioni italiane dove risultano i numeri più elevati di lavoratori entro i 19 anni. Al vertice c'è la Lombardia con 60.501 occupati, seguita da Veneto (39.138), Emilia Romagna (34.202), Lazio (29.651) e Puglia (25.625).

Crescono leretribuzioni dei lavoratori al di sotto dei 19 anni ma il gender gap non molla

Sul fronte delle retribuzioni nel quinquennio esaminato è emerso un incremento generale anche se emergono delle chiare criticità di genere. I lavoratori entro i 19 anni di sesso maschile guadagnavano in media 300 euro a settimana nel 2019 passati a 335 nel 2024. Per le lavoratrici al di sotto dei 19 anni, dopo aver fatto registrare un calo del -3,3% nel 2019, la retribuzione media settimanale è passata da 238 a 267 nel 2024. Dati che mostrano come anche nel lavoro minorile il gender gap sia evidente, un fenomeno che ancora una volta attesta i redditi maschili superiori a quelli femminili.

Dove si sono verificati più infortuni sul lavoro

330.890 le denunce di infortunio presentate all'Inail da lavoratori minorenni tra 2020 e 2024. Se in Umbria il tasso di incidenti sul lavoro per questa fascia d'età è fortunatamente basso, in altre regioni la realtà è ben diversa. Nel quinquennio 2020-2024 in Lombardia il 22,76% delle denunce totali proveniva da lavoratori e lavoratrici tra 15 e 17 anni; in seconda posizione si è attestata l'Emilia-Romagna con 11,62%, in terza il Veneto all'11,58% e a seguire Piemonte (9,13%) e Toscana (5,85%), che insieme rappresentano il 60,93% del dato nazionale. Dagli infortuni, infine, non è esente la popolazione studentesca. Nel 2025 le denunce totali sono state 80.871, ovvero il 3,84% in più rispetto alle 77.883 denunce del 2024.

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Sara Costanzi
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