La voce come strumento di espressione artistica, relazione e benessere. È questo il cuore dell’undicesima edizione di “Umbria in Voce”, il festival che da oltre dieci anni trasforma la città di Gubbio in uno spazio di incontro dedicato alla musica vocale e alla creatività condivisa.
La manifestazione tornerà dal 10 al 22 marzo 2026 con un ricco calendario di laboratori, incontri, performance e momenti di canto collettivo, pensati per coinvolgere persone di tutte le età e livelli di esperienza.
Il tema scelto per questa edizione è “Canto, arte di gioia e pace”, un filo conduttore che accompagnerà tutte le attività del festival, sottolineando il valore del canto come esperienza capace di creare benessere, ascolto reciproco e senso di comunità.
Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza della direttrice artistica Claudia Fofi, dell’assessore alla Cultura Paola Salciarini e dell’assessore ai Servizi Sociali Lucia Rughi.
Nato nel 2015, il progetto Umbria in Voce ha costruito nel tempo un percorso culturale originale che mette al centro la voce umana come luogo di incontro tra arte, formazione e comunità.
“La voce è uno strumento potentissimo – ha spiegato la direttrice artistica Claudia Fofi – perché attraverso la voce parliamo, cantiamo, raccontiamo e creiamo relazioni. Con il tema di quest’anno abbiamo voluto ribadire come il canto condiviso possa diventare un’esperienza semplice ma profondamente umana, capace di generare benessere e senso di comunità”.
La prima parte del festival si svolgerà dal 10 al 19 marzo ed è dedicata ai laboratori per la comunità, con attività diffuse in diversi luoghi della città.
Le iniziative porteranno la pratica della voce in contesti sociali e culturali differenti, coinvolgendo RSA, centri diurni e associazioni del territorio.
L’obiettivo è diffondere i benefici del canto come pratica di relazione, partecipazione e benessere personale.
Tra gli appuntamenti previsti figurano:
il laboratorio di narrazione e memoria “C’era due volte”,
il laboratorio corale “Canta che ti passa e ti rilassa”,
incontri culturali alla Biblioteca Sperelliana,
il trekking sonoro “Sulle orme di San Francesco”, un’esperienza che unisce natura, poesia e voce, realizzata in collaborazione con il Comitato Francesco a Gubbio.
Il secondo momento del festival sarà il fine settimana immersivo dal 20 al 22 marzo, tre giornate interamente dedicate al canto inclusivo e comunitario.
Durante il weekend si terranno workshop, attività creative e momenti di partecipazione collettiva, guidati da formatori italiani e internazionali.

Tra gli appuntamenti più attesi:
il laboratorio “La voce, lo strumento e lo spazio sonoro” con Manolo Rivaroli,
il workshop intensivo di body music, circlesong e canti polifonici con Charles Raszl e Oskar Boldre,
il laboratorio serale “La voce che culla – Ninne nanne dal mondo” con Sara Marini,
il grande momento di canto collettivo del GranCoro, guidato da Sara Jane Ceccarelli.
Il festival diventerà così un grande laboratorio aperto in cui musicisti, appassionati e cittadini potranno condividere esperienze vocali e creative.
Accanto alle attività musicali, Umbria in Voce 2026 propone anche momenti di riflessione culturale e poetica.
Tra questi spicca l’incontro corale dedicato ad Aldo Capitini, guidato dalla poetessa Anna Maria Farabbi, organizzato in occasione della Giornata mondiale della poesia.
Il programma include inoltre il Notturno poetico, un palco aperto a poeti e musicisti, e il concerto finale dell’Ensemble Leonardo Radicchi con il progetto Humanity, che chiuderà il festival.
Secondo l’assessore alla Cultura Paola Salciarini, il festival rappresenta una delle iniziative culturali più originali del territorio.
“Umbria in Voce è una realtà capace di unire in modo unico ricerca artistica e partecipazione. Per alcuni giorni Gubbio diventa un luogo di incontro tra artisti, formatori e cittadini, dimostrando come la cultura possa essere uno spazio concreto di dialogo e condivisione”, ha sottolineato.
Il festival, infatti, non è soltanto un evento artistico ma anche un’esperienza collettiva che coinvolge l’intera comunità.
Un elemento centrale dell’iniziativa è la dimensione sociale del progetto, che porta la pratica del canto anche in luoghi normalmente lontani dai circuiti culturali tradizionali.
“Il valore di questo festival – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Lucia Rughi – sta nella capacità di coinvolgere luoghi e persone che spesso restano ai margini delle attività culturali. Portare la voce nelle RSA, nei centri diurni e nelle associazioni significa creare occasioni di relazione e benessere, rafforzando il senso di comunità”.
Secondo Rughi, iniziative come questa rappresentano un messaggio di speranza e condivisione, soprattutto in un periodo storico complesso.
Il festival Umbria in Voce è aperto a partecipanti di tutte le età e livelli di esperienza.
Molti appuntamenti sono gratuiti e aperti alla cittadinanza, mentre per alcuni laboratori del weekend è prevista l’iscrizione.
Il programma completo e le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione: https://umbriainvoce.it/.
Con la sua undicesima edizione, Umbria in Voce conferma il proprio ruolo di evento culturale capace di unire musica, comunità e benessere, trasformando la voce in uno strumento di incontro tra persone, culture e generazioni.