La moda torna a cercare a Perugia il proprio punto di incontro tra tradizione e futuro. E lo fa con un programma che, a poco meno di due mesi dall'appuntamento, comincia a definire i propri protagonisti. Sono stati infatti annunciati i primi ospiti di Umbria Fashion 2026, la manifestazione ideata e organizzata da Laura Cartocci che il 17 e 18 ottobre porterà nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori la sua quarta edizione, mettendo ancora una volta in dialogo imprese, professionisti, scuole, accademie, università e giovani talenti.
Non sarà soltanto una passerella. La cifra dell'iniziativa, ormai consolidata nelle precedenti edizioni, è quella di costruire attorno alla moda uno spazio di confronto più ampio, nel quale il fashion system possa essere raccontato attraverso le persone che lo compongono, le competenze necessarie per entrarvi e le opportunità che possono nascere dall'incontro tra formazione e mondo professionale.
Il programma prevede talk, contest, fashion show, incontri e premiazioni, con particolare attenzione alle nuove generazioni di stilisti e agli studenti degli istituti a indirizzo moda. Un'impostazione che negli anni ha consentito a Umbria Fashion di assumere una dimensione che va oltre quella del semplice evento celebrativo, diventando una piattaforma di orientamento e valorizzazione del talento.
I primi nomi annunciati restituiscono già la varietà dell'edizione 2026. A Perugia arriveranno infatti Marco Cardinalini, imprenditore e protagonista del comparto tessile; Michela Proietti, giornalista specializzata nei temi della moda e della società; Alioscia Mussi, make up artist con una lunga esperienza nel mondo della moda, della televisione e dello spettacolo; Francesca Capaccioli, fashion designer, stylist e consulente d'immagine; e Maria Rosa De Sica, costumista e designer.
Cinque percorsi profondamente differenti, ma accomunati da una caratteristica: avere attraversato il sistema della moda non soltanto come spettatori, ma come professionisti chiamati a trasformare creatività, tecnica e visione in un lavoro concreto.
È proprio questa pluralità a rappresentare uno degli elementi più interessanti della manifestazione. La moda, infatti, non viene presentata come un universo circoscritto allo stilista o alla passerella, ma come una filiera nella quale convivono produzione industriale, comunicazione, immagine, fotografia, make up, costume, cinema e progettazione.
Tra gli ospiti ci sarà Marco Cardinalini, presidente della Sezione Industria dell'Abbigliamento di Confindustria Umbria e amministratore delegato di Cardinalini & C. di Acquasparta, azienda specializzata nella produzione di capi di alta gamma destinati al mercato internazionale del lusso.
La sua presenza assume un significato particolare proprio per il legame diretto con il territorio. La storia professionale di Cardinalini si sviluppa infatti all'interno di un comparto, quello tessile e dell'abbigliamento, che costituisce una componente importante della tradizione produttiva umbra e che oggi è chiamato a confrontarsi con mercati internazionali, innovazione e trasformazioni profonde del sistema della moda.
Tra il 2015 e il 2020 ha inoltre fondato una start up innovativa dedicata allo sviluppo di campionari per stilisti emergenti, successivamente acquisita da Cardinalini & C. Spa. Nel suo percorso figurano anche ruoli di rappresentanza nel mondo dell'industria della moda, tra cui la presidenza dei Giovani di Sistema Moda Italia.
La sua partecipazione consente dunque di portare all'interno di Umbria Fashion una prospettiva strettamente collegata al rapporto tra creatività e impresa, tra l'idea di un giovane designer e la necessità di trasformarla in un prodotto capace di confrontarsi con il mercato.
Ci sarà anche Michela Proietti, giornalista che racconta moda e società sulle pagine del Corriere della Sera e del settimanale 7. Un ritorno simbolico a Perugia per una professionista nata in città e formatasi alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo, prima di proseguire il proprio percorso professionale a Milano dopo la laurea in Scienze Politiche.
Alla sua attività giornalistica si affianca quella di autrice. Il suo esordio editoriale è stato La milanese, bestseller pubblicato da Solferino nel 2020, cui sono seguiti La milanese 2, il viaggio continua e una serie di agende dedicate allo stesso universo narrativo. Nel 2022 Proietti ha inoltre ricevuto l'Ambrogino d'oro, la massima onorificenza civica del Comune di Milano.
La sua presenza a Umbria Fashion introduce così un'altra dimensione del fashion system: quella della narrazione. Perché la moda non vive soltanto attraverso ciò che viene creato, ma anche attraverso il modo in cui viene raccontato, interpretato e trasformato in linguaggio sociale.
Dal make up arriva invece Alioscia Mussi, professionista con una lunga esperienza maturata tra moda, spettacolo e televisione.
Dopo gli studi d'arte a Firenze, Mussi si è formato a Milano in una delle scuole europee di riferimento per il make up, entrando successivamente in contatto con figure di primo piano del settore come Stefano Anselmo e Romualdo Priore. Proprio Priore lo volle al proprio fianco, ancora giovanissimo, come assistente e co-responsabile in occasione delle edizioni 2001 di Miss Italia, Miss Italia nel Mondo e Un'Italiana per Miss Universo.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con importanti stilisti e testate internazionali, da Vogue a Elle, Marie Claire, Cosmopolitan e Vanity Fair. Il suo curriculum comprende inoltre campagne per marchi come Jean Paul Gaultier, Alviero Martini, Sony, Francorosso, Rodo e La Martina e numerose collaborazioni nell'ambito delle sfilate, da Cavalli a Dolce & Gabbana, da Laura Biagiotti a Blumarine, Gattinoni e Diesel. Per anni è stato anche ambasciatore Dior. Nel 2013 e nel 2015 è stato premiato come miglior truccatore in Italia, mentre nel 2014 ha ricevuto il Golden Beauty Award come miglior make up artist al mondo.
Un percorso ancora diverso è quello di Francesca Capaccioli, fashion designer, stylist e consulente d'immagine con una formazione costruita tra moda, arte, cinema e teatro.
Entrata giovanissima nell'ufficio stile di Mimmina Confezioni, realtà di riferimento del prêt-à-porter italiano negli anni Ottanta e Novanta, Capaccioli ha iniziato a confrontarsi con modellisti e creativi di primo piano. Parallelamente ha lavorato come modella nelle prove di vestibilità e negli showroom, compreso quello di via della Spiga a Milano.
La passione per il teatro l'ha poi condotta verso il mondo dei costumi: il produttore Giancarlo Zanetti le affidò negli anni Novanta la cura dei costumi per numerosi spettacoli teatrali a Roma.
Nel settore fashion ha collaborato con aziende e brand italiani come Gruppo Coin, Arfango, El Charro, Confitalia, Pullove, Nannini Bags Firenze, Gianni Chiarini e Rebelle.
La sua esperienza si è quindi allargata alla fotografia e allo spettacolo, lavorando al fianco di fotografi come Gianmarco Chieregato, Fabio Lovino, Tony Thorimber, Rankin e Iwan Palombi e curando l'immagine di numerosi artisti.
Durante la pandemia ha inoltre dato vita a un proprio brand di pelletteria femminile, dedicato alla dea etrusca della Voluttà e prodotto in Italia, in particolare in Toscana.
A completare il primo gruppo di ospiti sarà Maria Rosa De Sica, figlia d'arte e professionista capace di muoversi tra fashion design, costume e audiovisivo.
Nata a Roma, si è formata tra scenografia e costume all'Istituto Europeo di Design, proseguendo poi gli studi con specializzazioni in Fashion Styling e Fashion Design all'Accademia del Costume.
La sua carriera è iniziata nell'ufficio stile donna di Salvatore Ferragamo, esperienza che ha preceduto la fondazione del proprio brand, Mariù De Sica.
Parallelamente ha seguito la vocazione familiare per il cinema, lavorando su set cinematografici, produzioni teatrali, serie televisive e videoclip, in Italia e all'estero.
Tra le esperienze figurano il lavoro come costumista per The Bush Project, vincitore del premio Pivi, e per tre edizioni teatrali dell'Oscar del Musical al Teatro Brancaccio di Roma. È stata inoltre wardrobe master per la produzione statunitense e saudita della serie Netflix Kingdom of Fire e assistente costumista per produzioni come La donna giusta, Amici come prima, Sono solo fantasmi e Suburra 3.
Al di là dei nomi già annunciati, il vero centro di Umbria Fashion 2026 resteranno però i giovani. La manifestazione nasce infatti con l'obiettivo di mettere in relazione le realtà produttive locali con scuole superiori e professionali a indirizzo moda, accademie e università, creando occasioni concrete di confronto con il settore.
È una direzione che ha già prodotto risultati nelle precedenti edizioni. Nel 2025, per esempio, la vincitrice del contest per giovani fashion designer Alice Paparelli ha ottenuto, tra le altre opportunità, un tirocinio di tre mesi alla Cardinalini & C., la possibilità di assistere a fashion show durante la Milano Fashion Week e un percorso di confronto con aziende del settore.
Anche per l'edizione 2026 i contest rappresenteranno dunque uno degli strumenti attraverso i quali trasformare una manifestazione in un'esperienza realmente formativa. I dettagli già annunciati indicano inoltre che il progetto continuerà a mettere in relazione la creatività dei giovani con alcune delle eccellenze produttive e culturali dell'Umbria.
Il punto, in fondo, è proprio questo: costruire a Perugia un luogo nel quale il talento possa incontrare chi possiede gli strumenti per trasformarlo in professione.
“Questi sono solo alcuni degli ospiti che prenderanno parte alla quarta edizione di Umbria Fashion - ha dichiarato la founder e organizzatrice dell’evento, Laura Cartocci -, un’edizione che vedrà la presenza di personaggi illustri del mondo della moda in un crescendo di emozioni e sorprese. Umbria Fashion si conferma, così, un evento che valorizza il Made in Umbria e il ruolo che la nostra regione continua a svolgere nel fashion system internazionale”.
La dichiarazione individua con chiarezza la direzione della manifestazione. Non una semplice celebrazione della moda locale, ma il tentativo di dimostrare che anche un territorio come l'Umbria può diventare luogo di produzione culturale, formazione e connessione con il sistema internazionale. E la scelta della Sala dei Notari, nel cuore storico di Perugia, rafforza simbolicamente questa impostazione: una delle architetture più riconoscibili della città diventerà per due giornate uno spazio dedicato a tessuti, abiti, immagini, idee e storie professionali.