In Italia le persone con più di 65 anni sono quasi 14 milioni e 600mila, ovvero il 24,7% della popolazione, con gli over 80 che nel 2025 sono arrivati a 4,6 milioni. Questo quanto emerso dalla più recente indagine Istat sulla demografia del Bel Paese. La popolazione anziana è cresciuta costantemente negli ultimi decenni e in Umbria, seconda regione italiana più longeva, l'incremento è particolarmente evidente. Una situazione che pone questioni importanti anche in termini di diritti e salute pubblica. Ed è sulla scorta di queste riflessioni che ad aprile scorso l'Assemblea legislativa ha approvato la proposta di legge a fima della consigliera Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) per istituire la figura del Garante regionale dei diritti delle persone anziane. A ricoprire tale ruolo sarà Carla Casciari, biologa perugina, classe 1970, già vicepresidente e assessora regionale nella Giunta Marini. La nomina è stata ufficializzata in queste ore da parte della presidente dell'Assemblea legislativa Sarah Bistocchi.
La nomina di Casciari, spiega una nota dell'Assemblea legislativa, è arrivata "a conclusione dell’iter previsto dalla legge istitutiva".

"Alla neogarante Casciari - queste le parole della presidente Bistocchi - vanno gli auguri di buon lavoro, nella certezza che saprà svolgere al meglio il compito di tutelare gli anziani dell’Umbria, una fascia in crescita e che necessita di risposte e attenzioni. Con la nuova Garante per le persone anziane, si completa il quadro di nomine in capo all’Assemblea legislativa, con funzioni di tutela di fasce di popolazione ritenute più deboli".
Quattro in tutto i nuovi Garanti regionali che verranno presentati in conferenza stampa martedì prossimo, 25 agosto. Oltre a Casciari ci sono Andrea Pensi per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Renato Tomei per i diritti delle persone con disabilità, Matteo Severini per l’infanzia e l’adolescenza cui si aggiunge Fabrizio Schettini, difensore civico regionale.
Tagliaferri in sede di presentazione della proposta di legge aveva spiegato che quella del Garante per i diritti degli anziani non intende essere "una figura istituzionale dal valore puramente simbolico" ma, al contrario, il risultato "di scelte politiche figlie di una visione della nostra Umbria che pone la dignità umana quale fulcro di ogni sua azione".
La legge guarda anche allo scambio intergenerazionale e al superamento delle barriere del divario digitale. In una regione che sta invecchiando velocemente, l'anzianità può essere un valore, aveva spiegato la consigliera. "Con questo provvedimento la Regione Umbria colma un vuoto e lancia un messaggio chiaro: le istituzioni vedono le persone più fragili, non sono più invisibili e si impegnano a non lasciarle sole. La civiltà di un popolo si misura anche dalla cura che riserva le proprie radici" così aveva commentato.
In Umbria i numeri mostrano trasformazioni profonde. I cittadini con più di 65 anni sono 232mila, il 27,3% della popolazione, quasi tre punti perecentuali in più rispetto alla media nazionale. Più di un umbro su quattro è anziano. Nel 2025, ancora secondo i dati Istat, l'indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra ultra 65enni e popolazione tra zero e 14 anni, è arrivato a 238,3, anche in questo caso nettamente superiore al dato italiano che è di 207,7.
In assenza di un garante nazionale, la prima Regione ad introdurre la figura del garante regionale per i diritti delle persone anziane è stata la Sicilia, già nel 2021. A seguire si sono aggiunte la Basilicata, la Lombardia, il Molise, l'Abruzzo, l'Umbria e il Lazio.