Una svolta attesa da tempo che finalmente mitigherà l'affanno che stanno vivendo le carceri umbre. Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Perugia ha infatto assegnato 93 nuove unità di personale al distretto Umbria-Marche, di cui 62 per la sola Umbria. Numeri importanti che sono il risultato di una precisa richiesta pervenuta dal Sappe - il Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria che la rivendica "come frutto di un lavoro serio, tenace e rispettoso delle reali criticità degli istituti".
In una nota il segretario nazionale Sappe per l’Umbria, Fabrizio Bonino precisa come in tutto questo un "ruolo decisivo" l'abbia svolto la Segreteria Generale Sappe di Roma e del suo storico segretario, Donato Capece. Inzialmente infatti, questo è il nodo, il DAP - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aveva previsto un numero inferiore di unità, ovvero 77 ritenute "del tutto insufficienti per l’intero distretto". La Segreteria generale, afferma Bonino, è invece "riuscita a convincere il DAP a incrementare l’assegnazione", arrivando alle 93 unità di cui sopra. "Un passaggio fondamentale - rimarca il segretario - che ha gettato le basi per un intervento finalmente congruo".
"Come Segreteria regionale del Sappe per l’Umbria - queste le parole di Bonino - desidero sottolineare il lavoro personale e di squadra che ci ha permesso di portare a casa un risultato di straordinaria importanza per il nostro territorio".
Delle 62 unità di personale per le carceri umbre, 31 andranno alla Casa di Reclusione di Spoleto, dove anche da poco il Sappe aveva denunciato la mancanza di almeno il 25% degli agenti; 15 alla Casa Circondariale di Perugia; 10 alla Casa Circondariale di Terni e 6 alla Casa di Reclusione di Orvieto. "Numeri - commenta - che, per la prima volta dopo anni di spoliazione, iniziano a restituire fiato a reparti ridotti all’osso".
Dietro alle cifre ci sono persone, lavoro e impegno di chi, in prima linea, ogni giorno tocca con mano le criticità che si vivono all'interno degli Istituti penitenziari regionali. Solo nell'ultimo periodo, numerosi sono stati gli episodi di tensione, sfociati in diverse occasioni anche in vere e proprie aggressioni contro il personale. Fatti che hanno posto, nuovamente, con forza la necessiatà di incrementare la dotazione organica. Che è arrivata ed è stata accolta come uno storico cambio di passo che, aggiunge Bonino, è figlio anche dell'istituzione del nuovo Provveditorato regionale Umbria-Marche, un organismo su cui "avevamo scommesso". "Oggi possiamo dirlo: la scommessa è vinta. Il confronto è stato trasparente, puntuale e rispettoso delle specificità di ogni singolo istituto. Ringraziamo il Provveditore (Liberato Guerriero ndr) e il suo staff per aver svolto, unitamente alle organizzazioni sindacali, un lavoro serio e attento alle criticità reali".
Tuttavia c'è anche nota dolente. "Con enorme soddisfazione - scrive Bonino - e non senza una punta di amarezza, ricordiamo che l’Umbria esce dalla competenza della Toscana. Negli ultimi dieci anni, il Prap della Toscana ha letteralmente saccheggiato gli organici dell’Umbria, depauperando i nostri istituti a vantaggio dei propri. Oggi iniziamo a invertire la rotta".
Insomma un cambiamento cruciale per le carceri umbre su cui Bonino comunque avverte: "non c’è tempo per l’autocompiacimento. Questa non è che la prima battaglia di una guerra lunga e complessa. Non perdiamo tempo a lodarci troppo. Già nel mese di ottobre è prevista una nuova assegnazione di personale (secondo scaglione). Il Sappe sarà da subito al lavoro, con la stessa determinazione, per assicurare al distretto Umbria-Marche un ulteriore congruo numero di agenti di Polizia Penitenziaria. La carenze strutturali restano profonde, ma la direzione è quella giusta. Noi ci saremo" conclude.